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L’Amat e il suo tram porteranno Palermo alla rovina?

Tram ferroviario a Palermo: una follia. Qui la stazione occupa un'intera 
èiazza: E ce n'è poche... A Messina li stanno abolendo.Tram ferroviario a Palermo: una follia. Qui la stazione occupa un'intera èiazza: E ce n'è poche... A Messina li stanno abolendo.

Palermo – dove fra i divieti, le strade lungamente interrotte, il bus che non funziona e …”il dramma del Tram” che perde i soldi come in una voragine – è la città dove da tempo non si può più  svolgere serenamente una libera attività lavorativa. Ora si avvia sempre più al tracollo. I giovani fuggono, i vecchi si dividono i resti di quello che fu il loro benessere… Quando si è interrotto? Ma già prima dello spirare del secolo scorso. Palermo è una città in cui “la crisi” si sente di più:  è totale, è economica e morale…

L’Amat è sempre al centro di contestazioni e problemi. Non potrebbe essere diversamente da quando al passivo “cronico” che si porta appresso l’azienda, si aggiunge il nominato “dramma del Tram”, il conseguente taglio di strade e la riduzione delle scarse superfici libere a disposizione del traffico. Le grandi perdite della  gestione, pur di poche linee Tranviarie, si riversano sui cittadini sotto forma di multe a raffica: una precisa risorsa, quasi l’ultima spes del bilancio comunale… Le prime linee (1, 2, 3) avrebbero, inoltre, dovuto unire il centro con le periferie, come è nella logica delle usuali reti tranviarie. Quelle esistenti a Palermo uniscono perferie con altre periferie, tranne  imporre scomodi cambi di mezzi di trasporto… contro questa evidente situazione giungono proteste da destra, da sinistra e dal centro…

Sui fatidici “Tagli Amat” si è espresso Giuseppe Milazzo, capogruppo di F.I. allì’Ars: “E’ doveroso – ha sostenuto l’onorevole – mantenere in vita la linea tranviaria, ma rendendola più funzionale per la collettività”. (Milazzo considera – riteniamo – che, una volta realizzati, i tram, costituiscano comunque un patrimonio da mantenere e da non buttare al vento).

Tram ferroviario a Vigna Clara (Roma): nelle grandi città i piani regolatori hanno previsto corsie speciali. Ma anche queste vengono rese libere all'uso di bici e motociclette...

Tram ferroviario a Vigna Clara (Roma): nelle grandi città i piani regolatori hanno previsto corsie speciali. Ma anche queste vengono spesso rese libere all’uso di bici e motociclette…

C’è un dato di fatto – chiarisce Milazzo – che non è in discussione… Rispetto alla metropolitana, i tram di tutto il mondo sono in perdita. Il motivo? Rispetto al biglietto della linea tranviaria da obliterare, con la metropolitana sarebbero previsti i tornelli. Fatta questa precisazione, ritengo che il Tram di Palermo debba essere tenuto in vita perché è un’opera di proprietà delle cittadinanza. Ribadisco che è doveroso, da parte degli addetti ai lavori, spendere le proprie energie per trovare una soluzione e mantenere attive le linee tranviarie, rendendole, però, ancora più funzionali, come tra l’altro è già stato fatto in passato a Catania”.

Il Capogruppo di Forza Italia al Parlamento Siciliano si è riferito così in merito al sì dell’Amat sulla direttiva del Comune di Palermo tesa ad attuare tagli pari a 48 milioni di euro dal proprio capitale sociale. 

A seguito dei tagli sul gommato – conclude Milazzo – che l’Amat intente perseguire, ritengo che puntare su un bene già esistente, che garantisce un trasporto veloce di massa, a intervalli costanti, sia un ulteriore e doveroso passo per avvicinarci alle grandi realtà d’Europa. Non solo è importante mantenere la linea tranviaria ma è anche necessario puntare al suo ampliamento, in modo che il trasporto pubblico locale sia definitivamente concluso e organico nelle sue componenti”.

Frattanto, Giusto Catania, Capogruppo di Sinistra Comune al Consiglio comunale di Palermo, nonostante si accorga con evidenza dell’impasse in cui si muove l’azienda, ha cercato di …seminare ottimismo.
“Ormai – ha affermato Catania – è evidente che le voci sgraziate degli uccelli del malaugurio, che lasciavano presagire l’imminente fallimento dell’Amat, sono state messe definitivamente a tacere. Oggi l’azienda che svolge il servizio pubblico di trasporto urbano della città di Palermo guarda con fiducia al futuro, grazie alla propria capacità di investire sulla mobilità sostenibile e sul trasporto ecologico….”
“L’azienda Amat – ha anche affermato il popolare uomo politico cittadino – ha appena ottemperato alla direttiva del Sindaco sui disallineamenti. Ora è nelle condizioni di costruire un percorso virtuoso, in continuità con le scelte strategiche del precedente Consiglio di Amministrazione. Adesso è necessario che tutti facciano la propria parte: la Regione deve garantire un corrispettivo certo per il trasporto sul ferro e rimettere in bilancio le risorse tagliate per le prestazioni rese dall’Amat; il Comune deve ripensare il nuovo contratto di servizio che guardi all’ampliamento della rete tramviaria e l’azienda Amat deve sviluppare un piano industriale che metta al primo posto il miglioramento del servizio che deve essere sempre più efficiente”.

Tutti contenti dei tram, dunque? Ovvio quanto e come si possa discordare. Mentre notiamo il tono interlocutorio del parere dei due uomini politici, noi ci permettiamo di far notare come da anni i tram vengano progressivamente dismessi (sia pur non tutti) in tante città, fra cui certamente Milano e Roma, zeppe di ex corsie preferenziali passate in libero uso a moto e bici… E’ recente, infine, la decisione di dismettere il tram a Messina, sostituendolo con il tradizionale trasporto su gommato: era ora! Da anni – come abbiamo sottolineato – il tram ferroviario (come quello di Palermo) deturpava la città e la tagliava dal mare, cioè dalle splendide acque dello stretto. Ha provocato anche numerosi morti (per un po’ almeno uno l’anno) fra coloro che cedevano alla tentazione di attraversare “furtivamente” i binari… Non si può non accorgersi che una linea tranviaria “transennata” tagli la strada e il quartiere in due, rendendo i sue opposti marciapiedi e relative realtà umane, artificiosamente “estranee”. Un vero “guaio”, un errore in più nelle moderne realtà urbane, dove i luoghi e i modi di incontro sono latitanti e sono, invece, “da creare”, ricercandoli ove possibile. L’esempio negativo di Messina dovrebbe aver convinto ad evitare un similare errore a Palermo, città in cui la superficie stradale complessiva è assolutamente insufficiente al traffico usuale e in cui mancano le arterie di risalita dal mare verso il “lato monte” del centro urbano, veramente asfittico e tale da “strozzare” le libere attività lavorative e “gli incontri” fra persone che sono la base del vivere civile…

Anche nelle grandi città con spazi maggiori l'incidente del tram è in qgguato. Peggio: intyralicia di continuo.

Anche nelle grandi città con spazi maggiori l’incidente del tram è in qgguato. Peggio: intralcia di continuo il traffico. Gli spazi di frenata su rotaia sono lunghi…

E’ opinione corrente che fallimentari siano a Palermo non solo le tre linee di tram. Sarebbe follia, infine, realizzare altre sette linee, visto che già le prime sono ingestibili: utili a pochi, di peso a molti: in pratica alla città in sé… Per rendere vivibile Palermo servirebbero i parcheggi verticali esistenti in ogni grande città, alcuni sottopassaggi e l’ampliamento degli assi viari verticali al mare… Inoltre la bretella autostradale Porto – Via Belgio (finanziata ma incredibilmente bloccata dalla gestione Orlando) e una pedemontana che giunga bypassare l’autostrada fino all’aeroporto. Niente: su tutto questo un no fermo passato e presente… Contenti loro…

C’è di peggio: al di là dei fumi ideologici, la gestione delle 3 linee di tram cifre che vanno dai 6 agli 11 milioni all’anno. Per non mandare i conti in rosso i biglietti dovrebbero costae oltre 5 euro a persona “sola andata”. Si faccia un conto “a famiglia” per andata e ritorno: è più del prezzo di un pieno di carburante in un’utilitaria per girare 1 settimana. Ma è meno inquinante… Ah! In loco, naturalmente, perché se fosse vero il problema del buco nell’ozono e simili, la centrale elettrica per produrre l’energia del tram, l’illuminazione notturna – incluso lo spreco inevitabile durante il trasporto dell’energia – produrrebbe pià CO2…

Germano Scargiali

(Le dichiarazioni degli uomini politici provengono da comunicati stampa)

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