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Ventaglio a Giovanni Ardizzone

Ardizzone col Ventaglio e il capo ufficio stampa Ars Giovanni CianciminoArdizzone col Ventaglio e il capo ufficio stampa Ars Giovanni Ciancimino

Un’animata Cerimonia del Ventaglio ha salutato nella sala stampa dell’Assemblea Regionale Siciliana di Palazzo Reale l’imminente chiusura della XV Legislatura, protagonista il presidente uscente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone. Com’è tradizione, i giornalisti della stampa parlamentare hanno donato al Presidente dell’Assemblea dei deputati regionali un ventaglio decorato. L’attuale presidente Ardizzone ha ricambiato con una medaglia in bronzo ricordo coniata e numerata all’uopo in questa specifica occasione…

Una circostanza particolare questa, perché la consegna del quinto ventaglio coincide con la scadenza della legislatura, un quinquennio travagliato come pochi, vissuto convivendo con l’indesiderabile governo Crocetta, di cui molti hanno presagito, altri hanno auspicato la fine prematura. Invece… Fra l’Ars di Palazzo Reale e la Presidenza di palazzo d’Orleans non  è corso buon sangue: nessuna collaborazione, neppure formale…

Ardizzone ha tenuto un lungo appassionato discorso, soffermandosi soprattutto nel fare delle precisazioni: ha contestato, cifre alla mano, le accuse di spreco rivolte alla gestione dell’Assemblea, vantandone i risultati in termini di risparmio. Non ha usato mezzi termini, parlando i invenzioni e menzogne, rivolgendosi a quella parte dei giornalisti che avevano avanzato critiche pretestuose con intenti di incerta natura, fra cui certamente il gusto di fare scandalo…

Le critiche del presidente sono state rivolte in sala stampa segnatamente ad organi nazionali e televisivi, con esclusione – almeno iniziale – della stampa locale… Tuttavia, in camera caritatis, quando i giornalisti intervenuti, recandosi al buffet nel parco, gli hanno richiesto a chi alludesse con la frase “non prendo lezioni da nessuno“, si è lasciato sfuggire il nome de La Repubblica, laddove le critiche sarebbero state state espresse  “…dalle medesime persone che avevano dato un tempo del mafioso a Giovanni Falcone”. Ardizzone ha anche operato un opportuno distinguo fra i problemi degli sprechi, riferiti ai compensi dei deputati, ai troppi stipendi elargiti e simili, che non coincidono in nessun caso, con ed “i reali problemi dell’Isola, non esaurendosi in essi…

Ardizzone, del resto aveva parlato anche di presenze mafiose, nel corso della sua lunga storia, nello stesso ambito dell’assemblea, cioè fra i deputati regionali. Certo, questa non può dirsi un novità, ma è significativo che l’abbia ricordato adesso…

Chi scrive queste righe, dal microfono di Siciliauno ha fatto osservare ad Ardizzone che il malcontento generale noi confronti di questa triste legislatura non poteva non pesare anche sull’Ars…

Ardizzone ha scandito le parole quando ha detto che, prima di criticare, un buon giornalista avrebbe il dovere di distinguere e di non attribuire colpe a caso o di andarle a cercare laddove non ce ne sono. Se ne cerchino, invece, dove esistono e la critica è costruttiva…

In dettaglio, così ha parlato Ardizzone durante il suo discorso, un soliloquio iniziale che, però, di è aperto poi alle domande dei giornalisti in questa giornata che non dimentichiamolo, è di saluto e di festa…

“Questa legislatura – ha affermato il presidente dell’Ars – ha varato una riduzione dei costi pari a 40 milioni di euro per le spese dei deputati e a 27 milioni sul fronte del personale interno. Abbiamo fatto tagli come mai avvenuto all’Assemblea regionale, con costi di funzionamento ridotti di oltre 71 milioni”.

Ardizzone insomma non ha avuto remore nel definirsi stanco dei continui attacchi della stampa, in particolare di quella nazionale, ha voluto oggi mostrare dati alla mano i provvedimenti adottati in ottica spending review. Lo ha fatto in occasione della tradizionale cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare, che come di consueto si tiene prima della pausa estiva. Ardizzone ha distribuito ai giornalisti delle tabelle riassuntive dei tagli operati.

Contributo di solidarietà. “Abbiamo applicato – ha affermato Ardizzone – il contributo di solidarietà per i deputati e i vitalizi dal gennaio 2014 per un risparmio dal 2014 al 2017 di 8,9 milioni di euro. Stesso discorso per pensionati e dipendenti dell’Assemblea. Il contributo è del 6 per cento per redditi tra i 91 mila euro e i 130 mila euro, del 12 per cento fino a 195 mila euro, del 18 per cento oltre i 195 mila euro. Dalla prossima legislatura i deputati eletti scenderanno da 90 a 70, con un ulteriore risparmio di 13 milioni per le spese dei deputati e di 19 milioni per le spese dei gruppi. Abbiamo ridotto del 50 per cento lo stipendio del segretario generale”.

Sull’aggressione da parte della stampa nazionale. “Questi numeri incontestabili – ha proseguito Ardizzone – rappresentano la risposta a chi ci definisce difensori della casta. Siamo sottoposti a un attacco concentrico dalla stampa nazionale, non credo a complotti e strategia ma è evidente che siamo sotto tiro e io no ci sto”. Ardizzone ha contestato numerosi articoli usciti negli ultimi mesi, annunciando in particolare querela al Corriere della Sera per un articolo che ha voluto mostrare agli obiettivi dei fotografi in sala Stampa. “Penso – ha aggiunto – che questo Palazzo abbia fatto in pieno il suo dovere nonostante tutte le difficoltà e le resistenze”.

Sullo ‘sgancio’ dal Senato. “Quando eravamo agganciati al Senato – ha detto ancora Ardizzone – eravamo attaccati. Ci siamo sganciati e subiamo un attacco continuo. Abbiamo fissato un tetto agli stipendi di 240 mila euro quando al Senato rimangono le indennità di funzione per 160 mila euro oltre i 240 mila. Siamo in un momento di transizione che presenta delle naturali difficoltà, con squilibri tra i compensi di un assistente parlamentare e di un segretario generale. Queste fasi vanno gestite e noi le stiamo gestendo”.

L'Onorevole Giovanni Ardizzone col ventaglio donato dai giornalisti parlamentare

L’Onorevole Giovanni Ardizzone col ventaglio donato dai giornalisti parlamentari

Manovra Ter. “C’è poco da fare, le risorse sono quelle che sono e non si possono garantire tutti – ha detto Ardizzone rispondendo alle domanda sulla finanziaria in corso di approvazione a sala d’Ercole – e non si possono garantire tutti. Io parto da un presupposto. Le associazioni che meritano un finanziamento sono sotto gli occhi di tutti. Perché si finisce sempre per approvare le finanziarie in extremis? Spesso si crede che la finanziaria sia l’unico vagone a disposizione. Io torno a dire per l’ennesima volta che ci sono norme che devono andare nelle commissioni di meritano e per le quali occorre fare leggi ad hoc, non ha senso che tutto continua a finire in commissione Bilancio. Ricordo che dal prossimo anno il modello di bilancio sarà unico per tutti dall’Europa agli enti locali e le cose dovranno per forza cambiare”.

Il presidente in poche parole ha espresso un parere molto interessante sullo statuto: “Rispettiamolo – ha affermato in breve – ma non esitiamo ad apportarvi le modifiche necessarie. Molto tempo è passato e molte cose son cambiate…”

Già, abbiamo osservato noi nel corso dell’intervista personale, c’era addirittura il re…

“Come no. Eravamo – conclude Ardizzone – negli ultimi giorni della monarchia. Subito è venuta la Repubblica ed oggi siamo in Europa. Come idea lo Statuto conserva tutto il proprio valore. Non perdiamolo certo, onoriamolo anche, ma aggiorniamolo perché in certe occasioni risulta ormai assolutamente inadatto ai tempi…”

Germano Scargiali

 

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