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Salomé a Roma al Palladium

Un momento della rappresentazione al Teatro Palladium di RomaUn momento della rappresentazione al Teatro Palladium di Roma

Finalmente una Salomè di O. Wilde in lingua originale (francese) integrata da un commento musicale appositamente costruito da Benedetto Boccuzzi con una costumistica ove solo il Battista veste in originale, gli altri come ai tempi di Wilde!

Salomè (O. Wilde): <<…La morderò con i miei denti come si morde un frutto maturo. Si bacerò la tua bocca, Johanaan…>>.

Per i cultori dell’argomento iniziamo con la “danza di Salomè” attribuita a Pirro Ligorio (San Giovanni decollato Roma).

Ma la voluttà seduttiva di lei si apprezza maggiormente, nella formella di San Zeno Maggiore Verona, rispondente alla iconografia cristiana, sensibile all’occhio interiore di Plotino, efficacissima immagine che evidenzia con la danza il diabolico progetto.

Siamo difronte ad una triade Erode Antipa-Erodiade-Salomè contro “una voce che grida nel deserto” (Vang. Gv. 1,23): Giovanni il Battista!

Giovanni il Battista; ma anche il predicatore dell’imminenza del regno di Dio e per di più Giovanni che predica la penitenza in sua attesa. La vita del Battista è già un dramma!

Erode Antipa sposa Erodiade, sua nipote e cognata (atto proibito dalla legge ebraica) e il Battista lo dice chiaramente.

E’ troppo!

Da dramma la sua vita si tramuta in tragedia (tragedia alla maniera greca della Medea di Euripide: rottura di qualsiasi equilibrio, apertura di un baratro catastrofico non recuperabile e non colmabile in alcun modo)!

I sodali, seppur per scopi diversi, convergono verso il compimento della tragedia: la testa del Battista viene offerta a Salomè!

Wilde è satirico, caustico, pungente, dissacrante e l’Inghilterra vittoriana non lo perdona, si diverte a inventare storielle assai pruriginose, sapide, saporose, argutamente umoristiche seppure abissalmente reali di una realtà che il puritanesimo anglosassone non accetta. 

Francesco Mei, scrive di O. Wilde a Parigi a proposito della sua Salomè: “…Wilde si mise in contatto con quei giovani scrittori che cercavano nuove forme di espressione in un simbolismo decadente, rivolto ad esaltare il valore assoluto della parola…”.

La storiella di Salomè, ora a Parigi (1892) diventa un’opera teatrale.

Quale, dunque il rapporto fra la Salomè tradizionale e la versione di Wilde?

Salomè tradizionale s’accontenta d’aver assecondato sua madre Erodiade che, a sua volta, è soddisfatta della vendetta; Erode Antipa, s’appaga della visione di Salomè danzante e ordina ciò che solo lui poteva: l’assassinio del Battista in ossequio alla promessa fatta a Salomè se per lui avesse danzato!

Ma a Wilde non basta; aggiunge piombo fuso sulla ferita. L’abisso del male si trasforma in tragedia della tragedia.

Non per assecondare la madre (passo per altro ineludibile nel suo disegno), Salomè chiede ed ottiene la testa del Battista, ma per rendere pago il suo desiderio lascivo: amare il Battista che le si nega, il che la eccita enormemente! Vittoria di Pirro, poiché del Battista bacia la bocca della testa decollata, arrivando alla necrofilia, altro aspetto del male!

E’ così che Wilde ottiene tre scopi: la desacralizzazione della storia originale (proibitiva per l’epoca), la scoperta triste ma vera nella sua tragicità che amare, attraverso il possesso assoluto, è fare del male e l’assurdità dello stesso o, per dirla alla maniera di Hannah Arendt, “la banalità del male”!

Cade opportunatamente questa rappresentazione teatrale della compagnia La Chambre Magique a testimonianza di un Wilde attualissimo: Enrica Roddolo sul Corriere della sera 30 maggio 2019 pubblica l’articolo “Undicesimo: tu non invecchierai”; Wilde è là presente con il suo capolavoro “Il ritratto di Dorian Gray” quale esempio della vita sempre giovane ever green; un assurdo che non ci è consentito di perseguire, un non senso che il genio di Wilde coglie alla perfezione!

Fabio Massimo Tombolini

(Corrispondenza esclusiva Da Roma)

Salomè

Teatro Palladium Roma 31 maggio 2019

Regia – Michele Suozzo

Scene – Dario Dato

Costumi – Annalisa Di Piero

Assistente alla regia – Fulvia De Thierry

Luci – Marco Guarrera

Coreografia Danza – Alessandra Cristiani

Make-up Artist e Acconciatura di scena – Sergio Tirletti

Musiche originali composte ed eseguite da Benedetto Boccuzzi

Interpreti: Nicolas Bresteau, Cesare Capitani, Alessandro Cotroneo, Alessio D’Agguaglio, Alessia D’Anna, Fulvia De Thierry, Maxence Dinant, Rocco Dragone, Luca Forte, Hannah Fried, Diletta Laezza, Valerio Leoni, Niccolò Migliorini, Massimo Mondelli, Jandira Moreno, Nick Russo, Giuseppe Sinisi, Guido Targetti, Davide Trebbi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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