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Messina Denaro Sgarbi e Pale eoliche

Pale eoliche: un oltraggio al paesaggio mediterraneo e all'ecosistema in cambio di risibili vantaggi. E ...quanta corruzione!Pale eoliche: un oltraggio al paesaggio mediterraneo e all'ecosistema in cambio di risibili vantaggi. E ...quanta corruzione!

Sequestrate per mafia pale eoliche al “giro” di Matteo Messia Denaro, ma non solo: sono sotto inchiesta e oggetto di sequestro, attualmente, parchi eolici n tutta la Sicilia e nel resto d’Italia. Nell’Isola anche effetto della “provvida” presenza di Vittorio Sgarbi – massimo nemico delle pale eoliche – nel governo siciliano? Forse un ruolo ce l’ha…

Vittorio Sgarbi: fa sua il "j'accuse" lanciato da E.Zola al tempo del caso Dreyfuss!

Vittorio Sgarbi: fa suo il “j’accuse” lanciato da E. Zola al tempo del caso Dreyfus!

Quel che ci preme dire sulle nostre pagine è, piuttosto, come ciò confermi che le cosiddette “alternative” in tema d’energia, intendendo per queste soprattutto pannelli solari e pale eoliche sono solo un motivo di un grande business. Fin qui niente di male – siamo gli ultimi nemici del business – ma il peggio è che si tratti di un giro inutile, talmente lucroso e con caratteristiche tali da attirare il peggio degli speculatori, del malcostume economico e dell’approfittamento. Con l’aggravante finale di travestirsi – a pieno titolo – di buonismo, ecologismo, progressismo…

Per la pubblica amministrazione questo tipo di “innovazione” equivale a disporre tanti stanziamenti frammentati: l’ideale per acquisire potere presso varie comunità e contare su “premialità” di vario genere. Ciò è vero nella micro realtà degli enti locali, ma anche per la macro realtà di interi stati, quali la stessa Cina. Essa si è convinta ad operare interventi ecologici, tipo Parigi, che hanno certo benefici effetti su realtà locali come le grandi città, Pechino in testa.

Rapace ucciso da pale eoliche (visibile la base di un elemento di un parco eolico)

Rapaci uccisi da pale eoliche (visibile la base di un elemento di un parco eolico). Non dar fastidio agli uccelli di passa è uno degli argomenti contro …il Ponte sullo Stretto, un’opera di ben altra utilità voluta dall’Europa e dal Mondo.

Tuttavia, non dimentichiamo che queste “operazioni ecologiche” con finalità a lunga scadenza non sono soggette alla possibilità di alcun vero feed back. In altri termini si opera nella speranza – assolutamente ascientifica – che, diminuendo le emissioni, la sfera gassosa che avvolge la Terra ne tragga beneficio. Come nessuno può dire , né che i mutamenti climatici siano in atto, né che siano causati dall’antropizzazione, tanto meno qualcuno potrà mai controllare tecnicamente che, diminuendo le emissioni, si ottenga qualche risultato legato a tale provvedimento. I risultati non sono misurabili? Tanto meno è quantificabile il valore “congruo” degli stanziamenti. Speriamo di essere stati chiari! E sia altrettanto chiaro: lo stesso Stato che ci chiede insostenibili “sacrifici” è quello che ha finanziato “a piene mani” questi evidenti ecomostri!

Occorre installare qualcosa di nuovo e in moti casi dismettere installazioni precedenti: l’ideale – diciamolo pure – per mangiarci sopra. Dismettere è un’attività ideale. Come occuparsi dei rifiuti: il business è massimo. Frattanto l’energia, quella vera, di cui ne serve tata, subito e sempre – procede sulla propria strada. Perché le pale eoliche sono difficilmente sincronizzabili con la produzione tradizionale di energia e i pannelli solari lo sono anche di più nei confronti dei “picchi giornalieri di consumo”. Infine, ambedue i sistemi producono quantità risibili di megawatt (centinaia invece di migliaia)…  Quindi, paradossalmente, sono anche la garanzia della sopravvivenza del mega business del petrolio, articolato in modo così variegato e capillare che nessuno – né governi, né petrolieri, né rivenditori – voglia in alcun caso sospenderlo.

Per i privati, ecco invece un boccone chiotto, un territorio inesplorato, una temperie sociale in cui occorre la mano salda per infrangere il leitmotiv del “not in my garden”. Niente di meglio che …un bel pezzo di novanta!

Incredibile: ecco l'effetto dei un parcoi eolico sul mare al levarsi di un nuovo vento: Che cosa pensare delle "prouderie" per la giraffa che tira il petrolio, per l'isola artificiale occorrente a cavarlo e per un unico inquinamento "da pozzo" in due secoli nel mondo intero. E' come 1 disgrazia e mezzo col nucleare in sole 2 centrali malfatte o mal ubicate...

Incredibile: ecco l’effetto dei un parco eolico sul mare al levarsi di un nuovo vento: Che cosa pensare delle “pruderie” per la giraffa che tira il petrolio, per l’isola artificiale occorrente a cavarlo e per un unico inquinamento “da pozzo” in due secoli nel mondo intero. E’ come 1 disgrazia e mezzo col nucleare in sole 2 centrali malfatte o mal ubicate fra alcune centinaia operanti nel mondo…

Le pale eoliche (neanche a dirlo) sono la rovina del paesaggio, soprattutto nella Sicilia che aspira di potere avere nel turismo, leggi natura e resti archeologici,  il “core” della propria economia. E’ quel che dice Vittorio Sgarbi con riferimento a tutta l’Italia… A noi sembra che la “scelta turistica” sia comunque limitativa, ma è certamente un chance primaria per l’imminente futuro ed anche per il presente.

Scaramacai

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Qualche stralcio ed una delle sentenze su ciò che è già avvenuto nell’Italia Centrale. Notiamo anche come, questa volta, le Soprintendenze ed enti come Italia Nostra, che “fanno i difficili” con tutte le loro forze per “molto meno“, bloccando spesso la crescita e lo sviluppo, persino il pane della povera gente, siano invece dalla parte giusta. Dobbiamo dire che non riscontriamo la voce di Legambiente, ma – forse  – cercando meglio…

…La sentenza TAR Salerno n°2213 dell’11 novembre 2013 ribadisce perentoriamente che (il parere favorevole ndr) “non è assentibile sulla sola base delle (presunte ndr) utilità dalla tipologia del nuovo utilizzo” (produzione di energia da fonti rinnovabili ndr). Di più, recita la sentenza, “in presenza di opere che si manifestano nella loro imponenza e per questo sono immediatamente percepibili e riconoscibili quali corpi estranei – e, di certo, un impianto eolico che consta di ben nove aerogeneratori presenta simili caratteristiche – il giudizio di incidenza paesaggistica non può limitarsi alla circostanza che tali opere non coinvolgono aree direttamente soggette a vincolo”. “In altri termini”, prosegue la sentenza, ”se le opere predette sono in grado di mutare la percezione visiva del paesaggio, il rischio di compromissione dell’effettività del vincolo,quantunque riguardante beni ed aree diverse da quelle interessate dal progetto, finisce per essere molto alto”.

Di regola le pale che vediamo girare lentamente in Sicilia non sono realmente in azione. Quando “producono”, il rumore dei rotori è certamente a considerare inquinamento acustico.

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Leggendo le sentenze riportate, mi viene spontaneo pensare alla Teknosolar ed al progettato mega- impianto solare-termodinamico di Banzi (PZ), che, fra le altre considerazioni tutte pesantissime, altera l’intera struttura paesaggistica ben frubile dai comuni limitrofi, ed alla Winderg che intende realizzare un impianto eolico che farebbe da barriera fra un territorio agricolo ricco di Beni vincolati e il centro storico di Lavello, uccidendo una vista mozzafiato sul vulcano spento del Vulture. In entrambi i casi tentando di passare sulla testa dei cittadini e stravolgendo la loro vita da ogni punto di vista. (Come si vede anche gli impianti solari, per l’ingombro – tacendo del problema venticinquennale di smaltimento dei pannelli – costituisce una soluzione “nefasta” che non andrebbe neppure presa in considerazione. Si noti anche come siano stati messi di lato in italia la geotermia e il nucleare: l’Italia è il solo paese al mondo che abbia dichiarato di sospendere il nucleare e lo abbia realmente sospeso. Ndr).

Un appello alle Soprintendenze, alla Direzione regionale dei Beni culturali, alle organizzazioni agricole, ai Sindaci, ai tecnici che esaminano i progetti (ma li esaminate con scrupolo e puntiglio?), alle Giunte regionali: abbiamo ragioni da vendere ad opporci, non è solo un fatto di dignità del popolo lucano da difendere.

No, ci sono ragioni oggettive, si tratta della nostra storia, del nostro paesaggio agrario, di quello che i nostri avi ci hanno lasciato in prestito per i nostri figli. Non si tratta di Nymbi. Insieme, con determinazione, mettiamo alla porta questa gente e denunciamone eventuali “imprecise descrizioni”. (Vitantonio Iacoviello di Italia Nostra)

 

 

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