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La grandezza di Trump uomo di pace

Trump e Putin dialogano in poltrona. Lo sguardo d'intesa è quasi affettuoso. Sono due uomini intelligenti...

E’ notevole la soddisfazione nell’assistere ai successi di Donald Trump, soprattutto se mirati alla collaborazione e alla pacificazione fra i popoli.

Col coreano Kim Jong-un realizzata un'intesa "impossibile"...

Col coreano Kim Jong-un realizzata un’intesa “impossibile” e persino Nord – Sud Corea fanno la pace…

In barba ai detrattori e a quelli che vedevano un uomo di destra come un pericolo o si facevano fuorviare da certi atteggiamenti “pittoreschi” del personaggio, scrivemmo parole di valore storiche a 24 ore dal voto americano: “…domani Trump sarà eletto e scoppierà la pace“.

Credevamo in Donald Trump e credevamo in ciò che sapevamo della “mentalità di destra“: poca o niente voglia di far guerra ma voglia di concludere accordi di collaborazione per …crescere.

Sta andando così… Mentre molti soffiavano sul fuoco che vedevano già covare se non acceso, mentre molti gridavano allo scandalo, cogliendo dichiarazioni un po’ “forti” cui Trump era abituato, due evidenze si facevano avanti: i fatti parlavano di un Trump molto meno aggressivo di quello della campagna elettorale (ma eran più i torti attribuitigli, già allora che non la realtà) e, inoltre, Trump non era un matto, non era uno stupido (ma avrebbe mai potuto esserlo avendo già conquistato tanti traguardi?), bensì un presidente che “governava”. Niente di scandaloso, niente di mai visto…

Certo, qualche opinione contro corrente, anche decisamente tale…

Peggio facevano i suoi oscuri oppositori, da cercare in quello che The Donald stesso aveva indicato temerariamente come “il fango di Washington“…

Con Rudolph Giuliani un'intesa che parla anche italiano.

Con Rudolph Giuliani un’intesa che parla anche italiano.

Da qui l’accusa di essere, nientemeno che dalla parte dei russi. Ma è mai possibile? Una colpa cercare rapporti pacifici con Putin? Una colpa trattare, come fece Federico II al tempo delle crociate, quando spiegò ai “musulmani” che l’interesse dei cristiani era solo di poter visitare il Santo Sepolcro. Dopo aver promesso ad almeno tre papi di combattere una nuova crociata e avendo intenzione di non essere da meno di suo nonno Federico Barbarossa e suo padre Enrico VI e dopo essere, invece, tacciato dai papi di vigliaccheria. Anche allora il colmo era un’abitudine. Lo “Stupor mundi”, invece di fare la guerra agli infedeli, avviò trattative con il sultano d’Egitto, al-Kamil, concludendo un accordo decennale che garantì ai cristiani il possesso di Gerusalemme, Betlemme e Nazareth nonché una fascia costiera, mentre ai musulmani fu riservata a Gerusalemme l’area del tempio con la loro moschea.

Andiamo, però con ordine e mostriamo gli evidenti successi di Trump…

Anzitutto il “sottaciuto” moltiplicarsi dei posti di lavoro in America e la ripresa economica, più la “tenuta” delle borse. Questi elementi bisogna cercarli (specie il discorso lavoro) fra le righe di media poco visibili come il televideo e nelle “brevi”, magari a caratteri dubitativo…

Poi l’accordo con la Corea del Nord, dopo aver mostrato anche lui debitamente “i muscoli” come avveniva dell’altra parte…

Inoltre i colloqui con la Cina che smorzano la rivalità “muro contro muro” fra le due grandissime potenze e i due continenti, America e Asia…

Adesso l’imminente incontro con Putin probabilmente ad Helsinki.

Il 30 luglio Trump riceverà  Giuseppe Conte, neo premier italiano ed ha fatto capire che tiene in gran considerazione il ruolo dell’Italia nello scacchiere mediterraneo e nella politica delle migrazioni dal terzo mondo. Si pensi che, nonostante la sua splendida moglie Melania sia italiana d’adozione e parli benissimo l’italiano, essendo emersa sfilando in passerella a Milano, qualcuno avesse detto che era anti italiano. Il tutto perché – un altro colmo – si doveva rimpiangere Obama o il fatto che non fosse stata eletta la Clinton. Vien da ridere: Obama è stata la ennesima rovina made in America per il Mediterraneo, l’Africa e il Medioriente. La Clinton avrebbe continuato l’opera essendo stata la sua malfidata consigliera…

Con Rudolph Giuliani un'intesa che parla anche l'italiano...

Gira il mondo con un biglietto da visita d’eccezione, la moglie Melania. Nata povera, è bella e buona. Ed  anche lei parla l’italiano, ama le lasagne e la carbonara…

Ma c’è una pesante realtà storica che incombe su Trump. Qualunque sia il suo valore, che è alto, si trova a gestire il primo atto vero e proprio di un dramma che sta per coinvolgere gli Usa: la perdita definitiva della supremazia mondiale, cui tanto gli yankee – o meglio i massimi loro poteri – avevano a cuore. Europa, Asia e Africa hanno già partita vinta. Anche se non è molto visibile, si stanno organizzando – e nessuno può impedirglielo – con forme di collaborazione favorite dalla storia e dalla geografia: grandi vie di comunicazione terrestri e marine, forme intense di collaborazione, voglia di collaborare.

L’America e la politica atlantica risultano perdenti rispetto al vecchio crogiolo del Mediterraneo, attorno  al quale ruotano i tre vecchi continenti, la parte preponderante della geologica Pangea… E il Mediterraneo non parte da zero: ha già il 40% dei traffici mondiali in un’area ristrettissima che si dice superi di poco l’1% di tutti i mari. Il raddoppio del Canale di Suez e l’apertura di grandi corridoi stradali, fatti di asfalto e ferrovie, nord – sud ed est – ovest, stanno per fare il miracolo. La nuova percorribilità lungo i percorsi delle antiche “carovaniere” della seta e delle spezie fanno il miracolo.

Donald Trump – il Tycoon – ha capito la storia. Lui comincia a trattare e a difendersi dall’imminente strapotere della produzione che per lui è “oltre oceano”. E’ in una posizione per molti motivi, di debolezza: alti costi di produzione, meno diversificate merci da vendere. Al contrario, non lo capiscono i detentori dei poteri finanziari americani. Sono i nemici che, come se non bastasse, Trump deve affrontare in casa.  La loro è ormai: la “…vecchia America dei tempi di Rodolfo Valentino“.

Germano Scargiali

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