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Giorgia Meloni saluta la Sicilia e chiama l’adunata per le europee

Giorgia MeloniGiorgia Meloni

Giorgia Meloni a Palermo sorprende amici e simpatizzanti: piccola e femminile, è lei la leader di chi è di destra senza se e senza ma. E una dei tre premier del centro destra assieme a due “facce facciose” come Berlusconi e Salvini, omaccioni e di forte razza anche loro…. Giorgia non manca, infatti, dello spirito veemente che distingue “la gente di destra” e, alla fine, in sala Rossa al teatro Politeama l’applauso prende quasi la dimensione di uno stand by. Poi Giorgia Meloni esce dal teatro e si avvia con uno stuolo di amici e simpatizzanti che non vogliono mollarla…

Previsto gran parte del contenuto, che ribadisce le posizioni di un partito in crescita, ai danni del centro e di Forza Italia, forse anche dei 5Stelle (frange)in disfacimento. Fratelli d’Italia è pronta ad allearsi con Salvini e Berlusconi formando quel terzetto dal pensiero unitario che aveva vinto le ultime nazionali, e che è stato “imbavagliato” da Mattarella e c. Ma su queste “anticaglie la Meloni sorvola.

Giorgia urla contro i “no Tav”, accusandoli di essere contro l’Italia e lo sviluppo. Gente fuori dalla realtà e, in definitiva, dalla “grazia di Dio”.

Non mancano i riferimenti più concreti, quelli elettorali,a quanto di tangibile si profila all’orizzonte. Giorgia Meloni rivolge con la massima enfasi l’invito rituale  tutti all’adunata, alla compattezza, a non mancare con parenti e simpatizzanti alle urne. Prima alle imminenti amministrative e poi alle Europee

“Anch’io – proclama la donna politica romana – mi candiderò alle europee”. Il riferimento chiaro è al possibile capovolgimento della clessidra della storia: dal primato di popolari e socialisti ai sovranisti, dal centrosinistra che ha deluso ad un centrodestra che promette realismo, no alle ideologie, al cui posto introdurre tecnologia, cifre, ma in due parole studio e l’osservazione della realtà.

Ma il gossip giornalistico si concentra sullo scontento e lo sconcerto nei confronti del governo regionale guidato da Musumeci dietro le insegne di Diventerà bellissima:un tradimento alla storia lungamente precorsa? Al sostegno recente nei confronti del premier catanese?

“Ho letto – sottolinea la Meloni in tono ammiccante ma chiaramente deluso – della posizione di neutralità del presidente Musumeci, che francamente non comprendo, a meno che non sia dettata da una difficoltà nel mantenere compatta la maggioranza, in ogni caso io sarei stata più coraggiosa al posto suo. E’ comunque un elemento di chiarezza per i siciliani che nelle prossime europee sanno, adesso, che se vogliono votare a destra la scelta è di votare Fratelli d’Italia”.

La presidente di Fratelli d’Italia è venuta a Palermo ufficialmente per presentare la formazione del gruppo al comune, composta da Mimmo Russo e Francesco Scarpinato. Visibilmente ha ‘allargato il discorso’, facendo il quadro della situazione politica e rispondendo fuori dai denti ai cronisti sulla scelta del governatore della Sicilia di non schierarsi per il voto di maggio. La sua invettiva ha preso il tono di una chiamata all’adunata:”se gli altri suoneranno le loro trombe – sembra accennare in linea con lo storico detto di Pier Capponi -noi suoneremo le nostre campane”.

“Stiamo lavorando ancora alle liste delle Europee, non sono chiuse – ha aggiunto ancora Giorgia Meloni – ma anticipo che la lista sarà qui, ma anche negli altri collegi italiani. Saranno liste molto forti. Prevediamo di rappresentare alle prossime europee la vera sorpresa elettorale. Credo che ‘a pagare’ sia  il nostro percorso di coerenza, l’aver lavorato in questi mesi senza pregiudizi nei confronti del governo, votando ciò che era compatibile con quello per cui i cittadini ci avevano votato a maggioranza e non votando ciò che abbiamo considerato un errore e un danno per gli Italiani e per il paese”.

“Non ho interlocuzioni – ha detto sul possibile accordo con gli autonomisti – con Raffaele Lombardo e non abbiamo accordi a livello nazionale, ma a livello locale i nostri rappresentanti dialogano con tutti, perché come si sa siamo interessati ad allargare la base che abbiamo raggiunto”.

“Ho trovato – ha precisatola Meloni – una città dalle grandi potenzialità ma abbandonata, una città che può pretendere molto di più. Del resto abbiamo notizia del sindaco Orlando solamente per il suo disperato tentativo di lanciarsi verso la ribalta nazionale”.

“Consiglio a Leoluca Orlando – ha incalzato sarcasticamente la combattiva Giorgia –  di candidarsi a sindaco di Tripoli. Prenderà un sacco di voti. Come tanti altri primi cittadini del Pd, si è occupato prevalentemente dei diritti e dei bisogni degli africani, molto più di quanto non sia riuscito a fare con quelli dei palermitani. A Palermo non si può ricandidare, ma se anche potesse, non credo che sarebbe rieletto. A Tripoli, invece, via, perché no?”

“Con Francesco Scarpinato, Raul Russo – ha affermato Meloni – il nostro gruppo al Consiglio comunale, avrà un gran risultato in Sicilia, alle imminenti europee”.

Il partito ha registrato adesioni di nuovi consiglieri di circoscrizione e amministratori locali: Francesco Schembri (ottava), Vittorio Sinopoli (quarta), Alfredo Ilardi (terza), Walter Ra e Gaetano Costa, assessore e consigliere comunale di Corleone, Salvatore Longo e Vito Giuliano, assessore e consigliere comunale di Partinico, Filippo Barbaria, consigliere comunale di Cefalà Diana, Giovanni Spadafora, vicesindaco di Roccapalumba, Erica Romano e Giuseppe Rizzo, vicepresidente del consiglio comunale e consigliere comunale di Lercara Friddi, Antonio Lupo, presidente del consiglio comunale di Villalba, Caltanissetta, Gaetano Cognata, consigliere comunale di Sciacca.

Giorgia Meloni, comunque, non si sbilancia più di tanto  sui nomi dei candidati alle Europee. Sarà lei la capolista in tutti i collegi, ma le liste non sono ancora chiuse.

Sulla con Musumeci Giorgia sfuma: “Ha trovato una situazione complessa, ha avuto bisogno di tempo per organizzare la macchina e non sono mancati anche i risultati positivi come la certificazione della spesa dei fondi europei, che segna una discontinuità rispetto al passato. Fratelli d’Italia sta dando la propria mano. E’ nostra la proposta di sostenere in modo economico gli studenti fuori sede e i siciliani che si devono allontanare per le spese mediche…”

Germano Scargiali

 

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