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L’insularità diventa priorità a livello UE

Corsica, Sicilia, Sardegna: la politica di Gaetano Armao a livello UE (dove guida l'organo preposto) ha una decisa vocazione mediterranea e coinvolge tutte le altre realtà insulari.Corsica, Sicilia, Sardegna: la politica di Gaetano Armao a livello UE (dove guida l'organo preposto) ha una decisa vocazione mediterranea e coinvolge tutte le altre realtà insulari.

Alla Conferenza delle Regioni è stato  approvato all’unanimità il documento su Programmazione Ue 21-27

Gaetano

Gaetano Armao

“Su proposta di Sicilia e Sardegna – ha affermato il vicepresidente della Regione Gaetano Armao, assessore ad economia e finanze – l’insularità diventa la priorità”

Da adesso, dunque, è finalmente l’insularità una condizione da compensare con misure specifiche di sostegno, fiscali e sui trasporti. Essa ha la priorità del Documento sulla Programmazione europea 2021-2027 approvato all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni (relatrice la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini).

“Su proposta di Sicilia e Sardegna – ribadisce commenta il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’economia, Gaetano Armao, componente in rappresentanza della Regione della Conferenza delle regioni e delle province autonome –  la condizione di insularità, per la prima volta, è stata messa al primo posto nel Documento.

Trattasi di un evidente nuovo passo in avanti del Governo Musumeci.

Dopo le risoluzioni del Parlamento europeo del 2016 e del Comitato delle Regioni del 2017, l’Europa deve riconoscere alle isole misure di sostegno finanziario, misure fiscali e di incremento della compartecipazione ai fondi strutturali. Le isole patiscono lo svantaggio competitivo per i costi delle esportazioni e il reperimento delle materie prime. L’Europa deve riconoscere loro gli svantaggi strutturali che derivano dalla loro condizione, in termini di mobilità, infrastrutture stradali e ferroviarie e di sostegno alle imprese. Solo attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio le isole europee, a partire dalla Sicilia, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita. E in questo senso occorre fare sistema non solo per la continuità territoriale, ma anche per la fiscalità di sviluppo”.

“Promuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale sia nelle aree urbane che in quelle con gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici che hanno difficoltà ad accedere ai servizi di base (isole e aree interne) – si legge nel Documento che, diviso in 10 punti, detta gli obiettivi della prossima Programmazione europea – l’approccio strategico, chiede una dotazione chiara e certa per tutto il finanziamento settennale”.

Si sottolinea, anche, in materia di gestione e controllo della spesa europea “l’esigenza di evitare duplicazioni” e la necessità di semplificare le procedure di controllo e valutazione della spesa.

Sempre su proposta della Sicilia, la Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha tenuto un confronto sui temi e le controverse questioni del regionalismo differenziato. 

(Da comunicato adattato e impaginato da Germano Scargiali)

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