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Dopo Trump: Statalisti rassegnatevi la gente vuole più libertà

Trump ha portato con sé in visita la più bella first lady della storia americana. Melania parla 4 lingue, fra cui benissimo l'Italiano. Slovena, si affermò come modella a Milano...

SIAMO FRA I POCHISSIMI AD AVER PREVISTO LA VITTORIA DEL BERLUSCONI AMERICANO MA ADESSO…

Sempre più allucinante. Il programma di Rai2, RaiUsa2016, parla di Hillary molto più che di Trump. Poi parla a lungo di Sanders con disperazione: chi sa se lui ce l’avrebbe fatta? La disperazione della “sinistrorsa” mentalità dei nostri media (i pennivendoli, secondo alcuni, asserviti all’opinione dominante) non trova pace. Vedi caso è quello sostenuto dal potere nazionale e internazionale di questo interminabile dopoguerra e dietro il suo moloch si nascondono abilmente le grandi lobby, i poteri fortissimi e cattivi che hanno decretato l’impoverimento delle masse a partire dalla cosiddetta classe media e la conquista dei grandi monopoli nell’ottica della globalizzazione e della mondializzazione: energia, acqua, cereali, farmaci e… Già, il …nuovo ordine mondiale. Ci mettono dentro anche Dio, purché non sia quello dei cristiani, cattolici in particolare. Ma sì: religione unica! I santi? Roba da museo, meglio la dea Calì al posto di Padre Puglisi. Ma c’è più chi ne dubita? C’è ancora chi può ignorarlo?

Nessuno ammette che abbia vinto un …Berlusconi americano, ricco, imprenditore, oggetto d’invidia da parte di chi soffre di questa malattia, quanto nemico di chi non fa impresa, ma soldi con altri soldi o sfruttando mere posizioni leonine. Scusate, se non è chiaro, lo sarà più giù…

Si parla di pancia, pancia, pancia degli americani. Sono rari dunque, in America, il cuore ed il cervello? Per quale mattana avrebbero funzionato, invece, in occasione delle doppie elezioni di Obama? Si vede che il cervello dovrebbe obbedire al “giornale unico”, al coro dei media, di stretta dipendenza dalle maggiori lobby. I critici sarebbero gli stupidi, sparsi fra i bifolchi delle campagne, dispersi nelle periferie e non nel centro pulsante delle grandi città… Come dicevamo nell’articolo di ieri, qualcuno, almeno con la fantasia, vorrebbe pesare i voti. Sarebbero gli ignoranti che hanno votato Trump. Invece le osservazioni serie descrivono la composizione del voto in modo differente… Niente: un caso!

Seguire l’opinione – trita e ritrita – del giornale unico sarebbe segno di intelligenza, esercitare la propria capacità critica sarebbe, invece, prerogativa degli stupidi e degli stolti… Ma sì, questa è logica! Questa è di certo quella che qualcuno vorrebbe il popolo seguisse…

La sinistra ideologicamente ancora contaminata dall’ideologia tardo marxista, se ne accorga o no, non ammette l’opinione contraria, quanto, invece, è capace di fare la mentalità liberale e persino la stessa mentalità fascista che, pur essendo vittima della identica malattia idealistica platonico – hegeliana, è sempre più aperta e meno manichea di quella social comunista.

Il motivo della vittoria di The Donald è ben più semplice: Trump ha vinto perché in giro per il pianeta la gente si è “rotta” di qualunque comportamento abbia una qualche attinenza con la vecchia ideologia social comunista, che non ha perso la matrice marxista. Si cercano le mille componenti della vittoria di Trump e della sconfitta di Hillary, ma si tace – insomma – quella principale…

Le gente non vuole più governatori perbenisti nella forma, ma

farisaici e truffaldini nel contenuto. Politici che non si battono visibilmente per la propria nazione, che non la nominano neppure, parlando di “paese”, ma sostengono strenuamente il comodo – per loro – statalismo di marca hegeliana, che conferisce a chi governa poteri abnormi, privando il popolo e il cittadino del genere di libertà cui più tiene: quella di poter crescere da soli, potersi affermare, poter essere anche stravaganti se lo vuole, dedicarsi senza patemi all’auto occupazione, ignorando il più possibile la presenza dello stato, finché la propria azione non offenda concretamente il prossimo, inteso etimologicamente già come “il vicino”. Tale “ideale” era stato ben teorizzato già dallo stesso Pericle, vero inventore – non tutti lo sanno – della democrazia liberale, circa 3 mila anni or sono.

Per Trump hanno votato anche le donne, perché molte, vedi caso difendono il concepimento e le nascite, come lui. Per Trump hanno votato anche i neri e gli ispanici, perché hanno capito che la discriminazione “minacciata” da Trump – che al lavoro ha al proprio fianco donne, neri e ispanici con reciproca soddisfazione – non riguarda le persone serie che vogliono impegnarsi e produrre laddove c’è la possibilità di farlo. E negli Usa, come nel mondo che anni fa definivamo – frettolosamente, forse – libero, ce n’è comunque tanto.

Nella trasmissione di ieri qualcuno ha detto con aria sapiente – da esperto – che con Trump avremo un’Europa più debole e un’Italia più debole all’interno dell’Europa. Ce ne vuole! Basti pensare che sta per sospendere l’embargo alla Russia, imposta anche all’Ue all’Italia, che ha danneggiato soprattutto quelli che per brevità chiamiamo “noi”. Basti sapere che Melania, la bella moglie, ama l’Italia perché il suo successo da modella emerse a Milano e, da slovena, parla benissimo l’Italiano… Che Trump ha acquistato il suo mega yacht in Italia e afferma che lo styling italiano è imbattibile. Fa già all’Italia da promoter. Che si vuole più di questo.

Trump tende la mano a Putin, ha capito che la storia si è capovolta, che – come abbiamo scritto – la supremazia della civiltà oceanica è stata già soppiantata da quella della massa continentale formata da Europa, Asia e Africa, il cui Pil, affiancato dalla tecnologia, è in crescita esponenziale e le cui enormi ricchezze naturali sono ancora in gran parte inesplorate.

Alla guerra tradizionalmente combattuta, a forza di weapons e guns, in linea con un disegno imperialista di tipo tradizionale (Obama e la Clinton hanno commissionato e consentito all’esercito Usa di far costruire e disporre di milioni di dollari di nuove armi per le guerre che combattono nel mondo) Trump sostituisce la trattativa e il confronto economico. Della prima fa parte la pace con Putin e, quindi, con quella relativa alla “sorda” ostilità contro l’Europa e soprattutto contro il Mediterraneo, della seconda fanno parte la maggiore prudenza nei confronti delle importazioni e la lotta contro la delocalizzazione delle imprese produttive. Tali principi, se generalizzati, hanno un valore di moralità economico – finanziaria indiscutibile.

Da tutto ciò non possiamo che dedurre la stupidità e la proditorietà di ciò che i media continuano a proporre propagandare aggredendo, come sempre, le nostre orecchie e i nostri occhi.

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E’ preoccupante il “tenero” atteggiamento di Obama con Trump. Barack è un burattino (si ricordi il nostro articolo Barack e burattin, di svariati anni or sono). Fa quello che gli suggeriscono le lobby maligne…

Altra preoccupazione parallela deve suscitare la volontà di chiamare a segretario al Tesoro, Jamie Dimon, ad della JPMorgan Chase, la grande finanziaria che ha inventato i subprime… Fra i metodi dei poteri fortissimi a copertura massonica c’è quello di “tirarsi dentro” gli oppositori che prendono il potere. E’ un’alternativa a schiacciarli in qualche modo, eventualità sempre in agguato.

 

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