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Da San Francesco una conferma: la lotta contro il male è il fine comune

San Francesco e il diavolo. Il genio del Male lo tormentava e lui ne parlò più volte, fornendo anche dei consigli per sconfiggerlo. ...Poiché non abbiamo motivo di dubitare che San Francesco e Padre Pio dicessero - al riguardo - la verità, notiamo come il Male sia "talmente presente e concreto" che loro "da santi" lo vedessero  in 
 forma reale. La santità di Francesco era tale che chiedesse al Signore "...dammi fede ferma" . Anche lui raccontava di andare soggetto a forti tentazioni.San Francesco e il diavolo. Il genio del Male lo tormentava e lui ne parlò più volte, fornendo anche dei consigli per sconfiggerlo. ...Poiché non abbiamo motivo di dubitare che San Francesco e Padre Pio dicessero - al riguardo - la verità, notiamo come il Male sia "talmente presente e concreto" che loro "da santi" lo vedessero in forma reale. La santità di Francesco era tale che chiedesse al Signore "...dammi fede ferma" . Anche lui raccontava di andare soggetto a forti tentazioni.

L’interpretazione di base della creazione e del senso della religione cristiano cattolica (vedi articolo recente) trovano conferma anche nelle parole di San Francesco: “…dolce capire che non son più solo ma che son parte d’una immensa vita…

Dicevamo appunto, nei precedenti articoli che tutta la logica del cristianesimo cattolico “va a posto” se si ritiene che Dio abbia chiamato – ovviamente da sempre – l’umanità a collaborare con Lui nella lotta contro il Male…

La lotta contro il male è il fine che accomuna Dio e l’Umanità. Fra i doni divini,oltre alla vita, ma soprattutto la conoscenza e l’intelligenza, il più grande è proprio questo coinvolgimento nel riscatto della realtà “immanente” a danno del Male…

Non entriamo qui nel motivo di base di tutto ciò: se tutto ha un motivo, infatti, “quel” motivo lo abbiamo altre volte anche indicato. Trattasi di una teoria, di una spiegazione possibile, ma essa ci sembra un “motivo di fede”. Cioè, per chiarezza, un motivo in più per credere.

In quelle parole di San Francesco il cristiano, grazie alla fede, entra a far parte della creazione, della natura, ma certamente della grande comunità (può essere vista, anche, in tono più “ufficiale”, come la – grande   Chiesa dei credenti) che, unita in tutto il mondo, crede in Dio, nella configurazione univoca che è definita nelle sacre scritture. L’umanità collabora tutta allo stesso ideale religioso: la vittoria sul male e la sua sconfitta. Questa capitolazione, alla fine, dovrà essere totale. In tutta la tradizione la lotta e la sconfitta del Male sono, infatti, continuamente presenti.

Si pensi alla tracotanza del Maligno che osa tentare lo stesso Gesù nel deserto. Il diavolo sa benissimo che quello è Dio – il suo giurato nemico – ma lo tenta ugualmente come uomo. Insomma, le prova tutte… E’ il Vangelo che parla. Se siamo cristiani non possiamo non “leggerlo”. Anzi. Ogni episodio, addirittura ogni parola, è un significante. Quasi sempre ha più significati, più chiavi di lettura: rivelazione, insegnamento, simbolo, poesia…

In conclusione, la lotta contro il Male è strenua. Anche i peccati comuni, nel fare notizia offendendoci, così come le “disgrazie casuali”, hanno una doppia veste di manifestazione male presente in sé sulla terra (il male è un fenomeno cosmologico la cui presenza riteniamo qui concreta e innegabile) e di tentazione diretta tesa ad allontanare l’individuo dalla fede. Ad abbandonare l’idea di un Dio provvido.

Ma è ovvio e ricorrente in tutta la storia cristiana e nelle scritture come Dio prediliga chi lo segue nella lotta del Bene contro il Male. Ed anche ha fede che il bene esca vittorioso e, col tempo, debba trionfare.

L’intero corso della storia umana, nel lungo termine, prova come si proceda verso il meglio, sia pure con qualche intoppo.Ma qui entra il concetto di “pazienza“: non si può pretendere di vincere la partita in mo, per esempio nel corso di una vita: Una simile “tentazione” rasenta il peccato originale. Ne abbiamo parlato si questo stesso giornale. La vittoria va costruita con pazienza e va avvicinandosi. Anche questo ce lo insegna la storia. Non vogliamo dilungarci, ma la consapevolezza odierna dei problemi, il modo di affrontarli, lo conferma di certo…

La vittoria va costruita combattendo giorno per giorno e per generazioni contro la molteplicità insita nella natura (mondo, cosmo) e, in particolare nelle manifestazioni del male, che sono gli ostacoli più difficili da superare per l’individuo e la società….

Attenzione, quindi, alla  nostra spinta verso troppo rapide riforme in tema di religione…

Tornando al tena centrale, il discorso di base si allarga, certo, anche al concetto di “ecumenismo”. La religione di Roma è ecumenica perché appartiene a tutto il mondo (ovunque vi sia una casa, ecumé). Le “altre” sono religioni di popolo. Quelle scismatiche cristiane assumono la veste di religioni di gruppo sociale (per quanto esteso) o,peggio, di religioni di stato come’è il caso della Chiesa inglese. C’è una bella differenza!

Per questo, bisogna procedere con molta prudenza nel parlare di fratellanza fra le religioni, quasi fossero la stessa cosa.

Migliore e “alta” è la riflessione che abbiamo ascoltato dal Prof.Ignazio Buttitta, ordinario di Culture e società all’Università di Palermo. Quando parla dell’evidente presenza di un “homo religiosus“.

“In tutto il mondo – afferma Buttitta – l’uomo normale si presenta come …Homo religiosus”

Il Prof. Ignazio Buttitta

Il Prof. Ignazio Buttitta (Cultura e società all’Unipa)

L’homo non religiosus è, quindi, sostanzialmente un “non homo“. Per chiarire ancora, un cristiano può affermare che da sempre l’umanità abbia intuito l’esistenza del soprannaturale e di un Dio o più Dei. E notare che, nel complesso, le religioni insegnino il bene comune e la morale…. Purché si tenga distante dal pensare ad un religione unica. Di un Dio comune si può, ma “a mala pena”, parlare per le due altre religioni abramitiche: ebrea e musulmana…

Il fine comune è la lotta contro il Male …con l’aiuto di Dio. La vita è un dono inestimabile, il passaggio dal nulla, dal non essere all’essere, all’esistere consapevole. Ma l’umanità e gli individui hanno”quel compito”: saper affrontare il male e lottare contro di esso con la volontà di sconfiggerlo: Si pensi a quanto lavora la società anche per prevedere ed attuare l’effetto delle malattie e delle catastrofi, che sono ovvie manifestazioni del male (vedi articoli precedenti).

Sottraendosi a tutto ciò, si “esce” dalla Chiesa Cristiana, cioè da quella “grande vita” illustrata così poeticamente da San Francesco d’Assisi. Ma tutto sarebbe, ovviamente, vero anche se il Santo d’Assisi non avesse parlato, aggiungendo anche qui il suo prezioso contributo alla logica della fede.

Germano Scargiali

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Un’elementare osservazione della realtà ci dice che Dio si aspetta che l’umanità e l’individuo vincano “da soli” gran parte della battaglia e della guerra contro il male. Dio è, secondo la logica cristiana, al fianco dell’individuo nella lotta contro il peccato.Ma non sembra faccia molto contro altre manifestazioni naturali del male, come l’errore dal punto di vista individuale e le avversità materiali: catastrofi, disgrazie in genere, malattie.

Se interviene, lo fa …in seconda battuta: quella lotta, l’individuo e l’umanità devono affrontarla da soli. Fatto sta che, di fronte alle difficoltà obiettive della vita, piccole e grandi, c’è chi reagisce con la fede o addirittura la acquista. C’è anche chi la perde o bestemmia con le parole o con i fatti. Questo è un momento fondamentale nella scelta fra il bene e il male. Questo, quando colpisce, fa un danno immediato, ma fa anche “barcollare” la fedein Dio in chi ne ha poca…

Il Male – vogliamo dire e ripetiamo – ha una presenza concreta nel mondo, simile a quella del tempo spiegata da Einstein. Ciò, tanto per  fare un esempio, di cui ci si perdoni la libertà… Il Male – constatiamo – è il nemico acerrimo di Dio e degli uomini.

Ripetiamo ancora: Dio ha gratificato gli uomini donando loro la vita e soprattutto la conoscenza: è il passaggio dal nulla, il non essere, alla vita, all’essere. Ma dobbiamo individuare un’altra grande gratificazione: essa riguarda il coinvolgimento dei figli con il Padre nella lotta per la sconfitta del Male. (G.Scargiali)

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