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L’ideologia come forma mentis

Platone e Aristotele nel famoso dipinto La Scuola  di Atene di Raffaello Sanzio. Platone è più "cool" ma forse  oggi sarebbe meglio approfondire il più 
  concreto Aristotele uno dei pensatori antichi che intuì meglio il senso della scienza moderna. Per secoli, Aristotele venne identificato con "la scienza". Ciò, avveniva prima di Galileo Galilei. L'affresco è in una delle 4 stanze  vaticane dei palazzi apostolici.Platone e Aristotele nel famoso dipinto La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio. Platone è più "cool" ma forse oggi sarebbe meglio approfondire il più concreto Aristotele uno dei pensatori antichi che intuì meglio il senso della scienza moderna. Per secoli, Aristotele venne identificato con "la scienza". Ciò, avveniva prima di Galileo Galilei. L'affresco è in una delle 4 stanze vaticane dei palazzi apostolici.

Scienza o ideologie? Ragionamento o fantasie? Si possono certamente avere uno o più ideali e farsene un’ideologia – Chi dice che le ideologie siano morte si sbaglia certamente di grosso: abbiamo anche dei traguardi ideali e ciò è giusto e dev’essere considerato “normale“.

Ben differente è, invece, abituarsi a ragionare in modo ideologico. Ciò avviene – e non è raro – quando, di fronte ad un nuovo problema ci si chiede come inquadrarlo nella propria ideologia e – peggio ancora – come inquadrarlo alla stregua di un’ideologia. Cioè creandoci attorno una nuova “piccola” ideologia.

Ci sembra evidente che il malvezzo di ragionare in forma ideologica è propria dei  marxisti. Forse per questo pare che anche Carlo Marx, prima di morire, ebbe il tempo di affermare: “…quel che è certo è che io non sono marxista!”

Il socialismo di marca marxista credeva nel messaggio di Marx come previsione storica e vi credeva fermamente, nel ricordo dei timori ottocenteschi di Malthus, Falan ed altri pensatori socialisti o meno. Vi era poi la demografia intesa soltanto come studio del problema della progressiva sovrappopolazione. Il decorrere degli eventi dovrebbe aver dimostrato che la storia, con l’evolversi dell’economia e della produzione, va – semmai – nella direzione opposta e per questo pone già dei problemi…

Ma il comunismo sarebbe sopravvenuto inevitabilmente come conseguenza del trascorrere degli anni e dell’andamento unidirezionale di una previsione che di scientifico aveva solo la fantasia e l’immaginazione: appunto, mere idee. Quelle di cui Platone aveva “insegnato” fossero …la sola realtà plausibile. Da questo punto di visto Platone (ma anche per altri aspetti) è un nemico dello stesso cristianesimo.

Ancor oggi c’è chi pone sotto altra luce il problema di un supposto …progressivo andare vero carenza e rovina. Il pessimismo ottocentesco incredibilmente non muore, neppure di fronte all’evidenza. La verità è che il sentimento ancestrale della paura permane e viene anche alimentato, sia da uno scandalismo a buon mercato, sia da chi vi trova interesse… Ad esempio,le teorie sulla decrescita felice possono convincere a star peggio chi sta male, salvando – però – determinate classi privilegiate… Ma questa – anche da parte nostra – è un’ipotesi tesa,però, a spiegare una teoria tanto assurda quanto quella cui accenniamo. La decrescita, infatti, non è neppure nel novero delle possibilità della storia a venire. La crescita,invece, è nel sistema,perché gran parte del “patrimonio attivo” che è nel sistema non va mai perduto.

L’abitudine a ragionare in modo ideologico gioca anche su queste false idee un ruolo determinante.

Cultura significa, invece, apertura e ricerca della libertà di pensiero e di comportamento. Ciò conduce ad osservare ogni dato nella sua obiettività, nel suo valore e nella sua consistenza.

E’ vero che mai come adesso la scienza ha spiegato che le apparenze sono fallaci, ma ciò deve rafforzare quanto diciamo. Se è vero che la materia e noi stessi altro non siamo che un fascio di forze elettromagnetiche molto simili a quello che noi possiamo concepire come un “nulla di materiale”, è pur vero che la realtà sensibile in cui siamo calati è qualcosa da cui è impossibile prescindere e non si deve.

La realtà è che l’umanità, cui è dato di conoscere, capire, pensare è sottoposta come ad un gioco nei confronti della realtà sensibile, che è molteplice e misteriosa e che è impossibile da non studiare sperimentalmente. E’ per questo che il dato obiettivo, quantificato e valutato deve prevalere su ciò che è privo di prova materiale, di quella comprovabilità scientifica che è la sola che serva all’umanità per organizzarsi, sopravvivere e lottare contro le “scomodità” del mondo e contro gli stessi effetti del Male nella vita e nella storia. Ogni asserzione va,infatti, circostanziata e storicizzata. In caso diverso, cioè se non è comprovata resta nel campo delle mere ipotesi.

Queste riflessioni sembrano quasi superflue, ma non è così, perché,in base a mere sensazioni di timore, oggi c’è anche chi cerca di convincere la società di verità – come quelle relative al meteo, a certe forme d’inquinamento, a certe possibili carenze imminenti – che non hanno assolutamente nulla di scientifico. Restano mere ipotesi, meri timori che – oltretutto – considerano una sola o poche varianti di un fenomeno che, invece, presenta una serie di dati in movimento che domani non saranno quelli di oggi. Fra questi, quelli relativi all’inarrestabile progresso scientifico e tecnologico che procede in modo esponenziale.

Germano Scargiali

Nota. Bisogna esser lieti che molti oggi precisino – come fece Papa Wojtyla – la “illogicità” di chi vuole conciliare il socialismo marxista con il Cristianesimo. Nonostante che, sia il Cristianesimo, sia il marxismo, mirino alla collaborazione fra gli uomini, la forma e i modi sono totalmente differenti. Così come lo è l’approccio iniziale. Il Gesù dei Vangeli si riferisce all’interiorità individuale e afferma che la vocazione” umana verso il bene e la collaborazione abbiano natura sacrale e siano un dovere verso una realtà superiore. Il marxismo, dottrina politica, non può che riferirsi all’esteriorità del comportamento – attribuendo valore solo alla prova e, quindi, a ciò che è visibile. Il buon comportamento diventa un dovere verso se stessi e la società, di cui lo Stato rivendica per intero il controllo. Inoltre, essendo contrario alla proprietà privata, il marxismo insidia la solidità dall’istituzione della famiglia, che è da sempre la cellula di ogni buona società civile. Il marxismo – materialismo storico – lega, inoltre, la dinamica sociale e della storia ad una logica prettamente materialistica. Qui entra in contrasto persino col platonismo più sano, che vede un più libero evolversi della dialettica delle idee.

Infatti la stessa Chiesa non ripudia certamente Sant’Agostino. Questi è altrettanto “idealista”, ma vi inquadra la religione, cadendo – però – in parte in altri errori platonici (un Dio senza difetti avrebbe creato un mondo senza il Male, che sarebbe solo conseguenza del peccato e dell’errore). Tali concetti, per inciso, contaminano anche l’illuminismo… Platone e Agostino, però, ebbero modo di accorgersene, loro stessi, in vita. (G.S.)

1 Comment on "L’ideologia come forma mentis"

  1. salvatore scargiali | 18 dicembre 2018 at 12:21 | Rispondi

    ok

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