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Perché la Cina è la benvenuta anche a Palermo

Mattarella sfoggia i "suoi" corazzieri: Hanno scortato con i loro imponenti cavalli anche la macchina presidenziale di Xi Jinping per le strade di Roma Capitale. Di più non si poteva fare.Mattarella sfoggia i "suoi" corazzieri: Hanno scortato con i loro imponenti cavalli anche la macchina presidenziale di Xi Jinping per le strade di Roma Capitale. Di più non si poteva fare.

C’è una serie di risvolti positivi nella visita di Xi Jinping  in Italia, che ci ha fatto già dire chiaro: “sii il benvenuto“. E’ un momento magico per il processo di pace nel mondo. Partendo dalla logica 68ttina che fece dire a Marco Bellocchio “La Cina è vicina“, si capovolge di netto la prima clessidra della storia. I cinesi dovevano arrivare in Italia – secondo quella logica capziosa – con mezzi bellici e imporci la morale comunista… Siamo su un terreno opposto: Xi Jinping viene in Italia – a Roma e oggi (23 marzo 2919) a Palermocon la mano tesa per stringere la mano degli italiani. La missione è “comunque” pacifica.  E, se c’è stata conversione, è avvenuta da parte cinese: apertura – sia pure parziale – all’economia di mercato… Questa consiste – piaccia o no – nel vendere e…comprare. Sta andando già così…
Per quanta sproporzione possa esserci fra Cina e Italia, essa può essere vista in positivo: il mercato cinese – in crescita consumistica – è enorme. I prodotti italiani sono molto pregiati. Fra questi, quelli culturali, visto che si è appena accertato che l’Italia è il paese culturalmente più di prestigio e più influente del mondo. Scusate se è poco. Insomma, l’incontro è fra un gigante e uno scrigno di pietre preziose.

Fra gli altri aspetti positivi, come s’era capito, la Cina conta sui porti italiani – e siciliani in particolare – come la porta d’Europa. Ed occorre tener presente che – come in piccolo per la Torino Lione – il transito di merci da e per l’est,significa poter disporre dei mezzi di trasporto di passaggio: navi e treni. Mentre anche le linee aeree saranno – di conseguenza – rinforzate. Anche per il trasporto di prodotti gastronomici freschi, oltre che di passeggeri.

Si va verso un mondo più ricco ed evoluto, verso mercati molto più ampi, assolutamente internazionalizzati, che si estenderanno in Asia ed anche in Africa…

Se non si capisce questo, se si continua a focalizzare solo il problema della “compatibilità” della crescita, non si è capito niente: la tecnologia renderà compatibile la crescita esponenziale verso la quale la stessa tecnologia porterà il mondo.

Da qui la visita della Cina, che segue le visite, al contrario, dei rappresentanti italiani (nessuno escluso) a Pechino (etc). E’ un fatto conseguenziale prima che una decisione ed apre certamente le porte ad una collaborazione e ad una evoluzione imprevedibili come lo è il cammino della storia. Oggi caratterizzato dall’accelerazione – per regola – di tutti i fenomeni in corso. O almeno di quelli che, a ragione o anche a torto, il mondo vuole limitare…

Ma la crescita dell’Asia e dell’Africa (susseguente – intendiamoci – quella europea) non potrà che ingrandire in positivo l’intero “continente antico“, che beneficia già della propria storia, ma con l’apporto della tecnologia moderna.

Quanto all’Unione Europea, questa esce da grande sconfitta – ancora una volta – dal dato di fatto: La Cina incontra separatamente Italia e Francia, perché l’Europa – così com’è – non è neppure un interlocutore possibile, non ha un governo, è priva di una qualunque personalità effettiva.

E’ sperabile che si rifletta su tutto ciò. Perché, se è possibile accordarsi con i cinesi, ancor più dovrebbe esserlo fra gli stati europei. Invece la litigiosità è la protagonista, fra gli stati che rappresentano le vecchie valli, le vecchie monarchie nazionali della pur progredita Europa. Essa è un faro di civiltà e non è certamente ferma per tecnologia, ma resta quel “nano politico” così additato molti anni fa dal ministro belga Spaak.

Fondare, dunque, una vera unione europea resta un’impresa ancora da compiere, anche se non se ne intravedono neppure i segni. L’UE sembra una delle cattive opere costruite per frenare lo sviluppo, bloccarlo, a tutto favore dell’America.

Italia aperta all'Africa: non solo calciatori... Avrà certo scritto alla mamma:"figurati che faccio il corazziere!"

Italia aperta all’Africa: non solo calciatori… Avrà certo scritto alla mamma: “figurati che faccio il corazziere!” L’Italia è stata indicata come la nazione più “culturalmente influente” e , probabilmente, la meno razzista del mondo. Ciò – contro i profeti di sventure – le giova e le gioverà di certo. Anche la predilezione di Xi Jinping  lo confermano,mentre D. Trump ha sempre avuto per l’Italia (molto amata da Melania) parole lusinghiere…

Una posizione ottusa almeno quanto i timori di chi non vorrebbe l’apertura alla Cina. Perché, forse, è stato vero sempre, ma oggi più che mai: dalla crescita del tuo vicino (la Cina ormai lo è, l’Africa che cresce geograficamente lo è di più), ma soprattutto del tuo alleato, non può venirti altro che bene. Fermo restando che si tratterà sempre di una sommatoria fra dati col segno più e quelli col segno meno.

Accanto alla congenita stupidità delle sinistre che vedono il bicchiere sempre mezzo vuoto, c’è quella di una parte della destra che vorrebbe il bicchiere sempre tutto pieno

Ma questa visita cinese – ecco un altro aspetto positivo – potrebbe segnare una data storica nel calendario. Sarà così: è – secondo noi – l’inevitabile inizio della fine (vane le promesse di fedeltà alla politica e all’economia atlantica) del predominio americano – già addirittura …umiliato – sullo scacchiere mondiale. Ripetiamo: così vogliono sia la storia, sia la Geografia.

Germano Scargiali

La scelta di Palermo – di cui abbiamo parlato – riguarda tutta la Sicilia, di cui il Capoluogo è “la porta”,la sede del governo regionale… Una scelta lusinghiera che riconosce la posizione geografica,la cui importanza venne sottolineata già da Federico II, che ne parlò come una cosa preziosa che non dipendeva da lui: era ciò che di più prezioso l’Isola possedesse…

E’sperabile che la Sicilia stessa ne prenda atto, uscendo dal proprio isolamento, fatto anche di orgoglio e snobismo. (G.S.)

 

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