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Tutti a scuola! Bella o brutta che sia

Lasciate in anticipo le gioie del mare e dei monti, piccoli e grandi tornano nelle "nude stanze, fredde e squallide nell'ora di studiar", come cantava un vecchio inno universitario...Lasciate in anticipo le gioie del mare e dei monti, piccoli e grandi tornano nelle "nude stanze, fredde e squallide nell'ora di studiar", come cantava un vecchio inno universitario...

La “scuola colabrodo” fa la severa sulle date: Nell’Italia in cui l’assurdo è la regola e la logica un optional, l’inizio della scuola – anticipato di anno in anno – strappa i ragazzi dal mare e, con il sale sulla pelle, li chiude alla svelta nelle classi anguste e insicure dell nostre scuole…

Al mare o ai monti, anche senza volerlo, facevano attività fisica. In una parola: sport. E’ ciò che “latita” ormai nella Penisola, con grave danno per la salute pubblica – le coronarie, la qualità della vita – e per i risultati agonistici. Perdiamo sempre di più, non fosse per i saltuari successi della Ferrari che èsport quasi quanto il bridge…

Fra i malcapitati che da anni non iniziano la scuola ad ottobre, come avveniva un tempo, cioè per i primi cento anni d’Unità nazionale, bensì a settembre, vi sono i docenti, accusati di far poco, di prendersi troppe vacanze etc. Forse questa considerazione non è stata di poco conto: certo! Quanto costa al governo, visto che il personale “docente e non docente” è già pagato? Nulla! Anche se i relativi stipendi sono i più bassi d’Europa e fra i più scarsi del mondo civile…

E’ la grettezza borghese italiana – la peggior caratteristica nazionale – che si fa viva. Essa si manifesta negli atteggiamenti del fisco, della previdenza, dell’assistenza ai disabili, ad onta di tutti i buoni e demagogici propositi, di tutte le prediche, i”comizi”, le dichiarazioni d’intenti…

…Naturalmente non si considerano, per i docenti, i tempi da dedicare alla preparazione delle lezioni e alla orrezione di compiti. Un docente di lingue ha i compiti di 6 classi da correggere ogni mese, ma quello di matematica non ne ha granché di meno…

Infine, ricordo “il nostro” docente di matematica del liceo che ci faceva notare come il “professore” dovesse presentarsi sempre in piena forma in lasse, lasciare i pensieri e i malanni a casa ed essere “onnisciente”, pena le aspre critiche – a dir poco – dei suoi studenti ed oggi, più che mai, delle famiglie…

Poi vi sono gli “incarichi speciali”: coordinatore, bibliotecario, membro di commissione. L’aspetto più ridicolo è il compenso, miserrimo e …tartassato.

Dal punto di vista didattico l’errore ricorrente è di considerare la quantità delle ore e dei programmi e il numero delle materie più importanti  della qualità. L’interdisciplinarità è un’araba fenice. I registri da riempire “correttamente” con fiumi d’inchiostro (a penna nera…) rappresentano tutta la realtà concreta del sistema scolastico. Il collegio dei docenti rivaleggia da pari a pari, per qualità e contenuti, con le riunioni di condominio

Ma togliere parte dell’attività fisica che rimane ai nostri giovani e relegarli sui banchi in anticipo è il solito atto di irresponsabilità da parte dei nostri governi. Tanto più che l’educazione fisica è divenuta un fantasma, che le scuole per lo più non hanno né una palestra, né tanto meno spazi all’aperto dove far sgranchire – quantomeno – i muscoli a chi sta sempre seduto fra quaderni e pc… Lo sport è stato radiato dalle scuole della seriosa Italia… A prescindere dell’educazione allo sport, al senso sportivo, alla conoscenza del mare e della montagna che sono – in Italia – del tutto latitanti.

E dire che Marco Brusetti, attuale ministro della pubblica istruzione – che dico,del Miur – è laureato in Scienze e Tecniche delle attività motorie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: un professore di educazione fisica… Ci sarebbe da attenersi più sensibilità. In Italia, però, acquisire professionalità equivale spesso a dimenticare la ragione…

Il risultato della pratica abolizione degli ottimi campionati studenteschi di alcune decine d’anni or sono e della riduzione a una farsa delle ore di ginnastica hanno comportato che ai mondiali di atletica leggera e di altre grandi competizioni gli azzurri siano rimasti senza medaglie: meno della piccola Svizzera e della “povera” Grecia. Per non parlare della Spagna che da un po’ ci surclassa. Il peggio è che non possiamo certo vantarci di avere un popolo di sportivi non agonisti come i paesi scandinavi.

I soli successi si ottengono da anni grazie ad iniziative isolate, da parte di campioni autodidatti o quasi, singoli atleti o che praticano lo sport da soli o “per famiglie”, finché dura: la propensione degli italiani per lo sport agonistico è fortissima da sempre… Si pensi alla famiglia di Aldo Montano, ai Di Biasi ed ai Cagnotto nei tuffi, ai fratelli Abbagnale che modificarono la “remata”, insegnando una nuova tecnica al mondo intero. La sensibilità della scuola in fatto di sport potrebbe fare tantissimo e qualcosa faceva in passato. Ma si va verso il peggio…

Dopo la vittoria vengono i campioni ricevuti dal presidente di turno e poi può capitare che uno schermidore “oro olimpico” come Aldo Montano non possa neppure esercitare l’attività di istruttore per non aver conseguito l’apposito brevetto, che – però – può trovarsi in mano a chi non ha mai “tirato” di scherma seriamente.

Sono i non sensi – ripetiamo – della scuola e dello sport italiani. Tutto ciò è ancora più assurdo per un popolo di artisti, pensatori, ma anche di agonisti e atleti che hanno riempito la storia…

Del resto, se ci può consolare, in America si dice che un diplomato rischi di non saper leggere il proprio diploma.

Un’ultima nota: le diminuite vacanze sono sempre un colpo per le località turistiche  relativi imprenditori d’ogni livello. E dire che l’Italia dovrebbe potenziare le sue capacità d’accoglienza  partire al turismo di prossimità (cioè degli stessi italiani in Italia) fa certamente parte delle possibilità di potenziamento. Il problema è che le decisioni politiche vengono prese con superficialità e approssimazione, senza considerare né i vari aspetti del problema, né le conseguenze in giro per i fatidici 360 gradi. La maggior parte di chi governa è formata – del resto – da persone che non hanno mai vissuto direttamente nella realtà civile, nel mono del lavoro e soprattutto della produzione…

Scaramacai

 

Nota. Rashomon è il famoso film (anni ’50) diretto da Akira Kurosawa: la verità su un episodio di stupro, complicato dalla presenza del marito offeso,  viene esposta secondo la versione di più testimoni. Il film neppure allude a quale sia stata la verità…

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Poche assunzioni in Sicilia

Frattanto la Flc Cgil Sicilia avverte: poche immissioni in ruolo in Sicilia, pochissimi gli Ata.

Agosto 2018 – “Quest’anno verrà immesso in ruolo – avverte in un comunicato Graziamaria Pistorino, segretaria regionale della Flc Cgil – soltanto il 50% del personale Ata (Ausiliari, tecnici e amministrativi) necessario alle scuole siciliane. Una decisione grave che mortifica le legittime aspettative di migliaia di lavoratori precari, perpetuando le loro condizioni di instabilità. Anche tra i docenti mancano all’appello circa 100 immissioni”.

“In termini assoluti – prosegue la sindacalista siciliana – si tratta di 8.744 assunzioni Ata su una disponibilità di organico pari a 16.911 posti, che verranno attinte dalle graduatorie provinciali ad esaurimento. Mentre per quanto riguarda i docenti le immissioni saranno 2.145 su 2.217 posti comuni disponibili e 261 su 266 quelle relative al sostegno. Quest’ultime verranno effettuate entro il 10 agosto per gli insegnanti delle graduatorie di merito ed entro il 14 per quelli inseriti nelle graduatorie ad esaurimento”.

“Riteniamo che in una Regione come la Sicilia – conclude Pistorino – che vive il dramma dello spopolamento di giovani, studenti universitari e lavoratori, come è stato evidenziato dal recente Rapporto della Svimez, sia indispensabile un forte investimento sulla scuola per invertire questa tendenza. La scuola, infatti, è uno dei principali fattori per il riscatto personale e professionale dei cittadini, capace di dare più opportunità di lavoro e di crescita”.

“È quindi indispensabile – conclude la sindacalista – pianificare tale investimento in funzione dell’ampliamento degli organici per il tempo pieno e della stabilizzazione dei posti di sostegno in deroga, che in Sicilia superano le 7.000 unità, al fine di garantire la continuità didattica per gli alunni in situazioni di handicap”.

 

 

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