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Studentesse raccontano: notizie sciolte da Chieti

Studenti

Marisa Mauro, docente alle superiori, ci invia, tramite la redazione romana – composta da volontari guidati da Antonino Macaluso – una serie di pensieri sciolti, fra l’attualità e qualche slancio spontaneamente poetico. Fra tanti pensieri, in gran parte raccolti interpretando i cucci di studenti e studentesse, cerchiamo in redazione di trovare un filo conduttore, che – certamente – c’è…

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Le dimissioni dal lavoro

Guardiamo verso questo traguardo come molti italiani con molta ansia… Come affrontare questo fatidico giorno che si avvicina? C’è chi fa il countdown, c’è chi ne gioisce e c’è chi la prende con molta tristezza in quanto pensa che dovrà cambiar vita e ovviamente volterà pagina… C’è da considerare oltre che la felicità per qualcuno di tornare ad essere libero “dal lavoro” il risvolto negativo del tempo trascorso velocemente sul campo che non ti permette neanche di pensare.

Per fare una considerazione divertente, ecco alcuni giovani che dicono: “Per gioco io andrei in pensione anche adesso”. Perché? La nostra società è molto complicata e noi giovani che dobbiamo affrontare tante difficoltà problematiche future che ci rendono pessimisti siamo già molto spaventati. Quindi pensare utopicamente di andare da giovani in pensione sarebbe un sogno nel quale rifugiarsi momentaneamente per non pensare a tutte le difficoltà che ci aspettano nel futuro.

Per noi è un peso venire a scuola e sarebbe più piacevole se riuscissimo ad applicare ciò che si studia con esempi pratici che ci possano motivare. Per esempio alcune materie come la fisica e la chimica dove studiamo solo le formule non applicandole con esperimenti pratici. Si imparerebbero meglio con esempi pratici (ben poco a scuola si fa laboratorio, ndr). Per delle materie come italiano e inglese lo studio è un po’più da tavolino, ma anche qui…

Ecco, dunque, un parere su ciò che pensano i giovani della scuola e delle problematiche reali della vita, quali la pensione. Quindi i giovani dicono che la scuola non deve essere avulsa dalla realtà è che anche loro vogliono essere partecipi dei problemi reali che coinvolgono la società e partecipare in modo attivo alla vita sociale…

Ma gli italiani non muoiono mai?

Allungamento della età pensionabile. Ci fa pensare che in Italia siamo immortali e questo ci può anche lusingare, ma purtroppo bisogna fare i conti con la realtà… Non possiamo vivere di illusioni, perché ad un certo punto la vita ci presenta un conto da pagare e ci mette con le spalle al muro … Ci rendiamo conto di non avere scelta… Si va avanti e il tempo che passa la fa da padrone. …Pensiamo di prolungare il nostro soggiorno sulla terra all’infinito e questo pensiero è alimentato anche dalla nostra società che ce lo fa credere…

La realtà è diversa, non possiamo andare contro le leggi della vita. Prima ce ne rendiamo conto e meglio è… Siamo umani fragili e il nostro tempo di vita è breve. Questa non è una bella e confortante constatazione ma occorre scegliere di vivere bene e di operare al meglio per gli altri che verranno e dovranno vivere ereditando possibilmente il meglio dalle generazioni precedenti.

Pensieri da studente

Una studentessa chiede di “uscire” alla professoressa e svela il suo pensiero sulla scuola al collaboratore che incontra in corridoio. Si sfoga dicendo “…ho chiesto di uscire dall’aula perché è difficile stare attenti, i professori non sanno prenderci, motivarci, attirare la nostra attenzione, dovrebbero essere un po’ più …ludici. In classe mi stavo addormentando, continua a dire. “Uffa la lezione! Di per sé è già noiosa ma loro la rendono ancora più pesante”. E’ sempre il punto di vista di questa studentessa.

I programmi sono già noiosi. Noi studenti vorremmo una scuola che ci faccia venire voglia di frequentarla. Per esempio la professoressa di matematica ha spiegato per due ore consecutive ed è stata molto pesante la sua lezione…

Inoltre nell’orario una materia pesante si sussegue ad un’altra pesante, voglio dire corposa importante… Anche questo aspetto andrebbe considerato. Inoltre andrebbe considerata anche l’età degli insegnanti, i nostri sono tutti vecchi. Bisognerebbe prendere professori con una età non troppo alta. Ho detto anche ad un’insegnante: “…Prof, lei ci sta simpatica e soprattutto ci ascolta”.

Noi vorremmo insegnanti più giovani di un’età più vicina alla nostra perché ci possono capire di più: far lavorare i giovani. Noi vorremmo studiare in modo alternativo cioè più piacevole, applicando alla realtà quello che studiamo con esempi pratici che ci possano motivare di più. Per esempio alcune materie, quali fisica e chimica, invece di studiare tante formule sarebbe più interessante fare esperimenti pratici (quando mai nei licei si fa laboratorio… ndr) per comprenderle meglio, poi altre materie richiedono uno studio più da tavolino e impegnativo con tante ore di studio. Vorremmo essere più attivi… 

Telefonia e sanzioni

Sanzioni sulla telefonia non solo fissa… Giù le mani dalle nostre tasche! Unione nazionale consumatori, parla parla… Così puoi vedere cosa sta succedendo, guarda, guarda… Speriamo, però, che queste Sanzioni arrivino anche per i gestori della telefonia mobile che rinnova gli abbonamenti ogni 28 giorni e non ogni trenta. Più attenzione verso chi ha commesso i reati. Bisogna fare attenzione e punire con sanzioni queste componenti negative che stanno dilagando nel nostro paese… La difesa del consumatore … Attenzione nei confronti di questi gestori: non tradite i nostri valori… Tutelare i consumatori. Le regole contro le ingiustizie …bisogna cercare di capire, ci sono troppe leggi in Europa che non vengono rispettate a danno dei cittadini!

Violenza nella scuola

Mille tecnologie in classe. L’ uso del cellulare va guidato dall’insegnante, ma i ragazzi colgono male l’aspetto repressivo. Se l’insegnante vede il ragazzo a leggere il giornale o ad ascoltare musica viene richiamato, come pure se usa il cellulare. Inserire la tecnologia nella scuola, i ragazzi usano sotto il banco i cellulari, hanno il tablet il computer e la scuola deve tenere conto della tecnologia non negarne l’uso…

Si concentra l’attenzione su un oggetto: il cellulare tablet computer è anche una questione di mercato (quindi tende ad indurre a comportamenti consumistici da evitare, ndr). Si vanno sviluppando delle patologie, segnali preoccupanti nelle nostre scuole. Che cosa vogliamo per i nostri ragazzi che crescano sul piano espressivo e linguistico? I ragazzi vivono con il digitale.

Bisogna far acquisire l’uso del digitale non negarlo, farli adoperare questi strumenti di lavoro. Non usano più le mani i bambini non sano tenere un mazzo di fiori, né altro. I nostri bambini non sanno tenere dritto un cucchiaio non sanno allacciarsi le scarpe, sta crollando la capacità ortografica …di questi bambini.

Se i telefonini devono stare in classe o se il ragazzo dà un pugno alla insegnante il problema è la violenza. Che cosa si può fare per limitare la violenza? Corsi di yoga nelle scuole per apprendere la meditazione, il silenzio, e con questo cercare di attenuare i problemi di dislessia, discalculia, disgrafia. In Germania c’è il divieto dell’uso del cellulare che deve essere spento. Lo si usa nelle pause in cui è consentito. Lo si può usare andando in segreteria e chiedendo di usarlo per urgenze. Molti insegnanti lo usano come utile strumento in classe 45 PC e 20 tablet a disposizione. …Prendete il cellulare cercate questa parola e poi riponetelo. Un preside aveva vietato la minigonna ed era anche a favore del non uso del cellulare in classe. In Italia si usa meno il cellulare tutto parte dalla idea di usare il cellulare quando necessario per avvicinare i ragazzi alla società esterna.

Il mondo cambia ma ci sono dei segnali che siamo in ribasso. Stiamo attenti al bombardamento del marketing… L’uso del cellulare è ripetitivo sono pochi gesti, passaggi uguali e ripetitivi… C’è anche l’abuso del mezzo digitale che rende i ragazzi dipendenti da esso, per cui può generare una e vera patologia.

Il cambiamento va accettato ma noi possiamo anche cercare sul dizionario, favorire il lavoro collettivo e non favorire l’isolamento dello studente con il digitale. L’evoluzione della tecnologia va presa in considerazione, le lavagne lim vanno vietate in classe se l’uso è eccessivo e per poter fare buona didattica bisogna investire nella scuola. Dipendenza dal cellulare è una vera e propria patologia. I ragazzi usano il cellulare per giocare, ciattare e non per studiare. Dobbiamo recuperare tutta la cultura italiana e leggere molto, sia sul digitale, sia sul cartaceo… Si sono sentiti tanti pareri che ci prospettano una società migliore, ma abbiamo solo oggi una società grigia. (La lavagna interattiva multimediale, detta anche l.i.m. o lavagna elettronica, è una superficie interattiva su cui è possibile scrivere, disegnare, allegare immagini, visualizzare testi, riprodurre video o animazioni, ndr).

Scuola – lavoro un’alternanza da sperimentare …meglio

L’alternanza scuola lavoro non sia sfruttamento da parte del datore del lavoro… Dico: facciamola meglio meglio questa alternanza! Questo progetto è fallito …L’hanno detta “La buona scuola”. I ragazzi vanno in una azienda ad avvicinarsi al mondo del lavoro, a capire quali siano le loro attitudini… Che cosa hanno detto? Il 51 per cento degli studenti ha detto di aver avuto una buona esperienza di lavoro, solo una piccola fetta il 30 per cento ha avuto una esperienza negativa, che si è rivelata come uno sfruttamento da parte del datore di lavoro. La poca attenzione della scuola verso i propri studenti continua. Rivedere la legge significa farla meglio…

Una volta si mangiava con poco, con cibo povero ma essenziale. Durante la Prima Guerra mondiale i soldati italiani si riunivano per leggere le lettere dei loro cari e nello stesso tempo mangiavano qualcosa arrangiandosi con cibo povero. La cucina italiana è un elemento alto della nostra cultura. Oggi si verifica in Italia un evento alto dello allora food sui vini da degustare con l’intervento di 400 cuochi ma dobbiamo renderci conto che non dobbiamo guardare la bellezza dei piatti e come vengono serviti ma la qualità di ciò che mangiamo e capire che dietro il prodotto alimentare c’è l’agricoltura che deve essere sana e il lavoro duro serio pesante dei contadini. Dobbiamo smetterla di guardare al cibo come se fosse una moda legata ai vari momenti della nostra vita. Dietro il cibo c’ è il duro lavoro dei coltivatori che devono impegnarsi con serietà e determinazione a far arrivare ai consumatori un prodotto genuino. Dietro i nostri prodotti alimentari che non devono essere legati alla moda deve esserci qualità, serietà e dobbiamo guardare  e rivalutare la cucina povera ed essenziale del nostro “Bel Paese“, quali pane pasta, ortaggi, frutta, agrumi, formaggi di latte ovino, olio vino… Continuare a produrli con amore e fiducia e soprattutto con occhio alla qualità.

Incendio

Che cosa fa lo stato per aiutare i cittadini in difficoltà? Un incendio affligge la società: quello del disagio  della povertà diffusa. Lo stato mette paura, gli assistenti sociali fanno paura, fanno capire che vogliono portare via i bambini… Prima cosa, mostrare un volto più mite. Ci sono gli affidamenti, tante persone da aiutare in Italia  ,ma non ci sono abbastanza soldi per aiutare tutti. Le tasse sono belle, le paghiamo ,ma devono servire anche per aiutare i disperati. Gestiamo assieme  con lo stato la situazione. Ci sono le case famiglia. Per aiutare queste persone bisognose occorre  l’efficienza e una faccia mite. Non dobbiamo spaventarli, i disperati.

Un incendio vero …drammatico con conseguenze altamente drammatiche. A Como un uomo ha appiccato l’incendio e poi ha cercato di uccidere i propri figli. Che cosa fa lo stato per i disperati? (Le istituzioni dovrebbero essere più “vicine” alle “fasce” più bisognose, così come dovrebbero esserlo nei confronti di tutti i deboli: donne vittime di stalking, minori, diversabili… ndr).

Marisa Mauro (corrispondenze da Chieti)

 

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