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La Regina delle Olimpiadi

Stadio olimpico, Roma, 1960. Inaugurazione delle Olimpiadi - Marcello Mencarini Historical ArchivesStadio olimpico, Roma, 1960. Inaugurazione delle Olimpiadi - Marcello Mencarini Historical Archives

L’Atletica: un mondo a parte.

E’ chiamata la “Regina delle olimpiadi”, ha origini che si perdono nella storia. L’atletica leggera è un insieme di discipline sportive che possono essere sommariamente suddivise in corse, salti e lanci. Più in particolare: corse su pista, concorsi (lanci, salti in elevazione e salti in estensione), prove multiple (decatlon eptatlon), marcia, corsa campestre e corsa in montagna.

La parola atletica deriva etimologicamente da athlēta che a sua volta deriva dal greco ahletès da athlos, cioè “lotta”.

Gli eventi di atletica leggera (riunioni) vengono di solito organizzati attorno a una pista ad anello della lunghezza di 400 m (un tempo ve ne erano di non olimpiche, da 500 e da 300 mt). Sulla pista si svolgono le gare di corsa. Le gare di lanci e salti invece, si svolgono sul campo racchiuso dalla pista, utilizzando apposite “pedane” in costruzione e terra rossa (oggi materiali plastici, primo dei quali fu il rubcor e poi il diffusissimo tartan).

Molte delle discipline dell’atletica leggera hanno origini antiche, e si tenevano in forma competitiva già nella Antica Grecia. L’atletica leggera venne inserita nei Giochi olimpici sin dalla prima edizione dei tempi moderni – Atene 1896 – e da allora ha sempre fatto parte del programma olimpico.

Il corpo di governo internazionale dell’atletica leggera, l’International association of athletics federations (IAAF), è stato fondato nel 1912. La IAAF organizza i Campionati del mondo di atletica leggera con cadenza biennale: la prima edizione si è svolta nel 1983 ad Helsinki. In Italia l’attività di atletica leggera è regolata dalla FIDAL (Federazione italiana di atletica leggera).

Un po’ di storia.

L’atletica leggera ha le sue origini “definitive” nell’ Antica Grecia: gli stessi poemi omerici, la statuaria, il poeta Pindaro e la pittura, le raffigurazioni ornate sui vasi di terra cotta ci parlano chiaramente della profonda passione sportiva degli antichi greci e l’onore in cui tenevano gli atleti.

Il canto XXIII dell’Iliade descrive prove che anticipano gare che sono ancora tipiche nell’atletica moderna: una corsa a piedi e due prove di lancio, il disco e il giavellotto. Nel canto però dell’Odissea, dedicato ai giochi dei Feaci, Omero, quasi per completare la gamma delle attività naturali di base (correre, saltare, lanciare) parla anche di una prova di salto (…il maggior salto Anfiolo spiccollo) senza specificare di quale salto si trattasse, anche se non è azzardato pensare che si trattasse di salto in lungo.

A reinventare l’atletica nei tempi moderni – sulla falsariga degli altri sport – fu l’Inghilterra. La rinascita dell’atletica leggera divenne un dato di fatto alla fine del XIX secolo, quando nacque anche una piena regolamentazione….

Nel 1817 venne fondato il primo club atletico a Necton, in Inghilterra. Ma fu l’inglese Thomas Arnold nel 1828 a ripristinare alcuni esercizi praticati nell’antichità ed a fissarne le norme tecniche. Nel 1829 a Tailiti, in Iralnda, vennero disputati per la prima volta dei giochi composti da corse, salti, lanci, inclusa “l’asta”. Nel 1855 uscì il primo manuale riguardante le corse, intitolato Training of man for pedestrian exercise e nel 1867 venne inaugurata a Londra la prima pista di atletica in cenere. È del 1860 la nascita dell’Olympic Club, il primo club atletico Usa a San Francisco. Nel 1868 il New York Athletic club. All’inizio le gare si svolgevano per scommessa o sotto forma di un embrionale professionismo, con premi in denaro e scommesse, secondo il radicato costume anglosassone.

La prima gara per atleti dilettanti negli Stati Uniti venne disputata l’11 novembre 1868. Proprio in questa occasione venne introdotta la possibilità di indossare le scarpette chiodate.

Grazie al barone francese Pierre de Coubertin, nel 1896 si tenne la prima edizione dei Giochi Olimpici moderni. La sede scelta non pteva essere che Atene.

Le gare allora più popolari erano i 100 mt piani e il fondo, che si correva sulla distanza di 36 km. Si ebbe anche la distinzione tra atletica leggera e atletica pesante. Altri sport che affondano le radici nell’antichità sono il pugilato e la lotta e fecero parte subito del programma olimpico.

In Italia, l’atletica leggera esordì alla fine dell’800 come attività podistica (Unione pedestre italiana). Nel 1910 apparvero le gare di salto e di lancio, che erano ancora sotto il controllo della Federrazione Ginnastica. Iniziarono poi ad essere disciplinate dalla Federazione italiana degli sports atletici, che dopo ancora divenne Fidal  (nel 1926), la quale era stata riconosciuta dal Cio nel 1915. All’alba del 900 in Italia erano già popolari le corse di fondo su strada, che mantennero tale popolarità fino agli anni fra le due guerra, anche grazie all’estrema semplicità dell’attrezzatura, spesso realizzata con mezzi di fortuna (mutandoni o mutandine fatte in casa), scarpe da corsa ricavate da “babbucce” da casa legate attorno al piede con lo spago… Lo sport moderno può dirsi comunqe nato col progredire degli anni ’30, prime e dopo gli anni delle Olimpidi di Berlino del 1936. Si gettarono allora tutte le fondamenta del mondo moderno, come lo avremmo visto nel corso della ricostruzione ed ancora dopo il 1950: quando l’Italia si apprestò ad organizzare la prima Grande OmpiadeRoma 1960 – con palazzi dello sport uno stadio da 100 mila posti, un villaggio olimpico ed una tangenziale che univa l’Eur con il Foro Italico, i due principali “poli” della topografia della Città Eterna, attorno ai quali si disputarono i Giochi. Per la prima volta si ebbe anche l’Olimpiade riservata ai “paraplegici”.

Nel 1921, frattanto, le donne vennero coinvolte per la prima, quando nacque la Fédération sportive féminine. Dopo secoli di esclusione quasi assoluta, fu una svolta non solo per l’atletica, ma per tutto lo sport e una pietra miliare nella storia dell’emancipazione femminile.

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