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Acqua, pomodorini, elettrotreni e grandi navi: che cosa avranno mai in comune?

Moscow Business Center, nulla a che vedere con l'Europa di pochi anni fa... E l'Italia? Progetta e costruisce altrove: palazzi e centrali elettriche per gli altri...Moscow Business Center, nulla a che vedere con l'Europa di pochi anni fa... E l'Italia? Progetta e costruisce altrove: palazzi e centrali elettriche per gli altri...

Tanto tuonò che piovve. E …cadde anche la neve, che è l’acqua migliore che ci sia, per gli invasi e per l’agricoltura, se è vero il detto: “sotto la neve pane“.

Pane? Una volta, un tempo… Perché adesso sfumano i contributi, dalla Ue e persino da Roma. Sfuma anche la possibilità di costruire nientemeno che i dissalatori, che sarebbero stati – comunque – pronti fra vari anni, nell’alternarsi di pioggia e siccità: e chi lo sa? Chi può saperlo, visto che i rischi di siccità di inondazioni, di tropicalizzazioni, desertificazioni o glaciazioni sono all’ordine del minuto, o quasi? Ma la “politica dei dissalatori” è in crisi da tempo, per il semplice fatto che si è appurato come l’acqua dolce, da prelevare, sia ovunque o quasi: potrebbe essere, se mai, questione di energia, solo energia, sempre energia. L’energia è tutto e ce ne vuole tanta: più è, meglio è… Se, senza alcuna logica, rifiutiamo il nucleare, facciamo una geotermica nell’Etna. Si può in poco tempo: l’Enel ha realizzato la più avanzata del pianeta nel lontano Nevada. E qui?

Pomodorini: anche le quantità odierne erano impensabili un tempo...

Pomodorini: anche le quantità odierne erano impensabili un tempo… No, non tutto è motivo di disperazione. Li manda l’Africa? Ma il mercato è enorme e variegato: quelli siciliani sono molto più buoni. Insegniamo a riconoscerli dal gusto.

Piove, dunque, e non solo “sulle paludi salmastre”, piove ovunque: i contadini sono contenti perché il raccolto è salvo? Niente affatto, sono scontenti perché saltano i contributi. Così va oggi il mondo. Non che in passato sia andato tanto bene. E’ famoso anche che il contadino nelle annate migliori dicesse a stento il suo ben noto: “non mi posso lamentare”.

Ma se il contadino – oggi imprenditore agricolo – mantiene il suo atteggiamento di maniera, fa di peggio l’informazione: un giorno si lamenta per la carenza d’acqua negli invasi, nei fiumi e nei laghi, un altro dice spavaldamente, ma con gli occhi tristi: “oggi maltempo, purtroppo. Acqua dappertutto e neve sui monti. Anche al sud”. Ma insomma è inverno, questo, o no lo è? Nei mesi scorsi, per la prima volta, si preoccupavano che non avremmo avuto …acqua per l’inverno. Frattanto, “le autorità” ci mettono, naturalmente, del loro: L’acqua piovuta non basta mica! Ma come fanno a sapere che non pioverà ancora? Non è noto che le primavere piovose in Sicilia sono “la regola”?

Ma non vien da ridere? La preoccupazione è sempre stata per l’acqua dell’estate! O no? Ma il guaio è che rischiano, persino, di saltare le teorie sul surriscaldamento e quelle alternative e “consolatorie”, in caso i freddo (è o sarà forse troppo?) sui …mutamenti climatici: fandonie, truffe, un modo per riempire le tasche di qualcuno e certamente la Tv e la carta stampata, quando non c’è altro da dire. O, infine, è solo per raggiungere un obiettivo fra i più ambiti? Già, mettere paura alla gente. Fa notizia… Ce la mettono tutta e lo fanno tutti. Alla fine, fra la gente, c’è anche chi “ci crede”! Tanti, anche.

Il lago di Rosamarina a Caccamo. Dopo anni, il Belzebù dei nostri media e della magistratura, tal Salvatore Cuffaro, portò, da lì, l'acqua a Palermo. Ora Musumeci si è fatto nominare commissario all'acqua, imitando, certo nel bene, l'indimenticato Totò... E' così che di fa. O no?

Il lago di Rosamarina a Caccamo. Dopo anni di mancata utilizzazione, il Belzebù dei nostri media e della magistratura, tal Salvatore Cuffaro, portò, da lì, l’acqua a Palermo. Ora Musumeci si è fatto nominare commissario all’acqua, imitando, certo nel bene, l’indimenticato Totò… E’ così che si fa. O no?

Ma di motivi per lo stato di calamità non ne mancano mai. Così, il raccolto di grano sembra compromesso. Così arrivano, persino a Pachino, i pomodori “di Pachino” provenienti, però, dal Camerun. Già, lì – peggio che in Marocco – la manodopera costa niente e i pregiati “ciliegini” giungono al prezzo della crusca…

“Se vogliamo, però, che l’Africa si sviluppi – avvertiva anni fa il “cattivo” Totò Cuffaro – dobbiamo accettare che ci mandino quello che sanno fare. Noi vedremo di fare sempre di meglio, di diverso, sempre di più, partendo, com’è di fatto, da punti avanzati di know how, progettazione e organizzazione della produzione”.

Come tacere, del resto, che, da Milano a Palermo, si trovano nei supermarket e negli hard, pomodori, belli e buoni, provenienti dall’Olanda, dove la manodopera costa un occhio? Forse possiamo far riferimento a ciò che avviene con il pesce: la Sicilia e l’Italia ne esportano certe quantità di alta qualità – l’Italia produce le migliori ostriche del mondo e, pare, anche un ottimo caviale – ma ne importano quantità massicce, surgelato e conservato…

Perché? Per lo stesso motivo per cui l’Italia importa il pomodoro delle serre olandesi: perché la coltivazione in serre (serricoltura), per quanto diffusissima, non è abbastanza progredita in Italia, ma soprattutto perché gli italiani sono grandissimi consumatori di pesce come di pomodori e la domanda interna è mastodontica…

Da qui discende una considerazione “atroce” per i …professionisti del piangere miseria. Che gli italiani certi “lussi” possono permetterseli. La cosiddetta “opulenza” di questo – brevissimo sinora – evo moderno, nel complesso e nonostante tutto, non li abbandona. Anche se – è vero – trattasi di un miracolo (il miracolo economico ancora in piedi?) – a valle dei salassi che, con imposte e tasse a fronte di scadenti servizi – cui gli italiani stessi vengono sottoposti da governi incompetenti, inefficienti e ladri. …Che, però, essi stessi – almeno all’apparenza – votano ed eleggono. Una magra consolazione…

Con ciò si evince come sia difficile venire a capo di certi problemi. Sempre che noi vogliamo spiegare tutto ricorrendo ai principi di un mondo che – forse – non c’è più: quello delle barriere costituite da confini che ormai valgono poco e non solo all’interno dell’UE.

Il Frecciarossa uno degli ultimi nati. dell'industria ferroviaria italiana. Gli Usa hanno comprato Italo, uno dei gestori italiani, ma mirano al know how da portare sulle grandi distanze americane...

Il Frecciarossa uno degli ultimi nati. dell’industria ferroviaria italiana. Un seme da primato gettato con gli ETR negli anni ’30. Gli Usa hanno comprato Italo, uno dei gestori italiani: ora è “Italo-americano“, ma mirano al know how da trasferire sulle grandi distanze fra gli States…

Che – ad esempio – un colosso americano venisse, prima o poi, a far proprio a suon di dollari, il know  how degli elettrotreni italiani (che col permesso dei tardo antifascisti, fuori dal tempo, ha – purtroppo – un chiaro ascendente in quei tempi da non ricordare), superiore anche a quello tedesco, secondo al mondo, c’era da aspettarselo. L’America ha dato credito al gasolio, riempiendo le lunghe vie di comunicazioni est – ovest e nord – sud di locomotori a nafta e di grossi bus con lo stesso combustibile: un errore che da tempo le costa caro…

Bisogna accettare e gestire questi “travasi” e dire che è bello l’accordo dei cantieri navali “Italia – Francia”, dove – ancora una volta – l’Italia, detentrice del meglio, grazie a storiche tradizioni industriali rinnovatesi nel dopoguerra, mette a disposizione il proprio know how e il primato sul mercato delle crociere e dei grandi mercantili, accettando sommando il di più che i francesi ottengono su quello delle navi da guerra. Ma anche lì, è il mercato che conta, perché in fatto di progetto e costruzione gli italiani sono al top…

I confini non hanno più il valore di una volta e la politica del territorio – amministrata con nuovi accorgimenti e nuove idee – va del tutto reinventata, rispetto ad un passato che può ancora insegnare tanto, ma non esiste già più.

STX France e MSC Crociere annunciano l'avvio dei contratti per la costruzione delle navi classe “Meraviglia-Plus”.

STX France e MSC Crociere (grande compagnia italiana) annunciano l’avvio dei contratti per la costruzione delle navi classe “Meraviglia-Plus”, lussuose (ma accessibili a tutti) città naviganti, presso la Fincantieri.

Il mondo è quello che è, non lo cambieremo, certo, in un giorno con un exploit ideologico. Specie sul terreno morale e civile, il cammino è irto di ostacoli. E’ stato l’errore dell’Illuminismo e di Marx che leggevano troppo Platone…

Assieme al Male, che non si sconfigge nel breve termine, avanza, però, il Bene e si vede: l’Africa cresce e guarisce “nonostante le cure”, la Sicilia (avvilita e calpestata) ha una eccelsa coltura di ortaggi, una supremazia nella biodiversità ed è la regione più “vitata” del mondo. Nella macro politica, Trump e Putin parlano di pace, le due Coree giocano insieme allo sport… L’Italia e la Francia, finte sorelle latine di sempre, ore si parlano e creano un’industria in comune, poco tempo dopo i giorni in cui Parigi impedì alla Fiat di acquistare la Citroen o la Peugeot. Se è vero che dalla triste, venale e sbagliata monetina dell’Euro – come osservò Ciampi in un momenti di lucidità – potrà nascere, un dì, l’Europa unita della civiltà e della cultura in comune (che già esiste per l’Europa in particolare, ma persino per il mondo), si marcerà un giorno verso una società civile mondo più equilibrata, di cui faranno presto parte Europa, Africa e Asia e l’America “non potrà” restarsene fuori: quel giorno, lontano per noi – forse – nella data, è vicino nella logica evolutiva. Forse, allora – fra l’altro – non sarà più necessario preferire i contributi statali ai frutti leciti del proprio raccolto…

Germano Scargiali

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Aggiornamento: Vista l’evoluzione delle ultime ore (è bastata 1 giornata), aggiungiamo una canzoncina di nostro adattamento. dopo aver sentito per giorni “è poca, è poca, è poca”, ma poi “è molta, è molta, è molta”, tanto da buttarla a mare, …concludiamo: “Gli invasi erano vuoti, gli invasi sono pieni e passa il Re di Francia con tutti i suoi solda’…” 

 

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