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State a casa Yankee: stavolta non tornereste indietro!

Bandiera siriana a Douma: la Siria è in festa. L'Isis ha subito la più grande sconfitta da quando esiste. Ma l'America è su tutte le furie: hanno vinto Assan e la Russia...Bandiera siriana a Douma: la Siria è in festa. L'Isis ha subito la più grande sconfitta da quando esiste. Ma l'America è su tutte le furie: hanno vinto Assan e la Russia...

Perché non raccontiamo che cosa accade realmente in Siria? Si continua a “menare il can per l’aia” riesumando la chiara menzogna che Bashar El Assad usi i gas sul “suo” popolo per restare a governarlo. Ma potrebbe essere mai tanto imbecille? Come girare, poi, per le strade che appartengono praticamente alla “sua” stessa Damasco, la Capitale della Siria, dove lui – pur essendo praticamente un Re – tiene anche casa e famiglia?

I gas sono stati certamente usati bel lunghissimo corso di questa guerra estenuante, ma da chi? Il suo popolo, il più colto (più diplomati, più laureati) dell’intera realtà musulmana, sa benissimo che li hanno usati “gli altri”.

Si cerchi nel motore di ricerca di questa rivista online la testimonianza dell’eroica missionaria ad Aleppo da noi intervistata a Monreale. Cliccate – se volete – Suor Maria di Guadalupe

Ripetiamo: Assad – lo affermiamo a chiare lettere sin dall’inizio – era il più europeo dei capi di stato musulmani e il suo popolo era il più colto e il più progredito. Era un popolo felice come si può esserlo a questo mondo, quando gli americani hanno deciso di “rubare” ad Assad il …regno. Sulla stessa falsariga avevano destabilizzato Libia e Tunisia e hanno cercato di destabilizzare l’Egitto. Al Cairo stavano per servirsi dei locali fondamentalisti musulmani. Altrove – come in Siria – della stesa Isis. Il resto è smaccata finzione.

Trump, con ogni probabilità, sa bene come quella guerra sia ingiusta, ma non ha scelta, sia perché è ostaggio delle massime lobby contro le quali egli stesso combatte una strenua lotta – ormai solo difensiva – ma anche perché, obiettivamente gli americani stanno perdendo il controllo del Mediterraneo, luogo geografico – quasi geometrico – fondamentale non da domani, né da oggi, ma dal tempo in cui tanto – già nell’8OO – lo detenevano gli inglesi…

Oggi il Mediterraneo è ancora più importante e di gran lunga: sta vivendo uno strisciante Neo Risorgimento (know how, economia, trasporti, scambi) ed è la chiave di volta della crescita in corso della più grande massa continentale del pianeta formata da Eurasia ed Africa, che qualcuno chiama da tempo Eurafrasia. Come abbiamo scritto da tempo tale crescita è irrefrenabile e sancisce la sconfitta dell’America se la intendiamo come quella che gli americani stessi l’avevano configurata nel 1900. Cioè come centro di un impero mondiale e gendarme del pianeta. Se le lobby americane manterranno tale atteggiamento non avranno che sconfitte…

Ma torniamo a Damasco. Da sempre, in questa guerra (un po’ da ambo le parti, ma soprattutto dalla parte avversa) si “usano” immagini truccate, foto scattate in altri momenti, in altri luoghi…

La verità – nuda e cruda – è che la bandiera siriana è stata issata nel centro della cittadina di Douma liberata finalmente dai gruppi terroristici ritorna sotto il controllo dello Stato siriano, ovvero sotto il governo legittimo, guidato da Bashar El Assad.

La Russia ha certamente aiutato in modo massiccio Assad – che per proprio conto è stato comunque forte coraggioso, addirittura coriaceo, molto più di quanto si attendessero gli americani che volevano …detronizzarlo – ma l’aspetto saliente è che Damasco e Mosca hanno inferto all’Isis il più duro colpo che si ricordi da quando questa è apparsa nelle cronache. E l’Isis è – più o meno – la maggior nemica del mondo civile. O no?

Lo “sdegno” rinnovato per il supposto uso dei gas da parte di Assad rappresenta una reazione che ha del ridicolo, un tipico “pretesto”. Gli Usa credono di poter fare com il Lupo con l’agnello della favola riportata da Esopo e Fedro…

La reazione Usa in corso

Passiamo alla cronaca degli ultimissimi giorni. Il cacciatorpediniere lanciamissili americano USS Donald Cook, armato con i “ben noti” missili Tomahawk, ha lasciato il porto cipriota di Larnaca dove era ormeggiato ed è diretto verso il Mediterraneo orientale, nel raggio d’azione della Siria. Lo riferisce uno stesso giornale americano il Washington Examiner, citando fonti della Marina.

Secondo il giornale, la nave da guerra statunitense sarebbe giunta a circa 100 chilometri dal porto siriano di Tartus, dove c’è una base della marina militare russa. Non risultano al momento conferme ufficiali da parte delle forze armate Usa. Ma ce n’è abbastanza per mettere il mondo davanti al rischio di una grande guerra, “per motivi morali”, intendiamoci. Come avvenne al tempo di Guantanamo, per non andar più indietro negli anni…

Per non dilungarci (qualcuno ci accusa di questo, ma amiamo spiegare tutto ciò che possiamo e non dare notizie parziali o, peggio, monche, come troppi fanno) la reazione della Russia di Putin è ben nota: “gli americani non scherzino col fuoco”. L’apparato militare russo di oggi – come annota su Facebook il Generale Sergio Fucito dei paracadutisti – è in grado di neutralizzare ben altro che i tomahawk. E’ di vari anni più avanti dell’apparato americano…

Ma c’è di più. E’ di pochi minuti fa la notizia che anche la Cina si è pronunziata: “…se gli americani continuano a ‘toccare’ Assad, siamo pronti a muoverci anche noi. Le nostre navi saranno in Mediterraneo. Ecco la conferma di ciò che dicevamo (e diciamo da tempo) sull’Eurafrasia…

Se gli americani insistessero nel loro storico atteggiamento farebbero la fine peggiore possibile: non scordiamoci il Giappone, la Germania, la Corea, l’intero Far East e la stessa India, per non dire il Sud Africa. Tutte, ormai, potenze industriali e …belliche. Non ce n’è una che non abbia gli americani sullo stomaco: potenza della diplomazia Usa… Un mondo con i cartelli: “Yankee go home!

E’ triste ripetere frasi non belle del passato: “E l’Italia che aspetta?” Regina del voltagabbana, lo faccia stavolta che ne vale la pena. Non c’è bisogno di Di Maio per imparare a cambiare bandiera…

Si inizi sempre dalla politica e dalla diplomazia. Ma passiamo con i nostri! Passiamo con l’Eurafrasia: questa terza volta buttiamoli a mare!  

(Scaramacai)

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Ultima nota: Non tanto “distratti”, forse, sin d’ora italiani e tedeschi (riecco la strana coppia, vero?): “noi non combatteremo in Siria”, hanno detto all’unisono. Si sono telefonati Gentiloni e Merkel? Certo… E già, perché Napoli comincia da Amburgo e passa per Berlino: “ccà nisciuno e fesso!”

Prokhorenko con la moglie Ekaterina ad una festa durante l'ultima estate insieme.

Prokhorenko con la moglie Ekaterina ad una festa durante l’ultima estate insieme.

E la Russia ha anche un eroe in questa guerra: Alexander Prokorenko, il giovane tenente dei reparti speciali, con moglie e figlio in arrivo, lasciatosi morire (ha bevuto il veleno in dotazione) per non rivelare la sua posizione in battaglia oltre le linee, perché di importanza strategica. Putin in persona ha decorato la signora con la massima onorificenza in luogo e ora segrete perché nessuno potesse vedere o fotografare i colleghi convenuti per l’occasione. (Vedi l’articolo pubblicato un paio d’anni fa nell’occasione, cliccando il nome).

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