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Europa svegliati!

Chi prediamo a simbolo dell'Europa? Einstein o magari G. Verdi o i fratelli  Strauss: quanto di meraviglioso è stato pensato in Europa?Chi prediamo a simbolo dell'Europa? Einstein o magari G. Verdi o i fratelli Strauss: quanto di meraviglioso è stato pensato in Europa?

Come abbiamo scritto e ripetuto proprio in queste settimane, recuperare il senso della comune cultura europea (vedi qui stesso cronaca da Brussels di Vincenzo Lombardo)  sarebbe un must ai fini del successo dell’Unione. Questo, in Europa, è l’anno della cultura. Ma quanto lo sanno? Abbondano le “capitali della cultura” continentali e nazionali…  Per certi versi, però, sembra se ne parlasse di più mezzo secolo fa che non oggi e il paradosso è evidente…

L’UE è nata ponendosi, piuttosto, finalità economico finanziarie e politiche che non culturali. Si pensi che prese le mosse dall’Euratom e dall’Unione per il carbone e per l’acciaio… Prevale, inoltre, l’interesse per gli aspetti comuni della sanità pubblica e dell’ecologia…

La "semplice" formula del rapporto fra massa ed energia da cui parte tutta la fisica. Da qui parte Einstein...

La “semplice” formula che lega massa ed energia da cui parte tutta la fisica. Da qui si muove Albert Einstein… In una stradina di Roma, presso il Foro Traiano, si penetrano i segreti del nucleare: sono “i ragazzi di via Panisperna”, Fermi, Maiorana, Pontecorvo…

Sul piano politico, finora, assistiamo – peraltro – ad un quasi fallimento, anche se ha l’aria d’essere …provvisorio. Così, almeno, può sembrare e si spera. Sul terreno economico finanziario siamo di fronte al chiacchierato euro, che risulta forte verso l’esterno (estero), ma debole verso l’interno con risultati deleteri sul tenore di vita generale, quindi sui consumi e – per conseguenza – sullo sviluppo.

Imporre, peraltro, una politica di rigore in un momento di recessione significa auto castrarsi: non lo disse solo il pluri-citato (da noi) Maffeo Pantaleoni – padre degli economisti italiani, precursore di V.Pareto – nel 1910. Ormai lo affermano oltre gli economisti per il 90% ed oltre…

Rinunziare a battere moneta per i singoli stati, a favore di uno stato che in pratica non esiste, perché non è coeso, non ha concreti interessi comuni, ma si abbandona alla diffidenza e alle tradizionali rivalità interne, è un’ulteriore sorta di follia. Anche perché si è “tradita” gran parte della logica keynesiana che aveva funzionato benissimo ed aveva “traghettata” l’Europa lontano dalla fame  diffusa descritta da C. Dickens, V. Hugo, ma anche da Manzoni e scrittori più recenti come De Amicis Carlo Levi etc. Secondo gli ultimi premi Nobel dell’economia, l’euro è …una patacca! Concordi: Paul Krugman, Milton Friedman, Joseph Stigliz, Amartya Sen.

Pochi europei sono soddisfatti di “questa” Unione… Gli aspetti della sanità pubblica e quelli che riguardano la gestione della medicina, della salute, della condizione fisica, della procreazione, della stessa vita sono oggetto di conflitti fra gli stati…

Ed eccoci alla cultura. E’ questo il tema attorno al quale l’Europa dovrebbe rafforzarsi internamente, mentre è già fortissima verso l’esterno: tutti guardano all’Europa come al primo riferimento culturale al mondo. Tutti vogliono sembrare europei, americani compresi: vestono all’europea, ammirano la cultura europea, il pensiero, la letteratura, la musica, le arti figurative… Sono tutte espressioni legate insieme e agganciate all’evolversi della civiltà, delle idee, della vera e propria filosofia. Processi che hanno avuto scaturigine in Europa e che sono stati esportati nel mondo come tali… La moda e l’European way of life dettano legge.

Non sembra che l’Europa se ne renda conto abbastanza e che coltivi tale primato. La più vistosa iniziativa comune in proposito è l’Erasmus: troppo poco, anche se può rappresentare un seguito e un omaggio alla nascita delle antiche università. Essa avvenne ad opera, sottolineiamolo, della chiesa cattolica: prime materie teologia e diritto …dal Corpus iuris civilis Iustinianei. Un’unità che stava nascendo nel Rinascimento, sulle ali della religione di Roma e del diritto romano e che Lutero e Calvino danneggiarono fortemente, creandovi un frattura e seminano la discontinuità… Se c’è stato anche un ritorno, è stato marginale. Ma i trattati europei e lo stesso statuto, non solo non riconoscono la matrice …cattolica, ma neppure accennano a quella cristiana. Inoltre, non fanno menzione dello sport, fenomeno tanto importante sul piano sociale, su quello ludico e della salute fisica e mentale. Come se non bastasse lo sport è un cemento immateriale, ma di gran valore sul terreno della pace, della conoscenza e della comprensione fra i popoli, oltre che un incentivo al volano del turismo. E il turismo porta alla reciproca conoscenza…

L’UE dimentica o sembra non conoscere le verità più banali: se Massimo D’Azeglio si espresse con il suo ben noto “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”, perché non si pensa – seriamente – a fare gli europei? Ad applicare all’Europa una massima vecchia di un secolo e mezzo?

Un'immagine suggestiva e simbolica:il cielo ruota attorno alla stella polare con la "camera" ad obiettivo aperto per tutta la notte. L'effetto è dovuto alla roitazione terrestre,mapuò essere un simbolo: non esiste unalinea retta e nullasta fermo nell'universo. A capirolo hanno contribuito Archimede, Galilei, Newton, Einstein...

Un’immagine suggestiva e simbolica: il cielo ruota attorno alla stella polare con la “camera” ad obiettivo aperto per tutta la notte. L’effetto meramente fotografico è dovuto alla rotazione terrestre, ma diventa un simbolo: non esiste una linea retta e nulla sta fermo nell’universo. A spiegarlo al mondo hanno contribuito in Europa Archimede, Galilei, Newton, Einstein…

Per il resto, come annotiamo spesso, dobbiamo soprattutto chiarire come l’Europa sia il continente di Dante, Petrarca e Boccaccio, ma anche di Milton e Shakespeare. In tempi più vicini, di Pirandello e Ibsen…  Ma c’è molto dell’altro… Fino alla scienza di Galilei, Newton e poi di mille altri da Röntgen, Pasteur, Fleming, fino a Marconi, Fermi ed allo stesso Einstein… Per non parlare della musica: dall’Italia all’Austria, alla Germania, alla Russia…. Tutt’oggi nell’ambito scientifico della ricerca vera e propria l’Europa non è seconda a nessuno. Ma  non lo è neppure in quanto a tecnologia applicata all’industria e all’agricoltura. Specie se si considera Europa anche la nominata Russia, che è molto più europea di quanto non si sia detto da cento anni a questa parte…

Ma sia chiaro un elemento del discorso: ciò che più fa la differenza è la cultura umanistica e tecnologica diffusa a livello socio civile. Cioè l’incidenza numerica di individui colti e preparati rispetto all’insieme della popolazione. Per quanto qui siamo fra i primi a lamentare l’ignoranza, che dilaga anche in Italia, la cultura generalizzata è certamente superiore in Europa che altrove. Fino a 100 anni fa l’Europa non immaginava quali fossero l’organizzazione della produzione e gli studi di marketing (figlio della sociologia) oltre oceano. Oggi questo particolare gap è stato colmato. Le industrie più efficienti,anche in fatto di produzione a catena e robotizzazione, sonoin Giappone, Germania, Italia…

La verità nuda e cruda è che, se l’Europa disponesse delle materie prime dell’Africa (se ne avesse disposto negli ultimo 100 anni, cioè a partire dal primo “scacco” subito da parte dell’America già con la prima guerra) nessuno potrebbe neppure dubitare che l’UE sarebbe di gran lunga la prima potenza mondiale. Più di misura, lo è ugualmente. Si può dire che, come anche l’Italia, l’intero continente meriterebbe una politica di gran lunga migliore.

Che cosa aspetta, insomma, l’Europa? Che cosa aspetta l’UE a farsi viva? Ad uscire dal guscio?

Germano Scargiali

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