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Governo Musumeci: i 3 “piani” su inquinamento e dissesto idrogeologico

Nello Musumeci vuol dimostrare di mantenere le promesse espresse con ...diventerà bellissima.Nello Musumeci vuol dimostrare di mantenere le promesse espresse con ...diventerà bellissima.

La Regione siciliana entra nel vivo dei problemi di Territorio e Ambiente. Il governo Musumeci, rappresentato dallo stesso presidente e dall’assessore competente Totò Cordaro, ha annunciato alla stampa (2 agosto 2018), nella sala riunioni di Palazzo Orlans, di aver appena varato il Piano di tutela della qualità dell’aria, il Piano di mitigazione per l’inquinamento acustico, anche detto Piano del rumore e il Piano per le alluvioni. Tali provvedimenti e relative azioni rientrano nella pianificazione ambientale richiesta dall’Unione Europea alla Sicilia, soggetta a infrazioni per i ritardi accumulati negli anni… Nel condannare l’inerzia degli ultimi governi su tali temi Musumeci è stato molto chiaro, ribadendo che non ha trovato in nessuna delle tre materie un lavoro iniziato…

Il piano di tutela della qualità dell’aria e quello per le alluvioni, oltre che approvati dalla Giunta regionale, sono stati inviati al Ministero dell’Ambiente per l’approvazione in Consiglio dei Ministri, mentre il Piano del rumore è stato approvato dalle amministrazioni di Palermo, Catania, Messina e Siracusa e inviato al ministero dell’Ambiente dall’assessorato al Territorio.

“La tutela dell’ambiente e del territorio – ha affermato Musumeci – è tra i nostri obiettivi prioritari”.

Il governatore ha, quindi, presentato gli strumenti col direttore generale del dipartimento Territorio e Ambiente, Giuseppe Battaglia, e col direttore tecnico dell’Arpa Vincenzo Infantino. “Da sempre – ha ribadito Musumeci – soffriamo di carenza di strumenti per la pianificazione ambientale. Essa è stata evidente e grave e non si può intervenire su questo fronte se non si possiede un’adeguata conoscenza del territorio… Neppure la legislazione nazionale – ha proseguito il presidente – è stata abbondante… Solo negli ultimi 10 o15 anni alcuni provvedimenti di legge hanno imposto alle regioni di attrezzarsi. Ma la Sicilia non lo ha fatto. Il Dipartimento competente, in collaborazione con l’Arpa, cui va il mio compiacimento, hanno varato adesso in soli sette mesi tutti e tre gli strumenti di pianificazione che sono stati deliberati dalla giunta e trasmessi al ministro dell’Ambiente Sergio Costa con il quale l’assessore Toto Cordaro ha avuto un lungo e proficuo colloquio”.

In concreto è l’inquinamento atmosferico (aria) il più temuto su vasta scala. Gas nocivi e polveri sottili. Si prevede di lavorare su una migliore viabilità, sulla stessa qualità delle strade, sull’ efficienza dei mezzi pubblici e sull’elettrificazione. Per quanto riguarda l’inquinamento acustico si pensa all’adozione progressiva di “asfalto fono assorbente”.

Ma, forse, occorrerebbe – osserviamo noi – che a livello generale (UE) ci si accorga di quali grani fastidi provengano dagli antifurti sonori…

“Il ministro Costa – ha comunicato negli ultimi minuti Musumeci – ha accolto l’invito del governo regionale a visitare la Sicilia  per la prima volta nella sua qualità. Gli faremo conoscere, quindi, alcune realtà dell’Isola e gli presenteremo il programma delle iniziative realizzate sul fronte dei rifiuti”.

“L’inquinamento dell’aria, da rumore, e il rischio alluvioni e relativo dissesto idrogeologico – ha chiarito Musumeci –  sono questioni di carattere strategico per una opportuna politica di previsione e prevenzione del rischio in Sicilia. Il territorio è stato danneggiato in questi trenta o quarant’anni, molte persone hanno anche perso la vita a causa di questa dissennata politica irresponsabile e criminale. Guarderemo al futuro, partendo dal danno oggi rilevabile. Ciò che è mancato è stata sinora la pianificazione”.

Poi Musumeci ha indicato quali siano le aree ad elevato rischio ambientale individuate dal suo governo…

“Adesso – ha affermato – i nostri altri obiettivi sono le misure atte a contrastare i problemi creatisi nelle aree ad elevato rischi di crisi ambientale come Pace del Mela, nel Messinese, nell’area di Siracusa e in quella dove ci sono dati allarmanti. In particolare, nel gelese, la Regione siciliana ha sottoscritto il piano di riqualificazione ambientale che dispone di 15 milioni del governo centrale e 10 del governo regionale…”

Il governatore tiene molto all'azione di Cordaro a Territorio e Ambiente...

Il governatore dichiara di tenere molto all’azione di Cordaro a Territorio e Ambiente.

La parola è passata, poi, all’On.le Totò Cordaro…

“Il piano di tutela della qualità dell’aria – ha detto l’Assessore a Territorio e Ambiente – avrebbe dovuto obbedire ad una direttiva dell’Unione europea del 2008, recepita con decreto legislativo nel 2010. Il piano rumore ad una direttiva del 2002, recepita con decreto legislativo del 2005, e il piano alluvioni ad una direttiva del 2007, recepita con decreto legislativo del 2010. Tali piani sono un passo avanti fondamentale per la nostra Isola, esposta tanti rischi e invertono la tendenza rispetto alla totale carenza di una strategia in materia. Ci accingiamo frattanto al Piano delle aree a elevato rischio ambientale. Ci pensiamo già, perché anche qui la Sicilia viaggia in ammissibile impasse”.

Come si finanzieranno tali “piani”?

“Tutti con i fondi europei – precisa Musumeci – che sono disponibili già da oltre 10 anni e chi schiavano di andare, ormai, perduti…”

Nello Musumeci, che sottolinea di rivolgersi “a colleghi”, essendo anche lui scritto all’Ordine sin da giovane età ed avendo svolto in tal senso la sua prima attività lavorativa, guarda spesso all’orologio a fine conferenza, rimarcando l’impegno alla puntualità ed alla brevità… Forme di gentile e gradita accortezza – precisiamo noi – che erano stati dimenticati nel corso delle legislature di Lombardo e Crocetta…

(Dichiarazioni raccolte e commentate da Germano Scargiali)

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