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SPECIALE LOCARNO #71: DAY-5 L’ultima Volta Di Carlo Chatrian Alla Guida Del Festival

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Da Locarno Luigi Noera (le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Locarno)

Con un commiato nello stile del Festival più popolare del Vecchio Continente così esordisce Carlo Chatrian nel  suo Love Letters Locarno71:

“Vorrei collocare questa edizione all’insegna dell’umanesimo. Mettere al centro del programma l’uomo può apparire scontato; tuttavia mi pare che mai come in quest’epoca le persone abbiano paura di guardare in faccia al prossimo. Si preferisce abbassare lo sguardo, farlo cadere su un piccolo monitor che non ci abbandona mai e che, come una coperta di Linus, ci copre il volto. Allora lo schermo del cinema, così grande da non poter essere evitato, acquista un nuovo ruolo. Il cinema, quella sala dove la dimensione collettiva è imprescindibile, diventa il luogo in cui il volto del prossimo ci guarda. E ci pone domande che non sono più eludibili. L’idea di rivendicare l’importanza e la dignità dell’uomo, di affermare – come fanno le gocce che pitturano il manifesto di quest’anno – che ogni uomo è unico, prezioso e insostituibile, è rilanciata da una celebrazione che Locarno ha deciso di accogliere: i settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, organizzata in collaborazione con le Nazioni Unite. Pensare che il Festival abbia la stessa età di questa “carta”, così semplice ed essenziale, stimola e inorgoglisce. Registi sperimentati come Hong Sang-soo e le giovani voci del concorso Cineasti del presente ci dicono che i film in fondo non sono altro che lettere d’amore. Come in una lettera, dove la distanza che separa destinatario e mittente permette l’uso di espressioni che pronunciate direttamente avrebbero un sapore diverso, così la macchina da presa può diventare un filtro capace di proteggere e di offrire maggior libertà a chi la usa. La libertà di dire parole altrimenti svuotate di senso. Libertà di guardare senza fraintendimenti l’uomo o la donna che ci sta di fronte.”

Abbiamo voluto dare ampio spazio alla Direzione Artistica che dal 12 agosto è proiettata a imbastire le nuove trame della Berlinale!

La 71ma edizione di Locarno presenta molte sorprese a cominciare dalle giurie:

Nel Concorso internazionale è Presidente: Jia Zhang-ke, Cineasta (Cina) coadiuvato da: Emmanuel Carrère, Scrittore (Francia), Sean Baker, Cineasta (Stati Uniti), Tizza Covi, Cineasta (Italia/Austria) e la nostra preferita Isabella Ragonese, Attrice (Italia)

Mentre la giuria del Concorso Cineasti del presente ha come Presidente: Andrei Ujică, Cineasta (Romania), coadiuvato da Ben Rivers, Cineasta (Gran Bretagna), Lætitia Dosch, Attrice (Svizzera/Francia).

La giuria dei Pardi di domani, Presidente: Yann Gonzalez, Cineasta (Francia), coadiuvato da Deepak Rauniyar, Cineasta (Nepal) e Marta Mateus, Cineasta (Portogallo).

Passiamo adesso alla carrellata dei film selezionati con un notevole contributo di Francia e America.

A Piazza Grande 17 lungometraggi e 1 cortometraggio di cui 9 prime mondiali saranno proiettati nella sala cinematografica all’aperto che riunisce ogni sera fino a 8’000 spettatori.

Invece nel Concorso internazionale 15 lungometraggi, di cui 13 in prima mondiale, in competizione per il Pardo d’oro. Nel Concorso Cineasti del presente, concorso di Locarno dedicato alla scoperta, comprende 16 fra opere prime e seconde, di cui 13 in prima mondiale. In Signs of Life,  la sezione che indaga i territori di frontiera del cinema, tra nuove forme narrative e innovazione del linguaggio, comprende 7 lungometraggi e 7 cortometraggi di cui 13 in prima mondiale. Sempre in competizione Pardi di domani che sono due concorsi, uno dedicato ai cortometraggi svizzeri e un secondo internazionale, che contano 36 prime mondiali.

Mentre Fuori Concorso nello Spazio aperto alle opere di maestri del cinema e registi di rilievo internazionale Histoire(s) du cinéma La storia del cinema attraverso i protagonisti di Locarno71 di cui vi riferiamo in seguito.  Quest’anno la Retrospettiva è dedicata a Leo McCarey (1898-1969) con 109 opere dell’autore. Infine Open Doors, Sezione volta a promuovere e valorizzare il cinema indipendente nel sud e nell’est del mondo, conclude quest’anno il suo percorso di ricerca attraverso le cinematografie dell’Asia del Sud.

Sono tanti riconoscimenti a cineasti che Locarno vuole festeggiare:

Premio Raimondo Rezzonico 2018 al produttore statunitense Ted Hope che viene così commentato da Carlo Chatrian, Direttore artistico del Locarno Festival: “In un panorama segnato dal peso crescente delle strategie di marketing e comunicazione, Ted Hope incarna una figura di riferimento per quanti considerano il cinema un veicolo per far sentire voci originali e non omologate. Tanto semplice nel suo modo di presentarsi quanto sicuro nelle sue scelte produttive, in trent’anni di attività come produttore indipendente o nel team di Amazon Studios, Ted Hope non ha cambiato il suo rapporto con i registi e con i film che sostiene.

Ma il Festival di Locarno omaggia anche i fratelli Taviani  ricordando Vittorio, scomparso lo scorso aprile. Paolo Taviani, il regista e sceneggiatore italiano, sarà ospite in Piazza Grande. L’omaggio sarà accompagnato dalla proiezione della versione restaurata del film Good morning Babilonia (1987) realizzata dalla Cineteca nazionale (CSC) e dall’Istituto Luce-Cinecittà.

Locarno omaggia  anche Kyle Cooper con il Vision Award Ticinomoda, riconoscimento dedicato a coloro che con il proprio talento hanno saputo creare nuove  prospettive nel mondo del cinema. Il regista e graphic designer statunitense sarà ospite in Piazza Grande domenica 5 agosto e l’omaggio sarà accompagnato dalla proiezione del film Se7en.

Infine il Leopard Club Award 2018 va a Meg Ryan, premio che le sarà consegnato venerdì 3 agosto in Piazza Grande. L’omaggio di Locarno a Meg Ryan sarà accompagnato dalla proiezione del film In the Cut e da un incontro dell’attrice con il pubblico del Festival.

Passiamo adesso ai film selezionati per questa edizione n. 71 tra i quali spiccano i cineasti italiani:

Nella sezione Piazza Grande – Premio del Pubblico sono due i cineasti che ci rappresentano, L’OSPITE di Duccio Chiarini in Prima mondiale e UN NEMICO CHE TI VUOLE BENE di Denis Rabaglia, sempre in Prima mondiale

Nel Concorso internazionale invece MENOCCHIO di Alberto Fasulo Italia/Romania – 2018 – 103’con Marcello Martini Prima mondiale.

In Concorso a Cineasti del presente LIKEMEBACK di Leonardo Guerra Seràgnoli in Prima mondiale.

Ai Pardi di domani (Concorso internazionale) FRASE D’ARME di Federico Di Corato – Italia/Francia – 2018 – 30’

Mentre in Signs of Life il film DULCINEA di Luca Ferri Italia – 2018 – in Prima mondiale

Fuori concorso due titoli di altrettanti promettenti cineasti: MY HOME, IN LIBYA di Martina Melilli in Prima mondiale, opera prima e SEMBRA MIO FIGLIO di Costanza Quatriglio sempre in Prima mondiale

Accanto alla selezione ufficiale siamo curiosi cosa ci riserva la Settimana della Critica Ticinese sempre attenta ai nuovi talenti.

Leggi l’articolo completo di Luigi Noera

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