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Trump e Putin nemici per forza: così vuolsi colà…

Insieme a cavallo con l'amico Donald, ma Vladimir ha le rediniInsieme a cavallo con l'amico Donald, ma Vladimir ha le redini

Le Americhe al plurale non sono i due continenti – nord e sud – che conosciamo. Ma gli Usa sono “L’America”, La Merica dei nostri storici emigrati: è questa ad essere divisa, oggi, visibilmente in …due “America” al singolare. E somigliano al dottor Jekyll e Mister Hyde. Una è l’America che produce, l’altra è quella che vive col denaro, che fa denaro con altro denaro o mira ai monopoli dell’economia mondializzata: è l’America delle “bolle” e della crisi periodiche, più o meno gravi, a partire da quella del 1929 fino a quella recente. La presunzione di essere il “gendarme del mondo“, sia sul piano militare che su quello economico – finanziario, a partire dal piano Marshall (che pur fu un successo) fa sì che le sue crisi si ripercuotano su tutto il mondo e, in specie, su quello cosiddetto “occidentale”. Una realtà, quest’ultimo, che ogni giorno di più si scolorisce e perde di significato.

L’Unione di stati che fa capo a Washington “District of Columbia” – la città che, a   sua volta, nacque su topografia creata su simboli massonici in territorio neutrale agli States – presenta due volti distinti: due realtà, l’una contro l’altra armata, per la verità…. In essa si riproduce un conflitto di carattere planetario, che è – forse – la “guerra sotterranea” più cruenta che si combatta in questo momento a livello mondiale: non una guerra fra nazioni, o meglio, fra stati avversi, ma fra l’alta finanza e l’economia reale.

Lafinanza“, con mentalità ottusamente bancaria, intende detenere l’assoluto dominio sulla seconda, anziché dividere equamente i ruoli, quanto meno al 50%. Ma il 51 fra i due dovrebbe spettare, per motivi sociali e civili, oltre che strettamente economici – cioè i convenienza comune – alla seconda. A che serve, infatti, la finanza, se l’economia non produce o lo fa male? E la finanza non rientra in quel gran sistema planetario di cui l’economia è il sole e determina la funzionalità del tutto?

Donald Trump gioca la partita come capitano della squadra economica, dall’altra parte, i Rothschild, nella massima serie da molto tempo prima di lui, hanno messo in campo due o tre squadre “finanziatissime” per vincere il campionato con certezza matematica, come vada – vada. E’ nel loro stile, è nello stile della loro categoria: amano i rapporti leonini, in cui il leone siano, ovviamente, loro. Vogliono e sanno fare solo denaro con altro denaro – e se ne vantano – occupando o appoggiando, in tema di business, monopoli planetari nei settori dei beni di prima necessità. Per questo si battono in molti modi contro “la libertà diffusa di crescere” e, da anni, stanno limitando lo sviluppo con mille espedienti, anche culturali e mediatici, per rallentare il funzionamento del libero mercato: lungo quella strada che il mondo stava percorrendo da prima degli anni del boom e che fu tale da determinarli: il primo boom vero e  proprio dei quali si ebbe con la Industral revolution, il secondo attorno al 1936, il terzo negli anni ‘6o del 1900. Allora questo mega “partito dei partiti” fece scoppiare anche la contestazione del 1968 e appoggiando – imprevedibilmente – persino la Russia sovietica, imparando a travestirsi delle “penne del pavone” del socialismo e della socialdemocrazia – quando non del capital comunismo – al fine di mantenere soprattutto un punto fermo: il controllo. Appoggiano sfacciatamente e proditoriamente le “cosiddette sinistre” in tutto il mondo, anche per “amore” di un regime molto comodo per loro: o statalismo. Con questo, possono contare su un solo interlocutore, lo Stato, per “controllare” vasti territori (quelli nazionali).

Volete che tutto questo, quel “volpone” di Vladimir Putin, intelligente e forte, ex spia del KGB non lo sappia? Non lo abbia capito? Credete che quando Donald Trump affrontò la campagna elettorale dicendo platealmente il suo “ripulirò il fango di Washington” si riferisse ad altro?

Fra i tanti problemi che il “nuovo Zar” di tutte le Russie sta affrontando, il più importante è di “iscriversi al campionato”, che è, in realtà una partita a due fra finanza ed economia. La sua squadra gioca il di Trump, ovvero quello che The Donald “vorrebbe” giocare…

Persino sul problema Siria lo ha anche rassicurato. prima o poi toglieremo cambieremo musica… Anche se questo sancisce un passo indietro degli Usa nello scacchiere più caldo del mondo: quello del Mediterraneo. Il mare pèiù antico del mpondo cresce ogni ora d’importanza è il più piccolo con una superficie di dimensioni prossime a al 1% (uno per cento) dei mari del mondo, ma sulla quale si svolge un traffico di oltre il 40% del totale mondiale. Con l’inevitabile esplodere dell’economia asiatica e, quindi, euroasiatica e quindi euro afro asiatica, il controllo del Mediterraneo è il motivo più importante del contendere, assieme allo sfruttamento elle enormi risorse africane. Nella sostana, l’America ha già perduto il confronto “per posizione”, così’ come “per posizione” essa e la politica oceanica hanno detenuto la supremazia per tutta la seconda metà del millennio scorso.

Trump – in concreto – “deve” fare il muso duro, per accontentare l’ottusa pretesa dea part della finanza americana, di continuare a detenere un primato che non è più nella  storia. IL suo compito è titanico e il suo ruolo, così recitato, risulta perdente e senza speranza. Lui, affarista provetto e uomo di intelligenza e vedute di gran lunga superiori alla media, lo capisce benissimo. Deve, però, pararsi dal “fango di Washinton”, rappresentato dagli uomini più ricchi del mondo e coerentemente potenti…  Anche Putin, altrettanto intelligente e forse più scaltro di Trumpsa come stanno le cose e sa che Trump lo ha capito. Lo  asseconda, si stringono con lungimiranza la mano: Gli Usa resteranno potenti ancora per molto, anche se procederanno a coda di topo e dovranno rinunziare ai loro sogni di dominio assoluto: “Meglio interloquire, dialogare con loro”, accompagnare la decadenza, che sarà comunque dorata e non lascerà l’America in cenere…

Trump e Putin, grazie al loro valore personale, alla forza di carattere e al discernimento vinceranno con ogni probabilità la partita e, soprattutto, il campionato, ma sarà dura… Hanno  molte probabilità di “fregare chi rappresenta il peggio del mondo”. I cattivi dono abili a mascherarsi da buoni, ma di base sono anche dei cretini.. Prima o poi  – com’è accaduto altre volte nella storia – vomiteranno per aver cercato di ingozzarsi troppo…

Scaramacai

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Una nota.

Putin, nella foto simulata, ha in mano le redini e, frattanto, l’Europa – Mediterraneo incluso – è già sua… A voler infierire, esclusa l’Inghilterra (la perfida Albione, dell’asse massonico atlantico) e quei “coglioni” dei francesi… (Giudizio irriguardoso – quest’ultimo – ma a partire solo dagli eventi dell’ultima guerra).

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