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Vinitaly: siciliani in festa

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Siciliani certamente protagonisti al 50esimo Vinitaly, con i bianchi ormai “sdoganati” dalla brillante vittoria del palermitano Chara di Disisa nell’edizione scorsa. Purtroppo la casa di Grisì, in piena zona d’Alcamo e Monreale doc, non potrà difendere il primato di “miglior bianco in assoluto”. La competizione basata su degustazione “alla cieca” non si rifarà, forse per i “troppi” inattesi sconfitti. Ma i rossi non sono cero da meno e, accanto all’inflazionato Nero D’Avola che tutti hanno imitato nel mondo si parla molto del Frappato e soprattutto del “blend” fra i due: il magnifico Cerasuolo di Vittoria. La differenza fra i primi due e il Cerasuolo è importante: i primi due prendono il nome dall’uva di provenienza e, come per lo chardonnay (etc), è possibile a tutti di imbottigliare vini con lo stesso nome. Il Cerasuolo di Vittoria, come il Chianti, il Brunello di Montalcino etc non può essere “copiato”… Disisa, a sua volta, porterà fra i bianchi anche il Fiano che qualcuno dice abbia ancora più qualità del Chara. Condanniamo da sempre il modo in cui si è lasciato divenisse “demodé” il Bianco d’Alcamo, inopportunamente ribattezzato anche Alcamo bianco…

Sono 152 le case vinicole siciliane presenti a Verona su 472 espositori. Ampliato opportunamente il padiglione che ospita la Sicilia. La produzione siciliana che giunge sul mercato estero supera il 70%  della produzione complessiva. Ciò non toglie che dormire sugli allori sia una stupidaggine, visto che una gran quantità di vino siciliano buono per l’imbottigliamento rimane sempre nelle botti e viene smaltito in vari modi…

Vinitaly si conferma, quindi, “una fiera dove si va, cui si partecipa, dove si espone”. E’ la prima fiera del vino al mondo per superficie espositiva e per numero di operatori esteri, dopo il giro di boa delle 50 edizioni più una (questa la 51ª edizione, 9/12 aprile) si presenta con un imponente piano di investimenti, maggiore internazionalità, occasioni di business e innovazione digitale – un progetto pluriennale ampio ed articolato – che nel prossimo triennio innoverà profondamente le modalità di “fare fiera”. Una progettualità puntuale e mirata, resa possibile dalla trasformazione di Veronafiere in società per azioni, avvenuta nel novembre scorso, ed al collegato piano industriale che prevede 94 milioni di euro di investimenti al 2020, volti al miglioramento complessivo delle infrastrutture, alla digital transformation, all’incoming di operatori esteri ed al radicamento nelle aree geo-economiche di USA e Cina, strategiche per il settore wine&food in cui la Fiera di Verona detiene ed organizza rassegne leader internazionali. L’appuntamento con Vinitaly 2017 prosegue il percorso di crescita e di sviluppo delineato in occasione del cinquantesimo anniversario.

Ai 130 mila “operatori” dei quali 49mila esteri di cui 28mila buyer specializzati da 140 Nazioni che hanno preso parte alla edizione 2016, dopo il programmato riallineamento delle presenze per focalizzare sempre di più il business in fiera e il consumer in città, Vinitaly 2017 si propone con una piattaforma b2b ancora più internazionale che guarda sempre più al mercato globale. All’inizio di marzo erano già 2mila i nuovi buyer registrati per l’edizione 2017, provenienti in particolare da USA (da una ventina di Stati della confederazione), Cina, Hong Kong, Australia, Canada, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Giappone, Svizzera, Norvegia, Svezia e Russia. Tra questi in aumento gli arrivi previsti anche da Taiwan e Brasile e, nonostante l’imminente Brexit, il Regno Unito aggiunge all’elenco 100 nuovi buyer. Inoltre, sono già 5mila ad oggi gli incontri b2b fissati nelle agende degli operatori esteri selezionati dalle attività di incoming congiunte che vedono collaborare la rete di delegati di Veronafiere e l’agenzia ICE- Italian Trade Agency grazie al Piano straordinario di promozione del Made in Italy promosso da MISE E MIPAAF.

Vinitaly rappresenta, il fulcro di un sistema di promozione e formazione continua che comprende la rete globale di Vinitaly International e della sua Academy, la guida 5StarWines THE BOOK, l’e-commerce di Vinitaly Wine Club, OperaWine, wine2wine, il fuori salone di Vinitaly and the City. Si tratta di una community sempre più evoluta per la promozione del made in Italy del settore vitivinicolo, integrata e completata da Sol&Agrifood, rassegna sull’olio extravergine di oliva e agroalimentare di qualità, e da Enolitech, salone sulle tecnologie per il settore del vino e dell’olio. Una realtà complessa e articolata che a Verona trova una sintesi perfetta ogni anno per oltre 4.120 aziende espositrici, a cui si sommano le 291 di Sol&Agrifood e le 200 di Enolitech.

Con il business sempre al centro delle attività previste nei quattro giorni di fiera, il focus commerciale è saldamente puntato quest’anno sui due grandi mercati di Stati Uniti e Cina, nazioni da cui nell’edizione 2016 si sono registrati notevoli aumenti negli arrivi dei buyer: +130% dal Paese del dragone e +25% dagli USA. Dal punto di vista espositivo, confermate le tradizionali aree tematiche del salone: Vinitaly Bio, sul mondo del biologico certificato, ViViT dedicato ai vini artigianali e VinInternational, spazio che raggruppa la gran parte dei produttori esteri di Vinitaly. Torna anche il prestigioso programma di degustazioni della VIA-Vinitaly International Academy e della rassegna Tasting Ex…Press.

Da quest’anno, inoltre, al via il progetto sperimentale di innovazione digitale e dei servizi collegati per l’internazionalizzazione delle imprese, come previsto dalle linee del nuovo piano industriale di Veronafiere. Elementi che rendono sempre più attrattivo Vinitaly anche per le aziende estere che incrementano significativamente la loro presenza nel padiglione VininternationalStati Uniti, Francia, Spagna Sudafrica, Germania, Argentina, Australia sono soltanto alcuni dei paesi di provenienza delle aziende straniere a cui quest’anno si aggiunge il debutto assoluto di Giappone, Andorra e Kosovo.

Infine, continua lo sviluppo parallelo anche del fuori salone di Vinitaly and the City, che l’anno scorso ha registrato 29 mila presenze, pensato per separare nettamente i momenti in fiera riservati agli operatori e agli affari dalle iniziative per i wine lovers. L’evento coinvolge il centro storico di Verona e, da quest’anno, anche Bardolino sul lago di Garda, aggiungendo un giorno in più di programmazione: da venerdì 7 a martedì 11 aprile.

Ancora su Vininternational ed espositori esteri. Diversificata la provenienza, con l’adesione di cantine da Usa, Ungheria, Polonia, Russia e, per la prima volta, da Andorra, Kosovo e dal Giappone, con sei aziende produttrici di sakè. Si consolida la collettiva della Spagna realizzata in collaborazione con Icex, mentre si confermano le presenze di produttori da Francia, Azerbaijan, Georgia, Argentina, Portogallo, Australia, Sudafrica e Crozia. Per offrire rilevanza e spazio adeguato agli espositori internazionali, Vininternational aumenta del 30% la superficie raggiungendo i 1.600 metri quadrati lordi e, da quest’anno, condivide un nuovo padiglione di 3.600 metri quadrati con la Toscana (padiglione D). Come in passato, quindi, un’edizione da nuovi record, grazie certamente alla crescita del settore in Italia e all’estero, sull’onda della qualità e dell’immagine, garanzia di un trend in ascesa

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