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Contro Salvini la fronda dei sindaci. Orlando: “questa non è sicurezza è ingiustizia”

Matteo Salvini, vice premier e ministro degli interni, tiene duro: Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità il "Decreto Salvini" in materia di sicurezza e immigrazione. "Per i richiedenti asilo - ha annunciato il ministro dell'Interno - lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado". "Con un passaggio - ha precisato il premier Giuseppe Conte - anche all'autorità giudiziaria". E il volitivo  'ex nordista' con sempre più seguito intorno, aggiunge: ripulirò anche l'Italia dai campi rom.Matteo Salvini, vice premier e ministro degli interni, tiene duro: Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità il "Decreto Salvini" in materia di sicurezza e immigrazione. "Per i richiedenti asilo - ha annunciato il ministro dell'Interno - lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado". "Con un passaggio - ha precisato il premier Giuseppe Conte - anche all'autorità giudiziaria". E il volitivo 'ex nordista' con sempre più seguito intorno, aggiunge: ripulirò anche l'Italia dai campi rom.

E’ scattata con la rapidità di un fulmine la fronda anti Salvini con gli immigrati come parte lesa di un simbolico ‘processone’ e i sindaci in veste di difensori… Leoluca Orlando è riuscito in ciò cui tiene di più: giungere agli onori (o disonori per altri) della cronaca. Di lui, capofila dei contestatori assieme al luogotenente Luigi De Magistris, hanno parlato in apertura i Tg: Palermo torna Capitale e Napoli in subordine come talvolta è capitato pure nella storia e il capoluogo siculo non dimentica lo spossessamento neppure per un attimo… Dalla stessa parte si sono già schierati i sindaci di Napoli,Firenze, Parma e l’amministrazione di Milano, mentre l’Anci sollecita un tavolo di confronto chiedendo ascolto al Governo: a guidarla è Leoluca Orlando. Con la decisione di ‘sospendere’ nel suo comune, Palermo, gli effetti del decreto sicurezza ordinando ai dirigenti dell’anagrafe di continuare a iscrivere nel registro dei residenti i migranti con regolare permesso di soggiorno, apre un duro scontro con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ‘padre’ del provvedimento. Orlando: “Provvedimento criminogeno“; Siamo davanti ad un provvedimento criminogeno: ci sono migliaia, decine di migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse, versano contributi all’INPS e fra qualche settimana o mese saranno ‘senza documenti’ e quindi illegali. Questo significa incentivare la criminalità, non combatterla o prevenirla”, sottolinea Orlando illustrando la nota inviata al capo area dell’Anagrafe per chiedere di svolgere un’approfondita analisi dei profili giuridici che derivano dal Decreto sicurezza. Nell’attesa, il sindaco di Palermo ha disposto “di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica”.

Il Decreto sicurezza sarebbe “un provvedimento disumano perché, eliminando la protezione umanitaria, toglie ogni residuo di comprensione nei confronti del dramma dei migranti”, prosegue Orlando rispondendo al vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini (“Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare ‘disobbedienza’ sugli immigrati…”, aveva scritto questa mattina sui social).

Salvini ribatte pronto, come si confà al suo personaggio: “Orlando si occupi dei tanti problemi della città E di nuovo, nel primo pomeriggio, Salvini torna all’attacco: “Sarò presto a Palermo per consegnare ai cittadini una villa vista mare confiscata a un mafioso. Spero che nel frattempo il sindaco trovi il tempo di occuparsi dei tanti problemi della sua città, invece di disobbedire alle leggi sull’immigrazione approvate dal Parlamento”.

 “Napoli non applica – si accoda il sindaco di Napoli Luigi De Magistris –  norme contro la Costituzione. Dall’inizio abbiamo sempre detto che non si tratta di una questione nominativa di sospendere una legge che, in quanto tale non si può sospendere. Noi a Napoli abbiamo sempre dato una direttiva: le leggi si applicano solo in maniera conforme alla Costituzione. Più che un atto di disobbedienza civile è un atto di obbedienza costituzionale”.

“Una legge in contrasto alla Costituzione – aggiunge De Magistris – a Napoli non sarà applicata, la nostra amministrazione si è sempre orientata in questo modo. Non abbiamo bisogno di nessun atto – sottolinea De Magistris – Io sono orgoglioso di un’amministrazione dove non c’è bisogno di una direttiva autoritaria politica, ma dove la direzione è condivisa. La parte della legge sicurezza in contrasto con la Costituzione, con i diritti come l’uguaglianza, l’asilo, il fatto di avere tutti gli stessi diritti e doveri, non verrà assolutamente applicata”.

Ed ecco Nardella: “Firenze non si piega al ricatto “Firenze non si piegherà al ricatto contenuto” nel decreto sicurezza “che espelle migranti richiedenti asilo e senza rimpatriarli li getta in mezzo alle strade. Il fatto grave del decreto è che individua un problema, ma non trova una soluzione. Ci rimboccheremo le maniche perché Firenze è città della legalità e dell’accoglienza, e quindi in modo legale troveremo una soluzione per questi migranti, fino a quando  “Il governo non sta facendo i rimpatri che aveva promesso di fare – ha aggiunto Nardella -. Come Comune ci prenderemo l’impegno di non lasciare nessuno in mezzo alla strada, anche sequesto comporterà per noi un sacrificio in termini di risorse economiche. Non possiamo permetterci di assistere a questo scempio umanitario. Riteniamo che molti di questi migranti siano persone animate da buonissime intenzioni, che vogliono fare qualcosa di positivo per questo paese e che magari potrebbero essere integrate in modo corretto”.

“Siamo già a lavoro – ha concluso il sindaco fiorentino – e abbiamo deciso di aprire un tavolo con tutto il mondo del terzo settore, del volontariato, del privato sociale, che già rappresenta un protagonista fondamentale in tutto quello che è il processo di governo dei flussi dei migranti”.

“Il decreto Salvini – commenta Federico Pizzarotti sindaco di Parma, notissimo come fuoruscito dai 5Stelle – lascia aperto un vulnus. Dal punto di vista politico sono assolutamente d’accordo che si debba affrontare il problema, visto che il decreto sicurezza lascia aperto un vulnus rispetto a stranieri e richiedenti asilo che non riescono a fare le cose più basilari. Dal punto di vista amministrativo non è chiaro come faccia Orlando a chiedere agli uffici di non applicare una legge”.

Federico Pizzarotti

Federico Pizzarotti: a parma un dissidente fra i 5Stelle.

“I funzionari applicano le leggi – conclude diffusamente Pizzarotti – che oggi prevedono questo: non si capisce qual è l’atto amministrativo con cui si possa sospendere una legge dello Stato. Bisogna capire qual è il percorso. Detto questo, quello che pone Orlando è sicuramente un tema che va affrontato, anche come Anci, perché il problema determinato dal decreto sicurezza ricade su tutti”. Salvini: “Sindaci plaudono Mattarella e contestano il decreto firmato” “Incoerenza classica degli amici di sinistra: hanno applaudito il discorso di Sergio Mattarella per la fine dell’anno, che a me è peraltro molto piaciuto, e contestano un decreto firmato e promulgato dallo stesso Presidente della Repubblica”.

Così ribatte il ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso di una diretta Facebook. “Il decreto è legge -ribadisce Salvini- si occupa di antimafia. Questi sindaci forse non gradiscono che abbiamo raddoppiato il personale, i poteri e i mezzi dell’Agenzia per i beni confiscati alla mafia? Il decreto si occupa di sgombrare le case popolari occupate abusivamente; di non fare rientrare nei locali delinquenti e pregiudicati; dà più soldi e poteri alle Forze dell’Ordine; estende alla Polizia locale la possibilità di accedere alla banca dati delle Forze dell’Ordine. Insomma nel decreto sicurezza-immigrazione ci sono tanti passaggi”.

“Qualche sindaco di sinistra per dar contro a Salvini e alla Lega –insiste  il vice premier – non lo applicherà? Dispiace per i suoi cittadini, per Palermo, per Napoli. Peraltro nel decreto sicurezza è prevista, dopo anni di fermo, l’assunzione di cento uomini della Polizia locale a Napoli, magari il sindaco non se ne è accorto, sta ancora festeggiando il Capodanno. Non lo vuoi applicare? E allora vuol dire che quei Vigili urbani e quei soldi li useranno altri primi cittadini di questo Paese che rispettano le leggi”.

“Immagino – continua Salvini – che rinunciate anche a tutti i soldi che il decreto e il governo aggiungono per le vostre città. Solo per Palermo: più di mezzo milione per la videosorveglianza: più di un milione e duecentomila euro per la sicurezza urbana; duecentomila euro per il progetto scuole sicure. Cosa fate, prendete i soldi e boicottate il decreto?”.

Castelli (Anci) è uno ben fuori dal coro: “Orlando e de Magistris sbagliano…”

“Il decreto Sicurezza – dichiara Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e delegato dell’Anci alla Finanza locale in materia di immigrazione – contiene norme condivisibili e ampiamente attese da moltissimi sindaci italiani in quali, negli ultimi anni, hanno subito gli effetti di una politica di accoglienza disordinata e irrazionale. Rispetto la posizione dei colleghi di Palermo e Napoli ma, per quanto mi riguarda, parlare del decreto 132/18 come di un provvedimento ‘criminogeno e disumano’ è assolutamente fuorviante”.

“Se c’è stato – prosegue Castelli – qualcosa di criminogeno in Italia, rispetto a questa tematica e’ stata piuttosto l’idea di una ‘immigrazione illimitata’ che negli ultimi anni in Italia – almeno sino all’insediamento del ministro Minniti – ha oggettivamente alimentato il senso di insicurezza e il disagio sociale delle comunità locali”.

Flick, giurista e presidente emerito della Consulta ai microfoni di ‘Radio anch’io’ su Radio uno così si esprime: “I sindaci si rivolgano all’autorità giudiziaria Non spetta al sindaco decidere di sospendere l’applicazione di una legge se la ritiene incostituzionale ma ricorrere all’autorità giudiziaria per chiedere che ne verifichi l’applicabilità e nel caso l’autorità giudiziaria ne investe la Corte costituzionale”. 

Un serrato e polemico dialogo a distanza, dunque, su una norma che, dato il momento e gli atteggiamenti precorsi,  non poteva non far scattare polemiche.

Per ultimo ci perviene un comunicato da Palermo protagonista della contestazione a Salvini. Orlando è un acceso sostenitore non tanto degli extracomunitari in Sicilia, quanto  della presenza musulmana: ha cancellato anche i bizantini dal percorso Unesco (Arabo, Normanno, Bizantino, ma il terzo aggettivo – riguardante, non poco cioè gli autori di tutti i mosaici – è stato trascurato da tempo).

“Orlando – ha dichiarato il deputato della Lega all’assemblea regionale siciliana Tony Rizzotto – distrae dai problemi della città”.

Orlando strumentalizzerebbe la questione dei migranti e della sicurezza, con l’obiettivo primario di distogliere l’attenzione dai problemi della città che non riesce e non sa risolvere.

Tony Rizzotto in una recente folto accanto al suo premier Matteo Salvini.

Tony Rizzotto in una recente folto accanto al suo leader Matteo Salvini.

“Mentre Palermo vive la peggiore emergenza rifiuti (e fosse solo quello, ndr) degli ultimi anni – conclude Tony Rizzotto – il sindaco non trova niente di meglio da fare che “disporre” la violazione della legge nazionale da parte degli uffici. Una illegalità, una vergogna che richiede un intervento sanzionatorio, se non la decadenza del Sindaco.”

(Da comunicati – ordinati e impaginati da Germano Scargiali)

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Nota

La vera meraviglia non deve farla questa nuova norma, ma il fatto che prima le cose andassero in un altro modo. l’Italia dovrebbe prendersi in carico tanti fuorilegge di provenienza straniera e “redimerli”, visto che dal tempo di Cesare Beccaria questo è il compito dello stato di fronte ai rei. Ma sappiamo che l’Italia non ha (lontanamente) i mezzi per farlo bene neppure nei confronti degli italiani… Quel che consegue alla nuova norma è che l’Italia – fra i tanti richiedenti asilo – scoraggi chi ha violato le leggi, non condendo loro il richiesto asilo…

Peggio fanno i sindaci che “contra legem”  si rivolgono pubblicamente contro il decreto fino a metterne indubbio – arbitrariamente – l’applicazione, talmente ne proclamano l’ingiustizia… Essi rivelano di essere disposti – per motivi certamente politici – ad assumere un atteggiamento sovversivo. Ciò, infatti, aizza gli animi e alimenta la tendenza di quegli estremisti che sono disposti a ricorrere ai sabotaggi e al terrorismo contro la società costituita e il consorzio civile: Nessuno può dubitare che questo sia uno dei maggiori problemi del momento e altrettanto vale per comprendere come sia un dovere dei sindaci, rappresentare le istituzioni. Queste sono di certo preposte a difendere la legalità e la sicurezza sociale.

Molto “orlandiana” è, poi, la “sparata” di De Magistris a proposito del “…noi apriremo il nostro porto a tutti”. Per una opportuna norma, antica quanto l’Italia, i porti di prima classe (Palermo, Napoli…) sono sottratti all’autorità dei comuni (questi vanno consultati ma il parere non è  vincolante) proprio perché l’interesse nazionale, in una nazione protesa sul mare come l’Italia, prevale su quello locale ed anche il Prp (piano regolatore portuale va sì coordinato con il Pr cittadino ma prevale su di esso. Nulla può decidere di autonomo il comune rispetto ai grandi porti e le aree ad essi assegnate da molti anni… I porti dipendono dal Ministero dei Trasporti, dal sottosegretario alla Marina, e da quello degli Interni.

L. Orlando ha creduto di rigettare la palla nel campo di Salvini ma è andato fuori… Ha accusato il Ministro di aver consigliato ai sindaci di non celebrare i matrimoni fra gay. Ai tempi, però, Salvini non ricopriva cariche istituzionali. Quindi non tradiva il proprio ruolo, come invece ha fatto Orlando. Non era ancora un uomo delle istituzioni. Il sindaco non ha evitato,quindi, un altro svarione…

(Lydia e Germano Scargiali)

 

 

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