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Il G7 in Sicilia contro gli sbarchi rilancia Taormina

Il Teatro uno dei simboli di Taormina e di questo G7Il Teatro uno dei simboli di Taormina e di questo G7

Sette stati che insieme producono un terzo del Pil mondiale saranno rappresentati a Taormina per l’atteso G7. Sarà – occorre dirlo – un vertice che si concluderà con mere dichiarazioni d’intenti, solo (buoni si spera) propositi per capirci… Di male c’è l’assenza della Russia: un’esclusione, che ha il sapore del mobbing politico, al centro del quale sta il …problema Crimea. Per quale mattana la Crimea dovesse uscire dall’area della “Grande madre” è difficile capirlo. Che gli Usa lo volessero, assieme agli alleati atlantici, si può capire. Ma quale il motivo superiore e cogente? C’è veramente chi crede che da qualche parte possa esistere una maggioranza che non voglia una capitale come Mosca e un premier come Putin?

In realtà l’assenza di Putin costituisce una grande deminutio – un’assurdità – per questo meeting, cui la mancata parola della terza potenza mondiale, un ago fondamentale della bilancia politica, toglie quasi l’anima. Specie perché manca anche la Cina

Un miracolo, strano e sorprendente del G7 è la …sospensione degli sbarchi in Sicilia. Dunque è possibile? Sì ma per 7 giorni, il tempo che basti perché l’arrivo degli sfollati dal terzo mondo …non turbi la sensibilità delle “insigni autorità presenti”: c’è da ridere!

Si è detto che il G7 di Taormina, notevole evento mediatico con risvolti sicuri sull’interesse turistico e culturale del mondo attorno alla già famosa località e a tutta l’Isola, stia per offrire, comunque, una foto di gruppo sorprendente. Richiama, inoltre l’attenzione sugli …sbarchi. Ecco, dunque, un risultato certo. Grazie G7!

Il G7, insomma, vale a polarizzare gli occhi del mondo sulla Sicilia e non salta certo il tema dei “migranti”, il motivo stesso che ha richiamato la scelta sulla Perla dello Ionio. 

Vedi come ride Juncker: contento lui...

Vedi come ride Juncker: contento lui…

Sì, ci amiamo...

Sì, io e te ci amiamo

Spagnolo? Mediterraneo? Ti strozzo!

Spagnolo? Mediterraneo? A te ti strozzo! (nella foto Juncker e il ministro ispanico Luis De Guindos, candidato ad una carica Ue pro tempore)

 

 

 

 

 

 

 

Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada, questi i partecipanti. A nome dell’Unione Europea parteciperanno anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e quello della commissione J.C. Juncker. Quello che si svolgerà a Taormina sarà il 43esimo G7: il quarto da quando la Russia è stata esclusa nel marzo del 2014, in seguito all’invasione dell’Ucraina e alla …questione Crimea.

Allo stesso tavolo siederanno, salvo imprevisti, Donald Trump insieme a Justin Trudeau, il presidente americano e il primo ministro canadese considerati l’uno l’opposto dell’altro per le “tifoserie” politiche internazionali. Ci sarà Theresa May, il primo ministro britannico che ha spinto l’acceleratore sulla Brexit, e la cancelliera tedesca Angela Merkel con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, paladini dell’europeismo dell’Euro. Un ago della bilancia, la Francia? Sarà rappresentata anche dalla nazionalista Marine Le Pen o il baby “cosmopolita” Emmanuel Macron avrà tutta la scena a disposizione?

Sarà delicato, comunque, il ruolo di padrone di casa da parte di Paolo Gentiloni, che appena 6 mesi fa non avrebbe neanche pensato di essere lui il capo del Governo nazionale al G7 in Sicilia. Colui che passerà più inosservato sarà forse il premier giapponese Shinzo Abe.

Gioni magici anche per l’organizzazione locale, il 26 e 27 maggio: se i lavori per preparare al meglio la sede saranno finiti, la crema dell’ordine mondiale sarà tutto lì, in quella foto ricordo che nelle intenzioni e nelle speranze potrebbe sancire l’inizio (o la fine) di un’epoca storica.

Terminerà l’epoca caratterizzata dalla debolezza di club esclusivi come il G7, un tempo cuore del potere globale, oggi soppiantato da riunioni più ampie come il G20, che ormai rappresenta meglio la geografia del potere? E soppiantato anche dall’unilateralismo dei nuovi leader concentrati sull’interesse nazionale. Ma a ben vedere, in questo gioco delle figurine, c’è anche una novità tutta italiana: quello di Taormina sarà, dopo un quarto di secolo, il primo G7 (o G8) italiano non presieduto da Silvio Berlusconi.

La scelta di Taormina è stata annunciata lo scorso luglio dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. La riunione avrebbe dovuto inizialmente tenersi a Matera. Tra i motivi che hanno spinto il governo a cambiare idea è stata spesso citata la necessità di tenere viva l’attenzione mediatica mondiale sull’immigrazione: molti migranti vengono salvati nel Mediterraneo centrale e trasportati poi proprio in Sicilia.

Per quattro partecipanti sarà la prima volta ad una simile riunione: il presidente americano Donald Trump, la prima ministra britannica Theresa May, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni non avevano mai partecipato a un G7. Nel corso dell’anno si sono svolti o si svolgeranno anche i G7 “tematici”, a cui partecipano i ministri dei vari paesi membri. In questi giorni, per esempio, è in corso a Bari il G7 dei ministri delle Finanze.

Il G7 vero e proprio a Taormina si svolgerà nel corso di due giorni in cui i leader s’incontreranno in più riunioni, tra loro e con altri leader esterni al G7 o capi di organizzazioni internazionali. Anche se il calendario dell’evento è in continuo aggiornamento, è probabile che ci sarà un pranzo formale con tutti e sette i leader più importanti e poi numerose occasioni di foto di gruppo.

Non si conoscono ancora i temi da discutere. E’ l’Italia, in quanto presidente di turno, a decidere gli argomenti. Di solito i temi proposti sono ampi e generici, perché devono essere rilevanti per tutti i partecipanti, che provengono da 3 continenti diversi. Al termine della discussione, i 7 paesi producono una dichiarazione congiunta, in cui vengono riassunte le conclusione del G7. Di solito questi comunicati sono piuttosto vaghi e vuoti: non è certo la regola che le discussioni al G7 portino ad accordi internazionali di rilievo. Spesso l’evento viene accusato di essere poco più che un’occasione per i leader mondiali di fare due chiacchiere e posare per la famosa “foto ricordo”…

S’era detto che potesse esserci anche Crocetta: hanno aspettato tanto, ma ora ma è indagato. Che vergogna… Chi rappresenterà la Regione siciliana?

Comunque l’argomento è ghiotto per i media: serve, dopo l’attentato a Manchester e l’ultimo naufragio immancabile nel canale, a parlar meno degli scottanti – e più importati e immediati – fatti vicini. Che sfumano fra le terze e quarte notizie. Così: en passant…

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