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Sport in ginocchio a Palermo: dalla Pav e dalla lotta le grida di dolore

Il palazzetto dello sport di Mondello è il simbolo dell'agonia dello sport olimpico a Palermo. L'impianto mai restaurato è anche costoso da gestire in tempi in cui il pubblico si muove più per l'ultimo dei cantautori: utilizziamolo anche per quelli e diamolo alle federazioni interessate per il resto. Efficientiamo, inoltre, le palestre tribunate nei rioni: quando procederemo verso la civiltà con i fatti (lo sport è salute più cultura) e diremo basta alla demagogia pietista?Il palazzetto dello sport di Mondello è il simbolo dell'agonia dello sport olimpico a Palermo. L'impianto mai restaurato è anche costoso da gestire in tempi in cui il pubblico si muove più per l'ultimo dei cantautori: utilizziamolo anche per quelli e diamolo alle federazioni interessate per il resto. Efficientiamo, inoltre, le palestre tribunate nei rioni: quando procederemo verso la civiltà con i fatti (lo sport è salute più cultura) e diremo basta alla demagogia pietista?

Da tempo Palermoparla si occupa del “grido di dolore” delle società sportive della lotta Libera – specialità olimpica in cui Palermo eccelle – per i grandi disaggi (pioggia fin sulle materassine) di cui soffre a causa della palestra …disastrata. Quando,come adesso,non resta chiusa in attesa di interventi per un minimo di igiene e decenza. Peraltro mai iniziati. Dove allenarsi? Come i giovani lottatori (maschi e femmine) di Borgo Nuovo raggiungeranno gli impianti via via disponibili? Quando capita, ci vorranno due autobus…

L'estrema fatiscenza in cui versa la palestra Coni di Borgo Nuovo, da tempo affidata al Comune di Palermo

L’estrema fatiscenza in cui versa la palestra Coni di Borgo Nuovo, da tempo affidata al Comune di Palermo. I tetti fanno acqua, il riscaldamento è un lontano ricordo. (Foto Giuliana Pelos)

E’ assurdo lasciare tanti sportivi – spesso tolti dall’ozio di un quartiere periferico – in condizioni di simile abbandono. Ripetuti appelli vengono lanciati dal responsabile regionale di Libera e greco Romana, Enzo Scuderi, ma quando chiediamo ai conoscenti (assessori etc) che da vecchia data conosciamo di persona al Comune, la risposta è: “non è una priorità…” (Guarda ns articoli specifici sulla lotta).

Ma è tutto lo sport dilettantistico che langue irrimediabilmente da alcuni anni, nonostante la passione di molti non si spenga. Pochi,però,ormai, i praticanti… Politica e Coni sembrano sordi all’appello: di che cosa si occupano le “autorità” preposte al settore sportivo? 

Una conferma ci proviene da questo comunicato proveniente da PAVConsorzio ‘Palermo al Vertice’  animato dall’ex atleta del basket Giorgio Locanto, che pubblichiamo integralmente

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Il comunicato PAV

Giorgi LoCanto, notissimo sportivo palermitano. La sua "iperattività" non conosce ineruzioni.

Giorgio Locanto, notissimo sportivo palermitano. La sua “iperattività” non conosce interruzioni.

C’è grave preoccupazione tra le società sportive di vertice palermitane. A tenere banco al momento è la questione degli straordinari e delle indennità aggiuntive agli stipendi dei dipendenti comunali, compresi quelli di coloro che lavorano negli impianti sportivi. Tuttavia, le problematiche legate allo sport cittadino non si fermano certo qui.

È lo stato di salute degli stessi palazzetti, a cominciare dal PalaMangano, dal PalaOreto e dalla Piscina Olimpica di viale del Fante che preoccupa, con gli ultimi mesi che hanno fatto registrare un improvviso calo dell’attenzione per la manutenzione ordinaria delle strutture a gestione comunale.

Basti pensare che nel palazzetto di Via Ugo Perricone Engel, dedicato al basket, ci si allena e si giocano partite di campionato senza riscaldamento e con diversi fari spenti. Situazione analoga in via Santa Maria di Gesù, con le squadre di pallavolo costrette ad allenarsi al freddo e senza poter usufruire delle docce degli spogliatoi a causa di un guasto alle caldaie. Più di due volte a settimana, a queste condizioni, non ci si può allenare e, per questo, i dirigenti sono costretti a chiedere asilo a quelle poche palestre cittadine, che in ogni caso non hanno le caratteristiche tecniche per poter ospitare una  disciplina a livello nazionale.

In Piscina le cose non vanno molto meglio, con le società e il pubblico costretti ad allenarsi a singhiozzo a causa dell’agitazione dei dipendenti, preoccupati per la questione dei turni straordinari, e con all’orizzonte le vicine scadenze dei certificati degli assistenti ai bagnanti.

L’incognita, per tutti, è la questione degli straordinari e delle indennità aggiuntive dei dipendenti comunali, con la necessità di prevedere il prima possibile un contratto ad hoc per coloro che sono dedicati agli impianti sportivi che tenga conto dell’importanza di tenere aperti i medesimi impianti nei fine settimana, per permettere alle squadre, di vertice e non, di giocare le partite dei rispettivi campionati.

Un discorso a parte merita il Velodromo, con l’ennesimo slittamento della riapertura dell’impianto dedicato a Paolo Borsellino, che – inizialmente prevista per l’inizio dell’estate 2018 – con ogni probabilità non avverrà prima della primavera inoltrata del 2019. Ciò non permette ai dirigenti sportivi di fare una corretta programmazione per la corrente e per la prossima stagione agonistica.   

“Questo atteggiamento da parte dell’Amministrazione Comunale – sottolinea il Presidente del Consorzio Palermo al Vertice, Giorgio Locanto – è in netto contrasto con gli sforzi di impegno dal punto di vista delle risorse che le squadre di vertice mettono in campo per sostenere campionati nazionali nelle serie maggiori. Siamo disponibili – aggiunge – a fornire una consulenza tecnica e operativa su problematiche che non possono più attendere e che non possono più essere disattese, pena la morte di uno dei comparti che dà più lustro alla città. A tal fine, sollecitiamo il Sindaco e tutta l’Amministrazione Comunale a prendere provvedimenti entro il mese di gennaio, per permettere alle società di mantenere gli impegni presi con le rispettive Federazioni nei propri campionati”.

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Impaginazione e commento iniziale di Germano Scargiali

Nota. Le palestre Coni vennero realizzate nel secolo scorso in tutta Italia, su un unico progetto in prefabbricato. Ciò sull’onda dell’entusiasmo delle Olimpiadi di Roma (1960) in cui gli azzurri vinsero molte medaglie e l’Italia con i grandi impianti della Capitale diede prova al mondo dei risultati della Ricostruzione, alla vigilia del boom, che sempre l’Italia, nel mondo, innescò. la stessa parola, nel senso in cui venne usata da allora, nacque in Italia.

Sono tutti “beni” (contrariamente a certe opinioni) che sono rimasti patrimonio della Nazione. Oggi non si riesce nemmeno a mantenerli attivi. Il vero problema di palazzetti e piscine sono le spese di manutenzione, specie in provincia. Le piscine, se si costruiscono, spesso non vengono usate. Vedi quella sulle Madonie. Lo sport italiano nei suoi aspetti più puri, cioè quelli ludici e quelli rivolti alla salute ed anche ai giovani in genere, è in ginocchio rispetto a ciò che era fino alla soglia degli anni ’80. In Italia chi vuol far sport deve pagare. In ogni caso spendere soldi di tasca propria. può capitare che chi si prepara a un evento internazionale debba ricorrere ad una palestra privata per fare ginnastica agli attrezzi…

(G. Sc.)

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