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Ma chi è quel timoniere nascosto della sgangherata Nave Italia?

Al Capone, emblema del capo mafia. Quest'immagine era già inadatta ai suoi tempi ed è terribilmente invecchiata. E' per questo che "passano" tanti film in cui i mafiosi sembrano dei mattacchioni e si finisce spesso per "tifare" per il Padrino M.Brando o ammirare Al Pacino quando dice il suo famoso "a' facci du c." C'è un male peggiore rispetto a questa ...coreografia. E' quello meno visibile,  meno perseguito. Compare ogni tanto, è solo la cima d'un iceberg. Magari sotto l'ombrello di quel reato da operetta: partecipazione esterna...
"Non scambiate la mia educazione per debolezza" avverte Capone... La mente mafiosa non appartiene da molto a personaggi come Al Capone o Vito Corleone, il "Padrino" per eccellenza, con cui Mario Puzzo ha delineato la iconografia della mafia comunemente intesa...Al Capone, emblema del capo mafia. Quest'immagine era già inadatta ai suoi tempi ed è terribilmente invecchiata. E' per questo che "passano" tanti film in cui i mafiosi sembrano dei mattacchioni e si finisce spesso per "tifare" per il Padrino M.Brando o ammirare Al Pacino quando dice il suo famoso "a' facci du c." C'è un male peggiore rispetto a questa ...coreografia. E' quello meno visibile, meno perseguito. Compare ogni tanto, è solo la cima d'un iceberg. Magari sotto l'ombrello di quel reato da operetta: partecipazione esterna... "Non scambiate la mia educazione per debolezza" avverte Capone... La mente mafiosa non appartiene da molto a personaggi come Al Capone o Vito Corleone, il "Padrino" per eccellenza, con cui Mario Puzzo ha delineato la iconografia della mafia comunemente intesa...

Sarebbe bello sapere chi è il “gran manovratore” di quest’opera dei pupi col governo a 5Stelle alla guida dell’Italia. Questa, da un’ottica differente da quella politica, è una cosa seria, molto seria, fa grandi cifre, molto grandi… Se si dicesse 5Stelle con riferimento ad un vero hotel, sarebbe un 5 stelle superior. Sarebbe tale perché lo spettacolo supera i limiti: non tanto per il problema della copertura dei costi del “reddito di cittadinanza” che non c’è, ma per “ben altro”. Sì, un po’ di “benaltrismo”, oggi così alla moda, qui ci sta tutto…

Frattanto, la prima incongruenza di questo “aiuto ai disoccupati” è di dare ad esso la precedenza, rispetto a tante altre urgenze, a tante altre situazioni di bisogno, ad altre “priorità” come si dice in queste occasioni: alle condizioni precarie dei pensionati poveri, al reale abbandono degli anziani (il vecchietto dove lo metto), dei malati cronici e di quelli gravissimi, alle carenze di personale e spazzi (letti) degli ospedali divenute grottesche, alla mancate cure da prestare ai portatori di malattie rare, ma soprattutto la possibilità di rilancio della imprenditoria media, piccola e piccolissima (il credito è fisiologicamente inesistente come non mai) e dello sviluppo in genere. In qualche modo lo Stato moderno deve dare di più e finirà per farlo quando riuscirà ad utilizzare la ricchezza che consegue alla sovrapproduzione che si verifica grazie alle nuove tecnologie… Tutto, però, ha un risvolto di natura sociale, civile e morale: i soldi vanno dati – come insegna anche l’UE – a chi ti sa dire, almeno un po’, come li spenda. Per esempio, riferito ad un giovane, se gli servono per crescere… Solo un anziano o un disabile deve averne per motivi meramente assistenziali…

Ma il peggio, forse, è al momento la carenza culturale generalizzata, il livello medio bassissimo, un bagaglio mediamente ridotto a meno della nozione: esso si ripercuote sulla stessa vita della società civile. L’ignoranza spazia dalla mancata nozione di quella cultura che sarebbe molto italiana ed europea, in fatto di letteratura, pensiero in genere, arte e storia, per approdare ad un “vagolare” assoluto su temi come economia, finanza, marketing (figlio della sociologia (Emile Durkheim, Max Weber etc). Non si dovrebbero non conoscere tali pensatori o sapere solo nel vago. Perché significa che, in concreto, ci troviamo di fronte  ad una società (nazionale) che non conosce più neppure se stessa. I cittadini (anche altrove) si sono persi nella miriade di informazioni slegate fornite dalla scuola e dallo tsunami mediatico. Al liceo studiamo botanica e ne usciamo senza sapere il nome degli alberi che adornano il marciapiede appena fuori dai cancelli. Con un popolo così preparato, i media possono raccontare ciò che vogliono: far credere che qualunque evento sia effetto d’una tendenza , raccogliendone di simili in giro per il pianeta e tacendo …gli altri in contrasto. Avviene ogni giorno…

Nella stragrande maggioranza gli italiani sanno pochissimo anche di ospitalità turistica e sport: bene non conoscono neppure l’amato gioco del pallone… Quanti italiani sanno veramente “calciare” un pallone come si deve? Basta osservare padre e figlio che si rimandano il pallone in villa… L’Italia è il regno della musica e gli italiani non hanno mai visto uno spartito e, magari, neppure un’opera al teatro. Personalmente siamo convinti che – anche sul piano morale, culturale e civile – ci sarà un giorno, neppure idealmente troppo lontano, un recupero. Ma quando?

Quelli che abbiano cercato di elencare sono i principali “problemi reali” che precedono la distribuzione del reddito di cittadinanza: una soluzione cui il mondo arriverà comunque (occorre vedere sotto quale forma) in tempi non lunghi, in conseguenza della necessità della sovrapproduzione e dell’incapacità di molti di inserirsi produttivamente negli ingranaggi di tale sistema e nella pletora di nuovi mestieri, nuove esigenze, nuovi servizi che il mondo moderno porterà con sé. I mestieri e le professioni più richieste saranno quelle comunque “umane”, dove la macchina e l’elettronica poco o nulla – in realtà – può fare. Ce ne sono, ce ne sono quanti se ne vogliono…

Qualche dollaro in più“, come dice il famoso western? Certamente, ma a chi darlo e come? Da dove prendere i soldi: in qualche modo dagli extra redditi della tecnologia oppure dai soliti patrimoni immobiliari (dei meno ricchi che sono individuabili e tassabili) e dalle solite accise dei carburanti e dei combustibili?

Questo governo nasce con metodi da setta segreta (definizione presa in prestito da fonte PD)

Questa pantomima dei no…. Per esempio  a quella che – per non dire acciaieria – chiamano Ilva, scombinando come sempre i giochi, come se fosse un gran supermarket, come se il problema fossero “solo” i disoccupati: la più grande acciaieria d’Europa significa “commesse“, se preferite”ordinativi“, cioè “fatturato“. Questa la prima cosa da chiedersi: a chi lo passa l’Italia facendo ridere tutto il mondo il fatturato consolidato di anni di produzione dell’acciaieria più grande d’Europa? C’é, vi assicuriamo che c’è chi aspetta o aspetterebbe di “fregarselo”. E, secondo qualsiasi logica,d è disposto a pagare un sottobanco incalcolabile.

Per quanto riguarda il No alla Tav, abbiamo già detto in altro articolo che c’è un noto interesse della Baviera: da sempre avrebbe desiderato che la linea, che – alla lunga – è diretta a Pechino, Partendo da Lisbona, passi da “casa loro” e non dall’Italia e da Milano. Sarebbe dalla Germania che proviene la paghetta dei Black block e il sostegno alla propaganda anti Tav in Italia. Come se si trattasse un’offesa ecologica limitata ad una piccola volontà locale, una sorta di capriccio…

Questa polveriera – che abbiamo semplificato perché tante domande si potrebbero fare sui relativi silenzi – si nasconde sotto …il problema dell’inquinamento. Ciò in una Taranto che dice a gran voce: “meglio morire di tumore che di fame” e done la proposta potrebbe essere di lavorare ancora per il tempo di costruire un’altra centrale dislocata e attrezzata meglio o di attrezzare in modo migliore questa con sistemi di sicurezza ed anti inquinamento.

Da qui alle panzane sul no alla Tav e al Mose il passo è breve. Anche perché i “grillini” sarebbero contrari anche al Ponte sullo Stretto. E chi sa quanto altri grilli averebbero per la testa: non sono decisioni che l’Italia può prendere da sola, né ha alcun interesse a quei no, anzi. Ma non ci si stupisce che o grillini che hanno rifiutato le Olimpiadi a Roma (che l’accettò nel 1960, prima del boom e soli 15 anni dalla sconfitta, come se avessimo subito i bombardamenti e il resto della Seconda Guerra nel 2003) questi pensieri ce li abbiano, ci si stupisce che c’è chi li faccia parlare. Al contrario sono visibilmente sostenuti dalla volontà politica e presi sul serio dai media… Per cui la domanda è quella iniziale: chi li sta facendo parlare? Chi è l’orchestratore di questa merdosa pantomima?

Scaramacai

La vera mafia è quella che uccide senza aver bisogno neppure di sparare. Uccide impedendo alla gente di crescere e all’individuo “normale” di realizzarsi, peggio se liberamente. In modo visibile e addirittura dichiarato è schierata contro lo sviluppo. Lo demonizza con i più svariati sistemi, direttamente e indirettamente, attraverso campagne mediatiche e pseudo scientifiche, che hanno la sola scientificità dell’oscuro interesse che perseguono e l’appoggio di giornalisti e pensatoi che scambiano per scienza anche la fantasia… L’obiettivo maggiore e gli obiettivi intermedi vanno oltre la durata di una sola vita e mirano solo al controllo planetario della società con l’aiuto della globalizzazione (fenomeno ineluttabile) che diviene mondializzazione. Solo una serie di manager ammessi nella cerchia “che conta” guiderebbe la società secondo tale disegno. Tutto sotto un unico controllo. Temete soprattutto un’espressione: “nuovo ordine mondiale”. Squalificate chiunque lo propugni, indipendentemente da chi egli sia. La politica italiana, se guardata come fosse autonoma, rispetto all’intero problema è un bazzecola. L’Italia da molti anni – in politica – non inventa proprio nulla. La sola libertà riconosciuta al potere politico è quella di aumentare agli addetti stipendi e benefit: è il premio per non pensare. La politica italiana ha rinunziato volontariamente – con le brevi parentesi, ampiamente perseguite,  che è facile (qualche no, qualche passo) individuare – ad avere un cervello.

Non vogliamo essere eccessivi, ma ricordiamo che il male è abilissimo a travestirsi da bene, che il diavolo di nasconde persino presso i confessionali, si veste con i panni del benefattore e del moralista. Ne stiamo avendo l’esempio proprio in Sicilia con le recenti incriminazioni di magistrati, moralisti, antimafia. Poi c’è – anche a livello nazionale e internazionale – chi infanga o, addirittura, incrimina gli innocenti e gli eroi. La crocefissione che cambiò la storia e persino il calendario resta anche come un simbolo nel testimoniare il più proditorio “errore” giudiziario d’ogni tempo…

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