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Squadra di governo Musumeci: quale sarà? Dubbi agli sgoccioli

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Musumeci, neo presidente regionale, promette imparzialità e …glassnost’, a partire dalla formazione dell’attesissima “squadra di governo”. Già: quali saranno esattamente gli assessori? Perché, se qualche nome è certo sin dalla vigilia e altri si son fatti avanti nel frattempo con una certa autorevolezza, per coprire i rimanenti il neo presidente vuole utilizzare un criterio di merito su base matematica…

Questi restano miei gioielli: la saggia decisione di due personalità della classe di Armao e Lagalla di "non fare i presidenti", ma di collaborare può essere la carta vincente (quella che farà la differenza) di questo governo.

Questi restano miei gioielli: la saggia decisione di due personalità della classe di Armao e Lagalla di “non fare i presidenti“, ma di collaborare con un vero uomo politico, può essere la carta vincente (quella che farà la differenza) di questo governo.

In conclusione, oltre ai “blindati” e ai nomi nuovi che ha in testa solo lui, il possibile criterio matematico del Governatore è, tutto sommato, …semplice e proporzionale. Ad ogni partito dovrebbe assegnarsi “1 assessorato ogni 3% riportato alle urne”.

Secondo questo calcolo, quindi, a Forza Italia andrebbero circa 5 posti da assessore, 2 invece ad “Idea Sicilia – Popolari e autonomisti”, Udc e Diventerà Bellissima e, infine, uno per la lista Salvini-Meloni.

Andiamo, invece, alla doratalista blindata” o quasi. Li chiamano anche “i sicurissimi”… Fra le voci che circolano dei possibili assessori, alcuni nomi sono conferme altri invece restano solo sul terreno dei “papabili”, senza neppure una conferma da parte degli stessi interessati.

Vittorio Sgarbi potrebbe essere più di un golden boy: speriamo che prevalga la sua cultura e il suo amor pr la Sicilia, studia daa anni per fare il bene (culturale) dell'isola...

Vittorio Sgarbi potrebbe essere più di un golden boy: speriamo che prevalga la sua cultura e il suo amore per la Sicilia, studia daa anni per fare il bene (culturale) dell’isola…

Ecco, dunque, i …Sicurissimi: Gaetano Armao, Roberto Lagalla, Vittorio Sgarbi e Totò Cordaro. Ci sarà posto per l’altro cavallo di razza Massimo Russo?

Già Berlusconi aveva in qualche modo indicato Armao come vicepresidente e Musumeci avrebbe tutte le intenzioni di confermarlo. Per quanto riguarda il resto della lista ancora non vi sono conferme, ma non è detto che ad esempio Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia, non possa andare a prendere un posto di rilievo, dopo aver portato in dote parecchi voti alle fila azzurre ed essendo sempre nel cuore del Berlusca, che resta un primattore nella politica nazionale…

 

Ovvio, comunque, che si sia letteralmente scatenato come un caleidoscopico il “toto assessore… E’ una definizione che Musumeci disprezza dichiaratamente, ma tant’è…

Un principio generale che circola assieme a quello prima esposto: tutti i deputati che siano al secondo mandato o più. In questo caso i nomi da sottoporre a Musumeci, oltre a quello di Falcone, sarebbero quelli di Bernadette Grasso, Giuseppe Milazzo, Riccardo Savona, Orazio Ragusa e Stefano Pellegrino.

Ma la rosa teorica è ben più vasta: dal trapanese Giuseppe Guaiana al siracusano Edy Bandiera… Circolano, però, altri nomi, come Vincenzo Giambrone (sindaco di Cammarata, gradito al deputato agrigentino Riccardo Gallo Afflitto). Poi c’è la quota rosa: ecco l’ennese Gaetana Palermo. Non può non farsi largo l’ipotesi del fotografatissimo Francesco Scoma, un veterano all’Ars…

Può darsi anche che alla fine la scelta, Musumeci permettendo, sia un “combinato disposto”, di questo si parla, fra doppio mandato all’Ars e new entry, nel rispetto degli equilibri geopolitici.

Si fanno, così i nomi dell’etneo Marco Falcone (all’Agricoltura), la messinese Grasso (vanta uno stretto rapporto con Musumeci e gradirebbe le Autonomie locali), il palermitano Savona (chi sa, alle Infrastrutture), più un altro tecnico al delicatissimo tema del Turismo?

Forza Italia– è risaputo – avrà la presidenza dell’Ars con Micciché, per la quale c’è anche una trattativa con il Pd, che avrebbe in cambio la vicepresidenza destinata all’opposizione. Chi piazzeranno i Dem? Si crede Peppino Lupo, più che Antonello Cracolici…

L’altro problema è nella Lista Autonomisti e Popolari-Idea Sicilia. Due gli assessori certi: Roberto Lagalla (alla Formazione) e Toto Cordaro (per l’appoggio fornito a Musumeci chiede Territorio e ambiente). Ma la terza poltrona autonomista rivendica un posto per la presidente dei farmacisti nisseni, Mariella Ippolito. «

A DiventeràBellissima dovrebbe andare l’ambitissimo assessorato alla Sanità. Tutti gli alleati lo vogliono e nessuno vuole che sia occupato dagli altri. Ma Musumeci potrebbe tenerlo per un suo uomo di fiducia: si pensa al suo conterraneo Ruggero Razza.

Giorgia Meloni vuole gli assessorati regionali per i quali sono già note le nomination di Giampiero Cannella e Manlio Messina, ma crescono le quotazioni del coordinatore regionale Sandro Pappalardo, ufficiale dell’Esercito che non disdegnerebbe un’opzione – quasi militare – ai Rifiuti. Si è visto a Palermo un personaggio di rilievo con un gran curriculum: è l’ex viceministro Adolfo Urso. Sarà della partita? E con quale ruolo?

La maggioranza su cui conta il neo Presidente della Regione Sicilia Musumeci non è larga come il suo prevalere al voto nel nuovo ruolo. Essa è, anzi, piuttosto risicata. Sono 29 i deputati della coalizione di centrodestra che hanno ottenuto un seggio col sistema proporzionale: 12 di Forza Italia, 5 di Popolari e Autonomisti, 5 dell’Udc, 4 di Diventerà Bellisima e 3 di Fratelli d’Italia-Noi con Salvini. 

A questi si sommano i 6 componenti del listino del presidente e lo stesso Musumeci. In totale fa 36la metà più uno dei 70 deputati di cui è adesso formata l’Ars. Cinque anni fa, Rosario Crocetta iniziò in una condizione ben “peggiore”: il suo mandato prese avvio con appena 30 deputati su 90, ma egli raccolse maggioranze variamente composte in tutti i momenti “difficili e cruciali”, ma soprattutto in tempi successivi diversi parlamentari passarono nella sua maggioranza.

Allo stato attuale l’opposizione dispone di 34 seggi, di cui ben 20 (tra cui quello che spetta al candidato presidente giunto secondo, in questo caso Giancarlo Cancelleri) vanno al Movimento 5 stelle, partito più votato, che dunque arricchisce di 5 unità la sua squadra rispetto al 2012. Il secondo gruppo di minoranza è il Pd con 11 deputati (nel 2012 erano 14), seguono 2 di Sicilia Futura e uno, (Claudio Fava in persona), per Cento passi per la Sicilia

Questo che ruota attorno a domenica 26 novembre 2017 dovrebbe essere l’ultimo weekend di stallo per la giunta regionale, ormai in dirittura d’arrivo. Sembra, infatti, che un’ultimo “vertice” sia convocato per lunedì 27. Poi l’esecutivo regionale sarà definito tra martedì 28 e mercoledì 29 novembre. I nomi sono quelli resi noti nei giorni scorsi. Il numero due a Palazzo d’Orleans sarà Gaetano Armao, che guiderà l’assessorato Economia e Finanze. E poi Roberto Lagalla, Vittorio Sgarbi, Mimmo Turano, Toto Cordaro, Mimmo Russo, Ruggero Razza, Bernadette Grasso, Marco Falcone, Margherita La Rocca Ruvolo, Sandro Pappalardo, Paolo Inglese e un ultimo nome in quota Forza Italia che in casa Micciché si sta definendo da un’ora all’altra… Sembra, però, certo che non si tratti né di Giuseppe Guaiana, sponsorizzato dal senatore Antonino D’Alì, né di Edy Bandiera, nome invece caldeggiato dall’ex ministro Stefania Prestigiacomo. Sarà un forzista del Trapanese, difficile sapere chi.

Si è sgonfiata, frattanto, l’ipotesi Ester Bonafede in quota Udc. Nonostante in molti affermassero d’esser  certa la nomina. Ma i ben informati raccontano, adesso, che su questo punto Musumeci non sarebbe disposto a cambiare prospettiva: la permanenza di Bonafede nell’esecutivo di Rosario Crocetta, infatti, peserebbe molto su questa candidature e farebbe propendere Musumeci in direzione di La Rocca Ruvolo.

Analoga situazione quella del docente universitario Paolo Inglese:filtrano incertezze… Non soltanto per la sua vicinanza a Fabrizio Micari (del quale Inglese sarebbe anche stato elettore, oltre che testimonial), ma anche perché la sua storia professionale imporrebbe la delega all’Agricoltura, su cui invece punta Marco Falcone. Un dettaglio non da poco, secondo diversi esponenti della maggioranza, che lascerebbe intravedere una delle crepe maggiori in casa forzista: Micciché, a detta di molti, non gradirebbe più di tanto Falcone. La scelta di Inglese, in tal modo, comporterebbe la possibilità per Micciché di contare all’Agricoltura su un assessore più “controllabile” rispetto a Falcone, che avrebbe invece un profilo più indipendente da lui, commissario azzurro nell’Isola…

Nello Musumeci avrebbe, frattanto, convocato singolarmente i quasi assessori, confrontandosi con loro, ma non avrebbe ancora sciolto la riserva sulle deleghe da assegnare definitivamente. In parte per prendere tempo ed evitare di far implodere la maggioranza, ma soprattutto per mandare un segnale chiaro ai partiti: quel “qui comando io” di cui il neo Governatore si impone da copione…

Infine, Noi con Salvini. I leghisti siciliani si sono presentati in campagna elettorale con una lista congiunta a Fratelli d’Italia e nel listino l’accordo era stato di inserire un nome di Fdi e lasciare il posto in giunta ai salviniani. Peccato che i tre coordinatori regionali “Carmelo Lo Monte, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile avessero le medesime mire verso quell’unica poltrona… Ecco, quindi, che lo strappo è avvenuto e – tra i tre litiganti – ne abbia “goduto” Sandro Pappalardo, membro – però – del partito di Giorgia Meloni. A carico di Matteo Salvini, più volte sollecitato dai leghisti siciliani a prendere posizione nella diatriba tra i tre luogotenenti, certamente un peccato di omissione. Avendo vinto, però, la battaglia nel suo insieme all’Assemblea Regionale, sembra che per Matteo Salvini ma la vera guerra sia tutta da giocare per la conquista di Palazzo Chigi

Innocente ...facea l'età novella, avrebbe detto Dante (il 21enne luigi De Luca, quasi imberbe)

Innocente …facea l’età novella, avrebbe detto Dante (il 21enne Luigi De Luca, quasi imberbe)

Certo la buccia di banana delle incriminazioni prima di Cateno De Luca e poi del 21enne Luigi Genovese, due “gradi elettori” del neo presidente, si è configurata come “uno strale” lanciato dai “soliti poteri”. C’è chi nota – specie nel sottogoverno – la sopravvivenza di molti personaggi ai vari “cambi della guardia”. Di alcuni, fra politici e para politici si attende – adesso – la sorte…  Frattanto a Cateno de Luca, di cui si era paventata l’assenza all’Ars al momento della proclamazione del Presidente, sono stati sospesi i domiciliari. C’era – nell’opposizione – chi aveva sperato che quell’assenza avrebbe rugbysticamente “placcato” l’avvio dell’era Musumeci. Subito vi fu chi disse che – comunque – una soluzione si sarebbe trovata. Adesso la liberazione dai domiciliari farà sì che De Luca sarà in aula. A questo punto, non si possono non  ascoltare le rimostranze del giovanissimo Luigi Genovese: “Ma guardate – ha detto – alla tempestività di questa indagine”. Già: non si può in proposito ignorare qualche sospetto…

Germano Scargiali

Vedi anche l’Articolo: Governo ultimo vertice I 70 minuto per minuto e i probabili assessori

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Uno da 20 mila preferenze…

Ciò che stupisce il cittadino qualunque è rappresentato dagli importi (milioni e milioni di euro) di cui si parla, oggetto di sequestro o possibile sequestro: sono somme di tali entità da non poter essere state, certo accumulate da Francantonio Genovese nel ristretto spazio di tempo in cui ha militato “a destra”. Lui, come altri, proviene – qualunque esso sia – dall’opposto schieramento (questa volta il PD). Figlio d’arte (padre e zio – il più volte ministro Nino Gullotti – già uomini politici), è una grande macchina di voti. Nel dicembre 2012, candidato alle Primarie Parlamentari del PD in Provincia di Messina e con 19.590 preferenze risulta essere il più votato in Italia nella competizione elettorale interna al Partito Democratico.  Le grandi cifre in suo possesso provengono anche da reddito d’impresa. è stato anche azionista delle società traghetti che fanno capo a dei suoi parenti acquisiti, la nota famiglia Franza… Poi è stato indagato per appropriazione di denari dei corsi di formazione. Ciò che adesso gli si contesta di più, a nome del figlio Luigi, è il reato di “riciclaggio” del grosso reddito accumulato. Diciamo anche: “che vergogna per le banche che riciclano!”

Certo non c’è chi non pensi e dica che Gianfranco Micciché, il “sempre giovane” politico siciliano tanto caro al Berlusca, abbia commesso un grosso errore nel prendersi in carico un personaggio con tali trascorsi. Visto, anche, che fino al quel giorno poteva ancora rimproverare al solo PD di averlo avuto a lungo fra i suoi… La regola è generalissima: chi semina male non può illudersi di raccogliere bene. Stupisce infine come Messina, un tempo molto lontano fra le “province babbe“, sia adesso quella più nell’occhio del ciclone. E cominciano ad essere anni… Potrebbe osservarsi che è così che la Città del Faro si ritrova con un sindaco che il giornalista G. Sottile non esiterebbe a definire (come ha fatto con Crocetta) una “macchietta politica“. Uno che fa ridere il mondo andando in giro con la t-shirt “No Ponte”, che – oltre tutto – ha il maggior sponsor ideale nel Gruppo Franza… (D.)

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Nella foto in alto al centro. Roberto Lagalla fra Gaetano Armao (a sx nella foto) e Massimo Russo, ex Pm, ex assessore alla salute. Tre tecnici d’eccezione, ma quasi al contempo dei “politici politici” per una squadra che vuole essere forte, con attaccanti, centrocampisti e difensori: una squadra da zona coppe…

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