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Caro Renzi: Chi sei io non lo so

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the-trilateral-commissionVerrebbe quasi di ammirare Renzi. Nell’Italia dei “Signor Nonmidimetto”, lui fa il Cincinnato. Solo Berlusconi, sul quale lui continua visibilmente a far di tutto per specchiarsi, ne era stato capace di recente. Aveva consegnato, però, l’Italia a quel disastro di Monti. Questi, per ciò che riguarda chi scrive, mise anche una pietra tombale sulla nautica e il turismo nautico, settore stella dell’economia del Bel paese. Ci volevano Trump e la bella moglie per magnificarne i pregi eccelsi…

Dunque Renzi se ne va. E’ stato un idiota vero, peggior di quello di Tolstoiesky, a sottoporsi al voto degli italiani. Con lui questi hanno bocciato l’inganno del finto risparmio, del modo in cui era stato formulato il quesito (volete risparmiare o no?), ma anche anni di politica socialcomunista di marca marxista. Una linea cui Renzi ha detto di voler sfuggire senza riuscirci – perché come dicemmo, il lupo perde il pelo ma non il vizio – riuscendo, invece, a scontentare sia i veri liberali e quelli di destra, sia la sinistra ancora legata ai tempi del dossier Mitrokhin. E chi li schioda: nessuna prova, nessuna implosione sovietica. Santificano ancora Castro, con il loro incurabile manicheismo…

Gli italiani hanno sentito i cubani che persino in Florida avevano paura di fare gli anti castristi. Si sono ricordati dei tempi in cui essi stessi avevano paura di confessarsi “non comunisti”.

Gli italiani si son stufati, il mondo si è stufato. Ancora all’elezione di Van Der Bellen in Austria, c’è chi dice che la gente tira un sospiro di sollievo. Ma quale “gente”? Se quasi la metà della stessa Austria ha votato al contrario. Se il neo eletto è un presidente che comanda poco e niente, mentre il parlamento è al 70% di destra. Adesso si accontentano (perché attorno a Vienna il socialismo non esiste) di chiamare progressista un liberale. E che liberale: il liberalismo austriaco è il più “assoluto” del mondo. Si sono confrontati un candidato di estrema destra contro uno di destra. Ma il “giornale unico” intona il canto consolatorio: ha vinto un progressista…. Ah, ora i liberali sono progressisti? Bene!

Alle amministrative tornerà a stravincere la destra.

Ma, andiamo con ordine. Solo un cieco ormai non si accorge che delle penne del pavone socialista si vestono i poteri fortissimi e le banche, stataliste ormai accanite. Ha vinto Van den Bellern? Ha vinto un massone statalista!

Trump, la Brexit, il voto anti Renzi? Tacciati di populismo, questi risultati sono anti massonici, anti sistema. Perché il sistema è massonico. La “gente” lo capisce, ormai, o chiaramente o istintivamente. E’ stanca delle “pappardelle” che le vengono somministrate da anni…

Renzi, dicevamo, sembra “quasi da ammirare”. Ma è stato uno stupido, se fosse in perfetta buona fede: è andato dritto contro un cantone, a testa bassa come un toro. A meno che, dimettendosi, adesso, non recuperi la sua scaltrezza. Come? Ripresentandosi pulito alle prossime elezioni.

Sarebbe bello, però, che la politica – la stessa storia – andasse così. La realtà è che tutto dipende da chi lo ha tenuto su: se lo voglia scaricare o riutilizzare. Caro Renzi, “chi sei io non lo so…”

Ma sentite questo aneddoto. Un politico che parlava per il no alla vigilia del referendum, diceva come segue: “sono stato contrario a credere alla teoria del grande complotto, finché non ho visto Obama che cercava di tirare la volata a Renzi. Nessun presidente Usa, neppure al tempo della guerra fredda, osò dire agli italiani come dovessero votare. Obama l’ha fatto per questo referendum…

Ma, aggiungiamo noi, hanno fatto propaganda al sì anche Hollande, Merkel, Van Der Bellen appena eletto…

Sono tutti strumenti massonici, persone e partiti cui – come sta avvenendo per Grillo e compagni, più manichei dei peggiori manichei – la gente canta a squarcia gola, con il compianto Rino Gaetano: “Nun te reggae più!

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