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Il Mediterraneo è ora il Nuovo mondo? E chi ha paura del “cinese cattivo”?

La via della seta per terra e per mare. Questa sommaria immagine non guarda lontano: Trieste e Atene vi appaiono come protagoniste del passaggio dal Mediterraneo. Xi Jinping è a adesso a Palermo per coinvolgere la Sicilia, ma "è necessario" il ponte sullo Stretto.La via della seta per terra e per mare. Questa sommaria immagine non guarda lontano: Trieste e Atene vi appaiono come protagoniste del passaggio dal Mediterraneo. Xi Jinping è a adesso a Palermo per coinvolgere la Sicilia, ma "è necessario" il ponte sullo Stretto.

Tutto iniziò all’epoca delle grandi paure: la maltusiana sovrappopolazione, il progressivo impoverimento del proletariato e adesso le variazioni climatiche. L’opinione pubblica scatta famelica – parlando di una maggioranza – alla ricerca di timori del genere. Fra queste “paure” quella del pericolo giallo ha trovato posto certamente fra gli anni 40 e 50,ma c’è chi è di lunga memoria e chi ha paura anche prima che di un timore nasca la moda… Quindi i tempi si allungano…

E, se Marco Bellocchio ci ammoniva, sull’onda del timorosissimo spirito del’68, affermando che “La Cina è vicina“, oggi c’è qualcuno che teme che la Cina sia vicinissima. Pur sotto altra forma e con altri modi…

Già, non arriveranno a piedi in milioni, i cinesi, per “mangiarci vivi”, ma ci invaderanno (teme, dunque, qualcuno) con le loro merci, che noi pagheremo, fino al punto che – con i soldi ricavati – compreranno l’Europa e non solo. E già questo sarebbe un modo “intelligente” di esporre il timore. Perché quello più elementare è che continueranno a venderci tutto all’infinito. Ciò, però, è tecnicamente impossibile.

La via della seta per terra e per mare. Questa sommaria immagine non guarda lontano: Trieste e Atene sono protagoniste del passaggio dal Mediterraneo.Xi Jinping è a O Palermo per coinvolgere la Sicilia, ma "ci vuole" il ponte sullo Stretto.

La via della seta per terra. Questa immagine semplificata e anch’essa penalizzante l’Italia ( con la Torino -Lione una primaria via ferroviaria proveniente da Lisbona passerà da Milano e Venezia) cerca  di far far capire le quantità enormi, in migliaia di tonnellate che viaggiano e sempre più viaggeranno nei 2 sensi. La ferrovia è tutta a doppio binario e costituita da TAV.

Con quali soldi – ecco l’obiezione – pagheremo,infatti? Sempre con pezzi di carta? Con pagherò? Ma quanto può durare?  Ben presto – come già, del resto, fanno adesso – i cinesi cominceranno a propria volta a comprare anche da noi. Dovranno farlo, anche non volendo, proprio per continuare a vendere. La logica economica internazionale – se ne fossero o meno accorti per tempo le persone e gli stessi stati – è quella dell’equilibrio internazionale

Per dirla con Vilfredo Pareto, voi credete veramente che noi europei e italiani non abbiamo niente diofelimo“, cioè desiderabile, per “loro cinesi”, al punto da pagarlo? Ma certo che ce l’abbiamo! Essi amano tutto ciò che è europeo: cultura, musica, moda, Ferrari, Mercedes, ma anche vini, enogastronomia in genere.Ma anche semilavorati, tecnologie complesse e spicciole.

C’è un errore di base nei timori allo stile di Malthus, Marx, Falan e dei catastrofisti in genere (meteo, acqua, fame). Prestate cortesemente attenzione: “considerano una variante, quella catastrofista, ma non considerano il variare nel tempo ‘a venire’ delle altre componenti (altre varianti) del fenomeno.

Vano sembra l’esempio di ciò che è avvenuto dalla rivoluzione industriale ad oggi: non è andata come temevano Malthus e i comunisti per il semplice motivo che sono intervenuti fattori, in parte anche prevedibili, ma altri difficili da considerare. Nel complesso può dirsi che sia il “riequilibrasi” della storia verso punti di “ragionevolezza” che fa legge. Il boom demografico si arresta quando i proletari diventano borghesi.

Anche le "rotte" terrestri africane, appartenute alle grandi "carovaniere" si ripropongono in chiave moderna attraverso ferrovie e rotabili.

Anche le “rotte” terrestri africane, già appartenute alle grandi “carovaniere” si ripropongono in chiave moderna attraverso ferrovie e rotabili.

Un esempio lampante della micro realtà, applicabile – però – a ciò che sosteniamo, avverrà col fenomeno Cina, è il seguente: la sovrapproduzione conseguente alla tecnologia, che di per sé (come oggi l’elettronica) riduceva – anche drasticamente – i posti di lavoro, ha comportato la necessità di far consumare i nuovi prodotti, nelle grandi quantità in cui uscivano dalle manifatture meccanizzate, dall’industria e dall’agricoltura (i catastrofisti trascurano la continua crescita della redditività per ettaro) a grandi masse di persone. Coloro che producevano avevano”necessità” di veder consumati i loro prodotti e quindi di consumatori con denari per acquistare. E’ questo il primo motivo tecnico, materialistico –  per cui maggior benessere si distribuisce fra le masse, nelle economie di mercato, dal tempo della industrial revolution ad oggi. Il regime di concorrenza, frattanto migliora la qualità e moltiplica la quantità dei prodotti e dei servizi disponibili.

Africa uguale soldi: così, vestito di banconote, Milano Finanza ha rappresentato il vecchio continente nero. Anche questo ripartirà su vecchie rotte terrestri "carovaniere) .Un asse stradale in costruzione sta per collegare Città del Capo con il Cairo e Tunisi.

Africa uguale soldi: così, vestito di banconote, Milano Finanza ha rappresentato il vecchio Continente nero. Anche questo riprenderà a viaggiare verso il Mediterraneo lungo le vecchie rotte terrestri (carovaniere) . Un asse stradale in costruzione sta per collegare Città del Capo con il Cairo e Tunisi. Le merci possono viaggiare a tonnellate solo via terra e via mare (trasporti intermodali). L’Africa è il maggior premio per chi si gestirà meglio.

Ciò che determina la superiorità di una nazione rispetto all’altra si fonda su altri elementi, altri parametri, altre situazioni di fatto che non siano quelle del mero mercato commerciale. La quantità prodotta (Pil) è importante: è fatta di beni e servizi. Ma i beni sono anche immateriali (immagine, cultura, buon gusto) L’Europa sarebbe un mero mercato per la Cina? Ma è ovvio che no, che ciò  sia impossibile, impensabile!

L’errore è il medesimo di quello di ritenere che, guardando alla proverbiale statistica del pollo, i “padroni dal vapore”continuassero a mangiare sempre più polli all’infinito, lasciando “chi era poverello” fermo a quella “coscetta” iniziale e neanche… Facciamone tesoro. Non è andata così!  E sono mille le situazioni analoghe…
Come ripetiamo, la realtà – quella economica in particolare – è difficile da analizzare, ma soprattutto perché è fatta da mille elementi in movimento: sono elementi “di fatto”, cioè di denaro e di logistica, ma anche sociali e civili. Come il concetto di “ofelimità“, espresso nella sua semplicità dal grande V. Pareto, che è quanto di più vago, legato ai momenti e alle mode, alla psicologia sociale e al successo delle campagne pubblicitarie e promozionali.

La cina è già un mercato, uno sterminato mercato, oltre che un mega produttore: lungo la via della Seta non potrà che esservi altro che un doppio binario sul quel tutto va come tutto viene. In altri termini, preoccuparsi che la Cina è vicina equivale a preoccuparsi che la Francia, l’Inghilterra e la Germania siano vicine.

Come il piccolo Palermoparla scrive dall’alba di questo secolo, ma forse anche da prima, l’avvicinarsi di “tutto l’Oriente” di cui ila Cine è la prima staffetta, assieme al Giappone, non è un fenomeno che posa dipendere da Conte e Salvini. Ma -forse – neanche da Trump, Putin e Xi Jinping

Una improbabile "vera" amicizia: Trump sta gestendo l'arduo compito di limitare il danno per l'America.. L'asse della politica e dell'economia si sposta fra Europa, Asia e Africa.

Una improbabile “vera” amicizia: Trump sta gestendo l’arduo compito di limitare il danno per l’America… L’asse dell’economia e della politica si sposta fra Europa, Asia e Africa col Mare Nostrum occhio del ciclone. Donald è abile: “abbozza” per trattare meglio che può…

E’ un fenomeno epocale, che ha già determinato nei fatti il cosiddetto allargamento del Canale di Suez, tanto per essere imprecisi perché si tratta del raddoppio. Tale opera – appunto epocale – non è la causa ma la conseguenza di ciò che sta accadendo: un fenomeno che crescerà sempre più come una pianta. Nessuno potrà opporsi a ciò che è “determinato” dalla storia e dalla geografia. Questa ci dice che l’Eurafrasia è un’antica unica terra, mentre la storia ci consegna mezzi di trasporto e vie di comunicazione un tempo i impensabili. Certo inesistenti quando l’imperatore Marc’Aurelio fu “così intraprendente” da mandare una missione romana presso il Gran Kan che lo salutò già entusiasticamente. La spedizione tornò con la seta e si stabilì una via continua verso Roma: la prima “via della seta”. Molte altre merci vi hanno viaggiato…

L’imperatore impose una tassa perché le “matrone” non ne comprassero troppa. A quei tempi – fondamentale differenza – si pagava in oro. Oggi non più. Si paga, in pratica, con altre merci e servizi. Lo scambio di moneta è temporaneo.

Gli attuali governi non determinano questo grande passo della storia. Possono solo assistervi, amministrarlo, decidendo di accelerarlo o ritardarlo. Ma è nei fatti. Sarà vantaggioso per l’Europa e l’Italia? Certamente – super vantaggioso – perché sta provocando il riassestarsi dell’asse della politica e dell’economia mondiale dagli oceani al “Vecchio Mediterraneo“. Questo è il crogiolo – lo scriviamo da sempre – attorno al quale ruotano gli interessi di Europa, Asia e Africa. La posizione dell’Italia è ottima. E’ “ofelima” per la Cina.

Si capovolge la clessidra della storia messa in piedi dalla stessa Europa al tempo delle grandi scoperte geografiche. Ma non può dirsi che la batosta fu senza grandi benefici. In Europa giunsero presto oro e argento: un’iniezione di moneta che servì da stimolo allo sbocciare di industria e capitalismo: che lo si voglia o no, furono i presupposti per lo sbocciare mondo moderno…

Adesso, però, a far la parte del “nuovo mondo” è il Mediterraneo, che reclama i suoi storici e preistorici diritti, dovuti alla posizione geografica al centro del grosso della Pangea e allo stesso clima. Adesso, il Mediterraneo reclama le centinaia di anni di storia e di evoluzione in cui scrisse la storia e portò il mondo a quello che vediamo. Se la Cina è vicina, grazie ai trasporti moderni, fa ora parte di una grande insuperabile realtà… 

Per questo Xi Jinping viene a Roma e nell’avamposto Mediterraneo che si chiama Sicilia. Certamente la Cina fa tutto ciò per egemonizzare questo “Nuovo Mondo”. E’nei fatti e nei suoi interessi. Ne ha tutta la forza necessaria.

Ma volete che tutto ciò che qui è ofelimo per la Cina, la vecchia Europa, che ebbe la Grecia, Roma, Carlomagno, il Rinascimento e Napoleone, che scoprì l’America, spiegando com’era fatto il mondo, l’Europa di Metternich, Talleyrand e Cavour – per quanto maledettamente disunita – gliela daranno gratis?

Ma neppure Di Maio, Conte e Salvini, due meridionali doc e un lumbard altrettanto doc, gli la daranno gratis. Perché i cinesi la sanno lunga, ma anche qua “qua nessuno è fesso“.

Benvenuto, dunque, Xi Jinping dall’aria d’un simpatico pacioccone! Tu sei comunque la storia che torna a passare da Roma e da Palermo.

Germano Scargiali

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