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Gustave Klimt in mostra multimediale a Firenze

Un'immagine dalla locandina e dai manifesti che hanno pubblicizzato la mostraUn'immagine dalla locandina e dai manifesti che hanno pubblicizzato la mostra
Klimt experience Firenze particolare dal materiale pubblicitario

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Un gran successo di pubblico è stato ottenuto dalla mostra multimediale su Gustave Klimt (1862-1918) inaugurata a Firenze il 26.11.2016 nella chiesa di S.Stefano al Ponte   e conclusasi il primo maggio 2017. In un primo momento l’evento espositivo doveva avere termine il due di aprile. Però, in virtù del gradimento complessivo riscosso da parte dei visitatori, l’esposizione ha avuto un seguito che ha portato a più di 70.000 il numero degli intervenuti, attratti dal tema ben presentato e dall’evento ben organizzato. Nelle sue varianti, in modo inedito. Positivi i giudizi dei critici d’arte.

La mostra si è svolta a pochi metri dal Ponte Vecchio dove è situata la chiesa di S. Stefano, edificio del XIII secolo. E’ una chiesa oggi sconsacrata, danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e dall’alluvione del 1966.

Nel 1981 il monumento venne riaperto al pubblico per poi subire ingenti danni nell’attentato del 1993 in via dei Georgofili. Già nel 1986 la chiesa era stata chiusa al culto per lo spopolamento del centro storico.

Finalmente, nel febbraio 2015, dopo i restauri, venne destinata a spazio espositivo multimediale per mostre, spettacoli e concerti. Prevalentemente, adesso, funziona come Auditorium polifunzionale per orchestra da camera. Un allestimento particolare, con l’applicazione di tecniche e schermi multimediali, ha consentito, dunque, di ospitare con successo le opere di un pittore certamente particolare…

Questa mostra multimediale sul pittore Gustave Klimt è risultata

Il bacio di Klimt, particolare

Il bacio di Klimt, particolare

coinvolgente. Infatti i fruitori si sono immersi virtualmente nelle opere e nei luoghi frequentati dall’artista austriaco. Più di 700 immagini riprodotte ad alta definizione sullo schermo scorrevano lentamente, accompagnate da una intensa musica dell’epoca. Tutto grazie a trenta proiettori laser.

L’impatto visivo è stato eccezionale e includente. La storia del pittore e della sua Vienna è stata ricostruita minuziosamente: lo spettatore si è ritrovato tra loro. Le immagini delle opere d’arte e della Vienna classica scorrevano a ritmi piacevoli.

Tra tutte spiccavano le tele che riproducono: “Giuditta e Oloferne” del 1901, “Il bacio” del 1907 – 1908 e “Salomè” dell’anno successivo. In quest’ultima opera notiamo la ricchezza dei contenuti simbolici e dei puri ritmi decorativi che la animano. Essi sono in piena armonia ed in perfetto equilibrio.

Gustave Klimt nacque in un sobborgo di Vienna nel 1862 ed iniziò a lavorare nel settore artistico sin da giovane con i familiari.

Nel campo artistico è conosciuto come il fautore nel 1897 della Secessione dalla Wienner Kuntstlerhaus (casa degli artisti), diventandone l’artista più rappresentativo del nuovo Jugenstil.

Questa separazione indicò a Vienna e a tutta Europa il distacco dal mondo accademico e romantico, preannunziando il crepuscolo dell’Europa Mittelleuropea, quindi dell’impero austroungarico. Causato da fattori storici, politici, ideologici e culturali modernisti. In Italia questa tendenza innovatrice prenderà il nome di “liberty”.

La sua pittura di natura eclettica è caratterizzata da una trama coloristica dove prevale il colore oro. Klimt visse prevalentemente a Vienna. Compì alcuni viaggi a Berlino e a Monaco di Baviera. Visitò brevemente Venezia, Firenze e Ravenna.

Il suo mondo ruotava attorno alla rivista “Ver Sacrum” nella quale l’arte era concepita in senso assoluto. Egli introdusse l’uso del metallo, vetro e cemento. Il soggetto più rappresentato era la donna in tutte le sue vesti, prediligendo in essa la femminilità e la sensualità, analizzate dal punto di vista estetico. Quasi erotico e mai volgare. La sua arte era rivolta al futuro. Quando cadde in una crisi esistenziale venne in contatto col l’espressionismo grazie ai suoi allievi Egon Schile ( due mostre  di questo pittore si son tenute a Palermo nel 1985 e 2004) ed Oscar Kokoschka.

Nelle sue nuove opere apparvero dei colori accesi e scomparvero gli ori e le linee tipiche dell’arte liberty. Per un breve periodo i paesaggi divennero i soggetti della sua produzione artistica.

Klimt morì di polmonite, successiva ad un colpo apoplettico, subito dopo il ritorno da un viaggio in Romania.

Reportage di Franco Pasanisi

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