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America contro Russia e contro la Pace: Obama lascia la mazza da golf e le spara grosse

Carri armati italiani nel deserto. La foto pare sia stata scattata a Mossul ma potremmo essere in Libia, a pochi Km da El Alamein. Questa volta il carro italo tedesco (è tale per fabricazione) non ha niente da invidiare a quelli di un qulunque possibile nemico...Carri armati italiani nel deserto. La foto pare sia stata scattata a Mossul ma potremmo essere in Libia, a pochi Km da El Alamein. Questa volta il carro italo tedesco (è tale per fabricazione) non ha niente da invidiare a quelli di un qulunque possibile nemico...

Cacciati da Obama i diplomatici russi dagli Usa. Un atto quasi di querra che Trump si appresta a stroncare: pace con i russi. Al “presidente marionetta”, Obama, formalmente democratico, cade così l’ultima maschera. E’ stato il mero esecutore di disposizioni provenienti dal peggio dell’Amerika. Sono questi vertici, che fanno scuola dappertutto, a nascondersi dietro colori socialisti e democratici, per fare dello statalismo il comodo giardino di finanzieri e boiardi, esclusivisti – nelle intenzioni e nei programmi – di ogni situazione di lucro, ma soprattutto diquelle istituzionalizzate e di quelle che l’economia definisce “leonine”. Di questo è fatto il pensiero anti liberale, libeirista e libertario…

Il potere amerikano trova, così, l’occasione per farsi schifare nuovamente dal mondo. Decreta provvedimenti dettati dalla rabbia del perdente mediocre, contro Putin e la sua nuova Russia, consegna a Trump una nuova patata bollente, dopo quella di limitare ad Israele l’espansione in Palestina. l’Amerika si squalifica.

Questo potere amerikano è quello che ha attraversato due volte l’Atlantico con miriadi di soldati e mezzi per bloccare lo sviluppo dell’Europa. E’ quello che ha sganciato due bombe di una potenza fino ad allora ignota e inesplorata su Hiroshima e Nagasaki. Ma è anche quello che è riuscito a schierare ad El Alamein, dove ancora si combatte per la pace dell’Africa e del Medioriente, con la complicità massonica della stolida Inghilterra e del Commonwealth, quattro volte i carri armati, gli uomini e le bocche da fuoco messe insieme da Italia e la Germania che tentarono ugualmente di sovvertire ogni possibile pronostico… Poi la vittoria è stata attribuita alla “abilità strategica” del generale Montgomery e alla stupidità di Rommel e dei generali di Hitler e Mussolini: il male assoluto… Gli americani sono quelli che hanno cannoneggiato Cassino fino ad distruggere il monastero “vuoto”, per paura che contro il loro mille carri, uscisse fuori qualche uomo armato di fucile.

L’Amerika –che qui distinguiamo dal popolo americano, che ha dimostrato la grande umanità ed l’intuito necessari a condurre Trump alla presidenza – continua a non capire che i tempi sono cambiati. Che il Mediterraneo, la Russia e il Medioriente, si sono stufati dell’asse atlantico, che la stessa Europa, per quanto il noto nano politico e militare, conosce i segreti poco noti nel 1940 dell’organizzazione dell’impresa e della produzione a catena. Se la guerra si combattesse ancora con i carri armati, il carro italo tedesco non avrebbe nulla da invidiare a quello americano, né ne vedrebbero arrivare nel deserto poche decine… Né fanti e bersaglieri andrebbero loro incontro con le molotov piene di benzina rubata al nemico… Per non parlare della Russia.

Quest’ultimo, però, è un gioco immaginario. Perché la guerra oggi gli americani hanno insegnato come si faccia combattere “agli altri”, né gli stessi poteri occulti (neppur tanto) la ritengono conveniente in campo aperto. L’Amerika oggi perde sul terreno economico. Il governo Obama – mera marionetta in mano alla …melma di Washington e Wall street (parole di Trump) – si salva grazie al nuovo metanodotto proveniente dall’Alaska e ai nuovi pozzi statunitensi sul suolo patrio. L’energia, tanta, è denaro, ricchezza, salvezza!

L’Amerika ha visto sgonfiarsi il mito di Detroit, ridotta ad una immensa periferia degradata e tirata su da Marchionne con l’acquisto della Chrysler.

La sola politica possibile per l’America nei confronti di quella realtà economico sociale civile che corre fra l’Europa, l’Asia e l’Africa – tre giganti che ormai si tendono la mano – nessuna delle tre popolate solo da cretini, è quella del confronto paritario, del colloquio leale con le regole del libero mercato. Ogni alternativa è un errore che sarà pagato per primo da chi lo ha commesso.

Invece, per la stupidità e il folle marciume dei poteri finanziari americani, si continua a … frullare acqua con le conseguenze sul mondo cui assistiamo ancora.

Quei loschi poteri non guariscono dalla volontà di far denaro con altro denaro (pecunia non facit pecuniam ammonivano con senso più morale che giuridico e commerciale i Romani), di raggiungere posizioni leonine di monopolio in fatto di energia, acqua, cereali, farmaceutici e tutto quanto possibile irreggimentare in un mondialismo o mondializzazione che non è la sana globalizzazione. Persino la Religione…

E’ così che il pupo Obama, il premio Nobel per la pace quando non aveva fatto niente, il più grande fautore di guerre quando è stato al governo, il costruttore di armi a non finire, che già – incurante e incosciente del male commesso – andava giocare spensierato al golf col più bel sorriso che possiede, torna sulla scena, diventa un terminator e, da morto politico, novello Cid senza colore lancia due patate bollenti al nuovo presidente col quale si era stretto la mano in poltrona col solito sorriso idiota e – badate – le lancia al mondo intero: contro la pacificazione Usa – Russia, contro la pace!

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C’è dell’altro, cè di peggio: l’accusa ai russi è di aver influito sulle elezioni facendo sì che emergessero la “malefatte della Clinton” tramite intercettazioni al computer degli aker. Ma c’è un “piccolo” particolare: le malefatte erano vere, sono vere. Ciò toglie ogni giudizio di abuso da parte di chi abbia contribuito a svelarle. Vi sono due casi significativi nel “diritto”, sul quale tutti i codici concordano nel mondo. Il primo riguarda le perquisizioni senza mandato. La colpa per tale carenza vien meno se si scopre che il reato c’è. Ricordiamo, poi, il caso di Napolitano, presidente che aveva parlato con possibile franchezza di un certo modo di concepire la ragion di stato con l’ex ministro Mancino. Le telefonate del presidente non possono di per sé essere spiate, come non lo erano quelle del Re: sono coperte dal segreto. Tuttavia, se per caso si scopre che una telefonata abbia svelato un reato, specie del Re o del presidente, il reato sussiste e va punito, se mai, con l’aggravante. In ogni caso quella registrazione di Napolitano non andava distrutta, anche perché, come osservò Ciancimino jr, poteva contenere elementi di prova nell’interesse di terzi (lui). Ma …questo è quanto ci tocca vedere e sentire.

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In Libia la situazione è meno chiara che mai. Non pare che gli italiani, per il momento, si siano schierati dalla parte giusta. Per “fedeltà” alla Nato e all’America di Obama l’Italia sostiene Fāyez Muṣṭafā al-Sarrāj (pronunzia Serrage), il generale inviato, formalmente dall’Onu, a “creare” un governo stabile a Tripoli. Risulta, però, che la maggioranza popolare preferisca Khalīfa Belqāsim Ḥaftar che nell’aprile del 2011 “sarebbe” stato promosso al grado di Tenente generale dalle autorità del Consiglio nazionale di transizione libico. Tale nomina non è comprovata. Quel che è certo è che questi abbia goduto e goda dell’appoggio dell’Egitto di Al Sisi, per affermarsi prima in Cirenaica stabilendo il governo a Tobruk. Haftar è un capo carismatico contrario al fondamentalismo, pur riferendo la propria personalità a quella di un personaggio vicino al Profeta Maometto: Khalid Ibn al-Walid, comandante e compagno del Pofeta. Il suo intento attuale è quello di sconfiggere le forze islamiste tripolitane. E’ il colmo che l’Onu e, per lealtà l’Italia, appoggino, di fatto, come ha fatto l’America negli anni recenti, gli estremisti che vengono condannati dai musulmani dal volto buono…

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