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Il Giorno del Ricordo: commemorati i martiri italiani d’Istria e Dalmazia

Gaetano Armao, vicepresidente della Regione, davanti al cippo col tricolore: l'Italia intera piange i martiri delle foibe. Al centro il vicepresidente della Regione Armao, i sacerdoti della parrocchia di San Filippo Neri e Gino Zambiasi.Gaetano Armao, vicepresidente della Regione, davanti al cippo col tricolore: l'Italia intera piange i martiri delle foibe. Al centro il vicepresidente della Regione Armao, i sacerdoti della parrocchia di San Filippo Neri e Gino Zambiasi.

L’eccidio ci fu e la ferita è ancora aperta. Il Giorno del ricordo per i martiri delle foibe in Istria e Dalmazia, da parte dei miliziani di Tito, è stato celebrato in tutta Italia oggi, 10 febbraio 2019.

Attorno al cippo di pietra eretto a Palermo nel quartiere San Filippo Neri si sono riuniti numerosi esuli delle famiglie trasferitesi  nel Capoluogo a suo tempo ed alcune autorità, guidate dal vicepresidente della Regione Gaetano Armao.

L'intera rappresentanza schierata per l'Inno nazionale.

L’intera rappresentanza schierata per l’Inno nazionale.

Gli esuli di Palermo, organizzati da Gino Zambiasi, presenti i comandanti Oscar e Martino Casagrande, capitani di lungo corso, hanno ricordato i giorni difficili in cui riuscirono almeno a lasciare le loro case per cercare accoglienza in luoghi come la Sicilia, avvezza a spalancare le bracciagli ospiti. Così è avvenuto…

Quel che più conta è che non furono direttamente coinvolti nella orrenda pratica delle foibe,quando”i titini” decisero di liberarsi dei corpi, spesso ancora in vita, degli italiani lanciandoli nelle grotte verticali scavate naturalmente dal fenomeno carsico. Appunto, le foibe.

Il Prof. Gaetano Armao, un tecnico prestato alla politica, si è espresso in un breve discorso commemorativo.

Antonio Tajani e Matteo Salvini a Basoviza non hanno avuto messe parole...

Antonio Tajani e Matteo Salvini a Basovizza non hanno avuto mezze parole…

Quel che noi notiamo è che sia riduttivo deprecare il fatto che fossero stati “infoibati” anche i “non fascisti” ma semplicemente italiani. Perché gli eventuali delitti degli stessi fascisti non erano paragonabili a ciò che fu la reazione degli slavi e degli uomini armati da Tito: la ferocia umana si scatenò in quelle circostanze come manifestazione del male assoluto, non meno di quanto avvenne nei campi di concentramento tedeschi…

Giorgia Meloni a Basovizza: anche lei è stata chiara condannando di netto l'eccidio.

Giorgia Meloni a Basovizza: anche lei è stata chiara condannando di netto l’eccidio.

“Non esistono martiri di serie A e serie B”, ha detto Matteo Salvini a Basovizza. Giorgia Meloni ha descritto la pratica più nefasta dei “titini”: “Sparavano al primo della fila, che poi si trascinava dietro gli altri cui era legato, per non sprecare proiettili. Non morivano subito ma dopo ore, giorni di agonia… Nelle foibe morivano italiani, non i fascisti. E questa storia per 60 anni non è stata raccontata perché dava fastidio alla sinistra…”

Germano Scargiali

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