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Ideologia e mentalità ideologica

Francesco Bacone fu nemico dei pregiudizi ed elaborò una teoria su di essi. Un'ideologia è un grave limite del pensiero quando assume la forma del pregiudizio. Talvolta detta una serie di pregiudizi. C'è, infine, un ...modo ideologico di ragionare. E' questo, secondo il nostro articolo, il male più grave: crollata un'ideologia, si può continuare a ragionare in termini ideologici...Francesco Bacone fu nemico dei pregiudizi ed elaborò una teoria su di essi. Un'ideologia è un grave limite del pensiero quando assume la forma del pregiudizio. Talvolta detta una serie di pregiudizi. C'è, infine, un ...modo ideologico di ragionare. E' questo, secondo il nostro articolo, il male più grave: crollata un'ideologia, si può continuare a ragionare in termini ideologici...

Più grave dell’ideologia è la “mentalità ideologica”. Infatti, oggi l’ideologia in sé – per esempio quella socialcomunista – si può ben attenuare. Se ne può mantenere, però, la forma mentis, l’approccio ai problemi…

In che cosa consiste questo grave limite del pensiero? Potremmo chiamarla “tabe ideologica”. Consiste nell’accogliere ogni propria scelta – o almeno quelle considerate più importanti – inquadrandola in uno schema da cui non uscire, una sorta di strada sicura, che non abbia vie traverse da cui possano venir fuori sorprese…

Un’idea diventa una convinzione, diventa certa, immutabile anelastica. “Deve” divenire tale, per essere accettata e credibile. Allora si dota di una bandiera e …guai a metterla in dubbio. La persona davanti a chi la contraddice giunge a reagire somaticamente: la vedi portare le due mani a turare le orecchie e a socchiudere gli occhi… Chi non la condivide non è solo da contraddire, non è neppure da condannare: non ha diritto di cittadinanza. Al limite, diritto d’esistere

Dite la verità: conosciamo bene tali atteggiamenti… La verità ideologica può riguardare qualunque cosa. Persino la cattiva qualità del prosciutto cotto. Ma certo la veneficità degli involucri Pet. Figuriamoci che cosa avviene riguardo concetti più …sofisticati.

Speriamo di aver fornito un quadro abbastanza chiaro. Tutto ciò è peggiore del marxismo. Esso consisteva nel dare fiducia ad una o più previsioni di C. Marx che, in realtà, avevano – poi – la sola scientificità della sua fantasia…

Ebbene oggi siamo quasi aggrediti da verità “scientifiche”, o meglio, presentate come tali, le quali non sono di primo livello, ma cosiddette di secondo o terzo livello o peggio. Sono soltanto “ipotesi” scientifiche che non hanno certezza ma semplici margini di plausibilità.

Contro tali “fantasmi”, molto simili alle “eidola” di Francis Bacon (latinamente Francesco Bacone), ci si potrebbe oggi facilmente orientarsi guardando le cifre, osservando attentamente i dati di partenza (un errore in questi fa saltare tutto il ragionamento) e, infine, la logica del discorso: se contiene dei salti… Ricordiamo i versi di Dante: o insensate cure dei mortali, quanto son difettosi i sillogismi,  quei che ti fanno in basso batter l’ali…

Quando il liceo era liceo, si diceva che alla maturità lo studente dovesse saper riconoscere il sofisma nel ragionamento. Spesso ce lo insegna in altra forma “la strada”, ma non sempre…

Tornando all’oggi, chi ha meno oscuri tali concetti si accorge come determinate correnti politiche abbiano ereditato dalla cosiddetta “mentalità di sinistra” questa …tabe ideologica. Essa si è già nutrita dell’ideologia marxista, caratterizzata da un generico buonismo, dal giustizialismo, dalla visione di un alto traguardo morale, sociale e civile (che ogni persona sensata desidera si ottenga) a portata di mano (basta volerlo, basterebbero pochi correttivi…), come ritennero in passato Platone, gli illuministi e la Rivoluzione Francese. Si pensi a coloro che – come J.J. Rousseau – ritenevano che lo stato naturale non avesse nulla di ferino, ma fosse quello ideale…

Al contrario, Tommaso Hobbes ammoniva che nello stato primordiale si potesse sintetizzare il rapporto tra gli uomini con le parole “homo homini lupus” che egli riprende dall’Asinara di Plauto. Ugo Foscolo (I sepolcri) in quello che sembra un secondo inizio del suo storico “carme”, avverte con molta incisività: “Dal dì che nozze e tribunali ed are diero alle umane belve esser pietose…”

Vogliamo solo indicare in generale l’intero fenomeno: la mentalità ideologica è più che mai “in mezzo a noi“. E’ una grave malattia della società, forse la più grave.

E’ diventato sempre più frequente citare i libri sacri quando si parla di filosofia, cioè di studio e storia del pensiero umano. Forse ci si accorge di quanto sia importante, quando il messaggio evangelico sostituisce il concetto di interiorità, suggerito vigorosamente dalla legge divina, a quello di esteriorità, cui inevitabilmente è legata la legge umana. E’ un modo per imparare ad approfondire, ad entrare il più possibile dentro ogni tema, ogni problema, andando ai particolari, ma anche sorprendentemente …al sodo.

Il cuore della religione cristiana risiede nella “lotta contro il male“, che si presenta in natura nei più svariati aspetti, quasi sempre subdoli. Contro le manifestazioni del male, l’umanità ha perfezionato nel corso degli anni – contrariamente a quanto riteneva Rousseau – una serie stringente di rimedi generici e specifici e prosegue lungo questa strada. La strada non è breve. Il cosmo non è perfetto, come ritenevano Parmenide, Platone, Scoto Eriugena, gli illuministi… Non è prevedibile, come riteneva Hegel, né facilmente perfettibile quanto riteneva la sinistra hegeliana (a parte Marx, si pensi alle fastidiose impertinenze di Feuerbach). E’un libro difficile da leggere che l’umanità sfoglia con attenzione ed umiltà dall’inizio dei tempi.

Germano Scargiali

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Troviamo una spiegazione abbastanza chiara del pensiero sugli Eidola di Francesco Bacone, firmato Beatrice Bonelli e lo pubblichiamo, citando l’autrice.

…Gli idòla baconiani risalgono a quattrocento anni fa, ma magari, dedicandogli più attenzione, possiamo accorgerci che potrebbero anche applicarsi alla realtà odierna. Quante volte, negli ultimi tempi, sentiamo parlare di pregiudizi? Pregiudizi che si possono verificare per questioni di razzismo, pregiudizi che si possono verificare a scuola da parte di un professore nei confronti di un alunno, pregiudizi, addirittura, tra uomo e donna. Insomma, i pregiudizi sono diventati parte integrante della nostra vita, nel bene e nel male. Bacone, nel Seicento, affermava che esistevano degli errori e dei pregiudizi, chiamati appunto idòla, che celano all’uomo il vero sapere e non gli consentono una reale concezione della natura. Divide inoltre questi enti in quattro categorie:

  • Idòla tribus: pregiudizi che sono nati dalla natura stessa e che affliggono tutti gli uomini (ovvero tutta la “tribus”). Bacone afferma che tutti gli uomini indistintamente tendono a semplificare la complessità della realtà, a cercare una finalità nella natura e a concepirla solo in funzione dell’uomo, ad affidarsi all’esperienza sensibile.
  • Idòla specuspregiudizi che derivano e dipendono dalla sua educazione, dal suo stato sociale ed economico e dalle sue abitudini. Sono quindi personali, propri di ciascun individuo.
  • Idòla fori: pregiudizi derivanti dai rapporti fra gli individui e dal linguaggio con cui si comunica. Le parole alle volte significano più cose di quante se ne vorrebbe dire, altre volte sono troppo poco significanti, e pertanto comportano possibili errori d’interpretazione.
  • Idòla theatripregiudizi causati dalle teorie filosofiche precedenti a quella baconiana che hanno diffuso falsi sistemi.

Per Bacone sono queste le cause della lontananza dell’uomo dalla verità, dalla vera conoscenza della realtà e della natura…

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Strani effetti della tabe ideologica. Un esempio pratico – quanto storico – delle conseguenze pratiche della “tabe ideologica”, si ebbe come effetto dei piani quinquennali dell’Urss orchestrati dal ministro Michail A. Suslov. Quelli relativi all’agricoltura si basarono sul principio dell’adattamento, perché esso si addiceva all’ideologia comunista  che vede nell’uguaglianza un “must” monolitico. Sarebbe stato disdicevole che “tipi” rivelatisi “migliori” in passato non potessero essere eguagliati e superati da nuovi tipi adattatisi al clima, alla terra etc. Ciò perché il principio dell’ereditarietà sembrava alludere a quello di una “nobiltà d’origine”…

L’agricoltura americana, invece, seguì la via opposta ed ottenne presto ottimi risultati…

Quando N. Krusciov si recò in visita in Usa notò la bellezza e la grandezza del granturco americano. Così portò un paio di “pollanchelle” a Suslov, esprimendosi,pare,con una battuta dapar suo.Fu forse per questo episodio che Suslov, orchestratore dei piani quinquennali a 360 gradi (industria, metallurgia, energia), incastrò poi Krusciov e fu determinante per la sua caduta. Le accuse di Suslov a Krusciov sono ritenute oggi, dagli storici, infondate. (G.S.)

 

 

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