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“Musumeci – Conte” strappo istituzionale da riparare!

Conte e Musumeci insieme? E' necessario un fotomontaggio. Finora i rapporti fra il Governatore siciliano e Roma erano stati quasi idilliaci, considerato il differente colore politico. Vedi l'incontro a "Orleans" con la ...biondina di ferro, Barbara Lezzi.Conte e Musumeci insieme? E' necessario un fotomontaggio. Finora i rapporti fra il Governatore siciliano e Roma erano stati quasi idilliaci, considerato il differente colore politico. Vedi l'incontro a "Orleans" con la ...biondina di ferro, Barbara Lezzi.

E’ una “abitudine”, sembra quasi un vezzo, ma non è veniale: “fare il vuoto” attorno alle personalità politiche che contano. Avviene e ormai è una sorta di regola… L’inspiegabile è che la maggior parte degli interessati “ci caschino”. E’ avvenuto, cosa grave, a Musumeci nei rapporti con Giuseppe Conte: uno strappo istituzionale che sarebbe stato necessario evitare…

L’episodio appena avvenuto delle difficoltà incontrate da Nello Musumeci di avere un contato diretto con il premier è un gravissimo strappo istituzionale, nella seconda occasione in un momento di tragedia e lutto dove tutte le forze devono mostrarsi unite. I precedenti erano addirittura due: le viste di Conte a Palermo…

Il dandy presidente del consiglioha dichiarato Vittorio Sgarbi  è circondato, come un cantante pop, di bodyguard di Stato, che impediscono al presidente della Regione, che gli è loro superiore in senso gerarchico e che è il responsabile di una regione autonoma (la più autonoma, la Sicilia, ndr) di recarsi al policlinico a visitare morti e feriti per lasciare la scena a Conte. Non è un fatto formale né di protocollo, ma una totale mancanza di coscienza delle istituzioni, come se l’impegno di assistenza e di soccorso non toccasse in prima istanza al presidente della Regione”.

Questo episodioha aggiunto Sgarbi dimostra una gravissima inadeguatezza dello pseudo presidente del Consiglio e induce a sollecitarne le dimissioni perché chi sbaglia sulle forme non può non sbagliare sulla sostanza”.

La cultura di Sgarbi non tarda ad emergere e fin qui giunge la sua dichiarazione densa, però, di significati…

Ma ecco, frattanto, che cosa ha detto Musumeci sulla stessa vicenda.

Ho saputo – ha comunicato il Governatore della Sicilia – dalla viva voce del prefetto di Palermo e dai funzionari della Digos che il ‘cerimoniale’ del presidente Conte non mi avrebbe consentito di accedere al Policlinico, dove avrei voluto accogliere il premier e, assieme a lui, rendere l’omaggio alle vittime di questa notte e portare ai familiari il cordoglio della comunità siciliana. Il profondo rispetto per i morti di questa sciagura mi ha indotto ad assumere una condotta improntata al senso di responsabilità. Ho preferito, cioè, senza polemiche, far ritorno alla Presidenza della Regione per presiedere la seduta dalla Giunta e decidere quali ulteriori misure debbano essere adottate a partire da domani, dopo quelle deliberate e realizzate nei giorni scorsi”.

Sia chiaro – sono sempre le parole del Governatore – questa inaudita vicenda, che non ha precedenti nella storia della Regione, allarma e suscita indignazione… Non cerco il rispetto della mia persona, ma lo pretendo per l’Istituzione che rappresento e per il popolo siciliano 1 E questo vale per tutte le istituzioni, non escluso, ovviamente, il presidente del Consiglio“.

Conte ha telefonato al governatore Musumeci, spiegando che il disguido è stato conseguenza della decisione di venire in Sicilia all’improvviso, non appena è stato informato della tragedia e senza neppure dare ai suoi uffici il tempo di preavvertire il Governatore e le altre Autorità locali. Conte ha prospettato al Governatore Musumeci un incontro in Prefettura, mentre non era opportuno farlo al Policlinico, anche al fine di rispettare le richieste di riserbo dei familiari delle vittime. L’ha invitato comunque a Palazzo Chigi…

Il presidente del Consiglio – ha comunicato palazzo Chigi – è sempre disponibile ad incontrare i Rappresentanti delle Istituzioni”.

Il prefetto di Palermo Antonella De Miro

Il prefetto di Palermo Antonella De Miro,in carica dal 5-1-2006, dopo aver ricoperto numerosissimi incarichi in Sicilia e Reggio E. (terremoto), essere stata viceprefetto di Francesca Cannizzo, dimessasi dopo essere stata coinvolta nelle telefonate del magistrato Silvana Saguto.

Se il premier Conte – ha osservato e dichiarato Musumeci – dice di non avere dato disposizione in questo senso come mi ha riferito al telefono, se il capo del cerimoniale dice alla mia struttura di non averne dato disposizione, allora la condotta del capo della Prefettura mi sembra inadeguata al ruolo. Anzitutto, il prefetto di Palermo deve andare via. Sono portato a pensare che il capo del governo non stia mentendo. Per cui, o mente il capo del cerimoniale o il Prefetto di Palermo. Di conseguenza, se è così, spero che il prefetto venga allontanato”.

In effetti, il prefetto di Palermo, la catanese Antonella De Miro, si è anche prodotta in una strana dichiarazione: “che io procurassi l’incontro non faceva parte della procedura…”

Due volte – ha aggiunto Nello Musumeci – il presidente del Consiglio è venuto in Sicilia il presidente della Regione lo ha appreso con un inconcepibile ritardo…”

Pretendo rispetto – ha ripetuto – non per quello che sono, ma per quello che rappresento. Qualcuno lo dica a Roma che in Sicilia bisogna venire col cappello in mano”.

Parole dure, ma inevitabili, addirittura dovute, che vanno cancellate con fatti e comportamenti concreti e ben chiari…

Testo raccolto e commentato da Germano Scargiali

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