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OK Sicilia alla Bit di Milano: ce ne parla Christian Del Bono

Un momento della conferenza stampa: parla il Presidente Nello MusumeciUn momento della conferenza stampa: parla il Presidente Nello Musumeci

Si tirano le somme della partecipazione siciliana alla Bit di Milano. E’ stato opportunamente detto da fonte qualificata che la Regione Sicilia si sia presenta in “grande spolvero” alla BIT di Milano. Si punta, come si attendeva da tempo, al destination marketing? Finalmente, insomma, una partecipazione che ha avuto “un senso compiuto”…

Alla conferenza stampa della Regione in BIT, abbiamo rivisto dopo alcuni anni di assenza, un presidente della Regione, circondato da ben due assessori, oltre che dal sindaco e dall’assessore alla cultura del capoluogo siciliano.

“Gli operatori turistici – sostiene Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Minori della Sicilia – devono, non fosse altro, per mission e vocazione, attribuire un significato positivo e di rilievo a questa importante presenza”.

Il Presidente Nello Musumeci non ha nascosto le difficoltà ma anche le enormi potenzialità di una terra ricca di risorse culturali, naturalistiche e enogastronomiche, immaginando anche lo sviluppo di nuove forme di turismo e la valorizzazione dei borghi e della ricettività diffusa.

Vittorio Sgarbi, neo assessore alla Cultura, opportunamente più contenuto rispetto ad altre uscite in BIT del passato, si è limitato a tenere calda la polemica che in atto interessa la Venere di Morgantina, rimandando ad una prossima conferenza stampa la presentazione delle attività culturali della Regione. Non si è, invece, fatto sfuggire l’occasione per uno spot a tutto tondo della città di Palermo, capitale della cultura, il Sindaco Orlando, uomo di mondo, come si suol, dire e abile comunicatore.

Sul retro dello stand, i desk degli operatori turistici, anima di queste fiere, sempre pronti a scommettere anche oltre le proprie possibilità per il “rilancio”, che probabilmente sarebbe più opportuno definire “lancio”, del prodotto turistico siciliano. Si, perché, se è vero che la Sicilia vive in buona parte di turismo è altrettanto vero che le sue potenzialità, a detta di politici ed esperti, rimangono tutt’ora inespresse.

Il presidente Musumeci ha parlato di un logo, di uno slogan, per la Sicilia, “…intuendo a mio avviso – ritiene Del Bono – la necessità di avviare un’operazione di “destination marketing” del prodotto turistico siciliano. Un prodotto che, tecnicamente, per troppi versi, non può ancora definirsi tale, e che deve avere la capacità di trasformare in attrazioni fruibili, per buona parte dell’anno, quelle che ad oggi nella maggior parte dei casi rappresentano ancora delle mere risorse culturali, naturalistiche ecc.

A gran voce viene richiesta dagli operatori turistici – quelli veri, quelli grandi e quelli piccoli, quelli regolari, quelli che follemente ancora ci credono – una strategia di sviluppo turistico per la Sicilia, nella consapevolezza che ormai da anni il turismo è diventata scienza (quasi) esatta e che, pertanto, non ci si possa permettere il lusso o meglio, la miseria, di navigare a vista. È necessario un confronto sistematico, in parte già avviato con grande disponibilità dall’Assessore al Turismo Sandro Pappalardo, con gli stakeholders (le parti interessate del settore, ndr) ma è allo stesso tempo ancora più necessario quanto appresso descritto…

Necessita l’intervento costante e duraturo di esperti (quelli veri) e competenze (quelle serie) per avviare un processo virtuoso che dia vita al sistema (turistico), che crei il network tra le sue diverse componenti, che attivi le sinergie necessarie con gli altri settori (agricoltura, cultura, artigianato ecc.), che inneschi i processi virtuosi di cui l’industria turistica siciliana necessita per potersi sviluppare.

“Noi – conclude Del Bono – abbiamo il dovere di crederci, di farci trovare pronti e di partecipare attivamente al processo. Il Presidente Musumeci ha l’autorevolezza per avviare e seguire il percorso. Senza una strategia vera e condivisa, rimaniamo però punti distanti di uno stesso progetto con un obiettivo comune, cioè lo sviluppo sostenibile della Sicilia”.

Le nostre conclusioni.

Finalmente, concludiamo noi, si centra il concetto di “prodotto turistico” mettendo un punto fermo su due illusioni. Cioè “stoppandole“. La prima è che la Sicilia (o l’Italia) possa vivere “solo di turismo”. Non è così: la Sicilia (come l’Italia) vive già anche di altro… La seconda è che si vivrà di turismo, sfruttando meglio cultura e natura. Ciò che occorre è un perfezionamento, in tutti i suoi punti nessuno escluso, del prodotto turistico. Si parte dalla qualità dell’accoglienza, si prosegue con le proposte di divertimento, con un’adeguata organizzazione delle visite e delle escursioni, con la programmazione di un vero calendario di eventi, sia a livello provinciale, sia regionale. Laddove per Provincia intendiamo adesso il concetto di Città metropolitana. Ma occorrerà “fare sul serio”: anzitutto renderla percorribile come tale. Si pensi alla Provincia di Trapani in fatto di “record di impercorribilità”. La percorribilità renderà visitabili i siti in tempi brevi, ma consentirà anche incontri e contatti di lavoro diretti, velocità nei trasporti…

Da sempre si attende che una vera programmazione regionale delle manifestazioni (eventi) in calendario prenda corpo e che ciò avvenga “in tempo utile“. Per chiarire, i nominati stakeholders – ma neanche le semplici agenzie e i t.o. – sanno “con certezza” se una qualunque manifestazione in calendario avrà di fatto svolgimento o “salterà” all’ultim’ora per mancanza di fondi o altro. Anzi, hanno motivo di dubitarne, spesso fino a pochi giorni prima…

Più in generale…

Sotto il profilo politico, un governo della destra liberale (tutta la destra è decisamente liberale rispetto alla sinistra) possa rapidamente migliorare una  realtà sclerotizzata da anni in una situazione fuori dal tempo. Nella “mentalità di sinistra“, fortemente condizionata dall’ideologia marxista pesa il concetto della “divisione del poco che c’è”: nella “giusta imparzialità” di tale divisione si esaurisce il problema – il giustizialismo rappresenta, per la sinistra, un complesso freudiano – dimenticando che l’obbiettivo è rappresentato dalla crescita e dallo sviluppo. D’accordo con la compatibilità, ma occorre: crescere in efficienza e in produttività, svilupparsi culturalmente e tecnicamente. Semplice, no? Non tanto, se si è ancora condizionati da patemi ottocenteschi, derivanti dalle paure di Malthus e di Marx… Dalle rispettive “paure cosmiche“…

(Testo raccolto, impaginato e commentato da Germano Scargiali)

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