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IL Vesuvio brucia

Fiamme e fuoco sul Vesuvio, ma non dal suo famoso cratere...Fiamme e fuoco sul Vesuvio, ma non dal suo famoso cratere...

Un vulcano famoso ed amato non rosso della sua lava, ma del fuoco di ignobili incendiari

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Il cratere del Vesuvio con la passeggiata turistica lungo l'orlo, percorribile senza guida

Il cratere del Vesuvio con la passeggiata turistica lungo l’orlo, percorribile senza guida

Il fuoco divampa in Italia e anche all’estero, tanto da far pensare ai sostenitori della teoria del “grande complotto” ad un ennesimo disegno unico.  Secondo tale opinione da decenni è in corso una trama semi occulta tesa a danneggiare la società borghese, la libertà e lo sviluppo. (D.)

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Sono giorni che il fuoco divampa sul Vesuvio, partendo dalle pendici l’incendio si è diffuso su buona parte del vulcano divorando la zona verde con più focolai e creando un fronte di fuoco di circa due chilometri. L’origine è probabilmente dolosa e in molti pensano che dietro a questo disastro ambientale ci sia la “malavita”. I comuni coinvolti sono quelli di Boscotrecase, Ercolano, Terzigno, Ottaviano e Torre Annunziata. Gli incendi principali sono due: il primo sviluppatosi dal versante di  Ercolano e l’altro divampato nella zona appartenente al comune di Ottaviano.

Storica immagine di Augusto ad Ottaviano

Augusto ad Ottaviano in una storica immagine

A Torre del Greco sono state evacuate in via precauzionale alcune case e ristoranti,  a Boscotrecase la situazione è critica poiché le fiamme si stanno spostando verso il laboratorio di fuochi pirotecnici e anche qui alcune strutture commerciali e ristoranti sono state evacuate lungo la strada Matrone che è anche la strada panoramica. A Trecase le fiamme sono quasi giunte all’area urbana e si avvicinano all’autostrada, sono partite le richieste di volontari d’appoggio alla guardia forestale e ai vigili del fuoco. A Terzigno sono stati interrotti tutti gli eventi programmati all’aperto, è stata disposta la chiusura di porte e finestre per tutte le abitazioni del territorio comunale e l’evacuazione di case e negozi ricadenti in un raggio di 200 metri dall’incendio in corso sul versante del Vesuvio.

Il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, denuncia drammaticamente: “Si tratta di un’emergenza, ci aspettiamo un aiuto da Roma, dalla protezione civile nazionale, perché da soli non ce la facciamo, si tratta di una calamità che rischia di mettere in ginocchio un’intera aerea, Dobbiamo salvare il territorio”! Il Comune di Ottaviano ha inoltre convocato il Coc, Centro operativo comunale, che sarà attivo per le prossime ventiquattro ore per gestire l’emergenza; ambulanze sono a disposizione dei cittadini in caso di malori dovuti al fumo, che può creare problemi alle vie respiratorie e alla vista.  La situazione particolarmente grave ha richiesto l’intervento di mezzi aerei, stanno operando un S64, un Canadair e un elicottero regionale. I complessivi cento incendi vedono impegnate circa seicento persone. I provvedimenti presi dai sindaci delle zone colpite sono motivate oltre che dalla caduta di fuliggini, ceneri e ulteriori residui di combustione, anche dalla produzione di grosse quantità di CO2 disperse, che oltre ad essere provocate dal naturale incendio sono maggiorate dalla presenza di rifiuti che dispersi nell’area a causa di numerosi di sversamento ai bordi delle strade e nelle riserve del parco nazionale,questi bruciando aggravano ancor di più la situazione.

La vegetazione colpita dal fuoco incendiario e il lungo strappo in salita percorso dai turisti

La vegetazione colpita dal fuoco incendiario, in parte oggi distrutta, e il lungo strappo in salita percorso dai turisti.

Il parroco Marco Ricci lancia un allarme:” Ci sono rifiuti tossici che fanno propagare le fiamme e avvelenano l’aria, dietro tutto questo c’è un disegno criminale. Non è giusto perché in molti tra la nostra gente hanno già pagato lo scotto di essersi ammalati di tumore a causa dello sversamento dei rifiuti”!: Il parroco con l’aiuto di un medico dell’ospedale Monaldi ha realizzato un sondaggio porta a porta tra gli abitanti della zona e l’80% è risultata avere in famiglia una persona ammalata di cancro. Inoltre ad aprile sono arrivati i dati ARPAC che evidenziano nei pressi del Vesuvio una serie di metalli pericolosi da cui potrebbe conseguirne il possibile inquinamento dei terreni e delle falde acquifere.

Guardando il panorama adesso è possibile osservare ettari di macchia mediterranea divorata dalle fiamme e le ginestre cantate da Leopardi incenerite. L’incendio visto da Napoli sembra un’eruzione, il fumo avvolge il Vesuvio e partendo dalle pendici del vulcano, sovrasta tutto il Golfo partenopeo e vista da lontano l’immagine rievoca i dipinti raffiguranti l’eruzione.

Sono Molte le attività che ruotano attorno al Vesuvio che spaziano dal turismo all’agricoltura. Esse sono ragione di vita nonostante le evidenti difficoltà dovute dalla presenza di rifiuti che rende problematico il normale sviluppo dell’area. Speriamo che al più presto la soluzione si risolva ma non in modo parziale e temporaneo, bensì definitivo.

Marcella Vedova

Napoli, 12 luglio 2017

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