Hot Topics

La speranza del Venezuela viene dal Sud Europa

Vane le manifestazioni contro MaduroVane le manifestazioni contro Maduro

Anche Bagheria, in provincia di Palermo, si mobilita per il Venezuela. Alcuni giorni fa nella Chiesa madre, accolta da grande partecipazione di gente, si è svolta una manifestazione di solidarietà nei confronti del popolo venezuelano. Un popolo martoriato – dal regime oppressivo e poliziesco del dittatore Nicolàs Maduro –  e ridotto allo stremo nella indifferenza quasi generale del mondo e di questa Europa così “virtuosamente” versata all’immigrazione africana e da qualsiasi posto che non rappresenti la vecchia tradizione europea. Eppure dei circa 29 milioni di abitanti presenti in Venezuela i 1/3 è europeo con circa 1 milione di origine italiani, con la lingua italiana che è la seconda lingua parlata nel Paese dopo lo spagnolo. 

Forse soltanto l’America di Trump, nonostante la nuova configurazione del Congresso e la vittoria dei Democratici alla Camera, insiste sulla linea dura contro il regime venezuelano. L’ultima misura del governo americano contro il regime di Maduro è stata la sanzione contro le transazioni finanziarie dell’oro. Il consigliere di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, ha anche dichiarato: “Il regime di Maduro ha usato il settore dell’oro come bastione per finanziare attività illecite, arricchirsi e sostenere gruppi criminali.” Ed ha definito Cuba, Venezuela e Nicaragua come la “troika della tirannia”, assicurando che il presidente americano prenderà azioni dirette contro questi tre regimi dell’America latina.

Ma, tornando alle condizioni del popolo venezuelano, dobbiamo dire che è vittima di una dittatura dove ogni manifestazione di rivolta viene repressa ed il tutto accade nella indifferenza dei media, tra cui la maggior parte di quelli italiani, e di certi politici che parlano con favore di una presunta rivoluzione popolare venezualana ben sapendo che gli unici a possedere una qualche ricchezza sono proprio i dirigenti di partito.

La FAO, infatti, ha ancora una volta segnalato che il Venezuela è il la nazione dell’America Latina con la maggiore presenza di malnutrizione. La gente cerca di fuggire dal Paese e la diaspora, allontanando la parte più produttiva del Paese, aggrava ancor di più la gravissima crisi economica e di democrazia che sta attraversando questo Paese. Cosmo de la Fuente cantante e scrittore venezuelano ha più volte denunciato queste violazioni ricordando che Nicola Maduro, attuale presidente venezuelano e delfino di Chavez, per contrastare qualsiasi forma di opposizione si è impossessato del TSJ (Tribunal Superior de Justicia) rinominandolo e rendendolo il suo braccio d’azione. Questo mentre la polizia e la FANB (le forze armate) sono divenute la sua polizia privata. Il CNE, l’organismo che gestisce le votazioni, infine e composto da rettori del partito di governo, controllando così il risultato di eventuali consultazioni elettorali.

Alcuni hanno tentato di denunciare il clima di corruzione, di terrore e la sospensione di ogni libertà di pensiero che vige ormai da diversi anni in Venezuela. Tra di essi la giornalista venezuelana Patricia Poleo, 53 anni, che, pur avendo condotto alcune importanti inchieste giornalistiche, per l’opposizione che esercita nei confronti del governo del presidente Maduro, ha subito un attentato. La Corte interamericana dei diritti umani ha infatti emanato una misura di protezione ed attualmente vive a Miami in USA.

Purtroppo la dittatura politica, come ha più volte denunciato Cosmo de La Fuente, impedisce qualsiasi prospettiva di riscossa. Maduro ha imposto solo due giorni lavorativi alla settimana manca la luce, ci sono blackout giornalieri falsamente imputati alle condizioni atmosferiche. E questo accade in un Paese ricchissimo con immense risorse energetiche, eppure, mentre i vertici del regime venezuelano si arricchiscono, il petrolio manca perché viene regalato ai paesi comunisti amici. L’inflazione è arrivata al 500% e la moneta non ha alcun potere di acquisto. La nazione è al primo posto dal 2013 al 2016 per indice di miseria (somma di inflazione e disoccupazione) espressione di una chiara misura del malessere di una nazione.

Questo si protrae da diversi anni e, conseguentemente, la gente, ridotta senza risorse, muore denutrita e senza alcuna assistenza sanitaria ed economica.

Sempre de la Fuente invoca così un fattivo coinvolgimento internazionale che possa finalmente salvare il popolo venezuelano dall’estinzione e ridargli la dignità, la salute e la voglia di vivere nella libertà e la prosperità che merita.

di Guido Francesco Guida

Fonte foto: vanityfair

Be the first to comment on "La speranza del Venezuela viene dal Sud Europa"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*