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Donne romane fra politica e politici

Casa delle Donne a Roma presso "Le Mantellate".Casa delle Donne a Roma presso "Le Mantellate".

Nel precedente articolo (Parità di genere? Di là da venire…) ipotizzai la possibilità di incrementare i posti di lavoro reali utilizzando al meglio il “reddito di cittadinanza”, mediante l’inserimento di “supplenti”, qualora una donna – lavoratrice con impiego subordinato – per qualche motivo dovesse assentarsi dal proprio lavoro. Ciò varrebbe comunque per individui oggetto di malattie che richiedono una lunga degenza. Non ci sarebbero più quelle vergognose sospensioni dal lavoro per inabilità temporanea ma necessarie per le economie produttive, specie se dovute a maternità.

Probabilmente sarà una ipotesi di difficile attuazione perché c’è da temere una reazione negativa da parte della politica indecisa tra “reddito di cittadinanza” sì oppure no e una modifica del mercato del lavoro la cui disoccupazione, si sa, ne è uno degli elementi chiave!

L’inserimento dei/delle “supplenti” è teoricamente fattibile ma, almeno qui a Roma, la distanza tra la politica e la cittadinanza sembrerebbe notevole, come è stato detto nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla “Casa Internazionale delle Donne”, un’organizzazione nota anche all’estero per le attività sociali e per i numerosi servizi dedicati alle donne che vi si svolgono, altrimenti inesistenti.

Un’importante compagine che – tra l’altro – fin dal 1985 si batte per una necessaria stabilità della sede quale unico punto di riferimento universale e all’improvviso riceve una incredibile ingiunzione di sfratto per morosità eccessiva!

Lo Stato, Le Regioni, i Comuni probabilmente non riescono nemmeno a percepire l’importanza di avere un’organizzazione autonoma in grado di supplire alle tantissime carenze strutturali, mostrate proprio in tema di solidarietà dal nostro sistema politico “democratico repubblicano rappresentativo parlamentare”!

Non capiscono che se riescono a togliere la sede di un riferimento importante qual è la Casa Internazionale delle Donne, dovrebbero comunque provvedere altrimenti, magari ripartendo da zero e perdere l’esperienza già conseguita, il luogo, la notorietà, la facilità di raggiungerla, ecc.

Costituzione Art. 37: La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

Situata in una storica zona centrale di Roma, nell’antico carcere femminile detto delle “Suore Mantellate”.

Costituzione Art. 45 : La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

Il sistema politico è simile ad una Amministrazione di Condominio, è formato da dipendenti più o meno pubblici stipendiati dai cittadini e se le cose non funzionano nell’interesse dei cittadini e soprattutto delle cittadine, l’Amministrazione va cambiata!

Le “donne romane”, circa 800.000 residenti, sono in grado di farlo!

Quindi, sperando nelle more di un rapido “ravvedimento sociale”, i politici rinuncino a costose battaglie legali finalizzate al premere l’allontanamento della Casa Internazionale delle Donne dall’attuale locazione. Invece, avviino al più presto le procedure per la “concessione in comodato d’uso gratuito a tempo indeterminato”, così da risolvere la questione una volta per tutte. Altrimenti occorrerà utilizzare gli strumenti costituzionali per far valere i diritti sociali di questa piccola grande comunità.

Lorenzo Romano

Corrispondenza da Roma, 11 luglio 2019

Costituzione Art. 71 Il popolo esercita l’iniziativa legislativa mediante la proposta, da parte di almeno 50.000 elettori, di un progetto redatto in articoli. Art. 840-bis CPC  comma 1. I diritti individuali omogenei sono tutelabili anche attraverso l’azione di classe, secondo le disposizioni del presente titolo (omissis)”.

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Nota

La condizione femminile resta uno dei problemi sociali irrisolti. Significativa la vicinanza di questa sede – sottratta alla sua funzione – con “Le Mantellate”. Oggi è la casa circondariale femminile di Roma. Un delle più toccanti canzoni di Gabriella Ferri dice nel primo verso: “Le Mantellate son delle suore,ma a Roma so’ soltanto celle scure…”

Abbiamo constatato la condizione dei reclusi e delle recluse a Palermo nella moderna “casa”. Chi scrive si è chiesto “che società siamo per dover ricorrere a tanto e per tante persone. Per converso giusto indignarsi per “certe scarcerazioni veloci”. Ma di regola i reclusi vengono chiusi in cella e …buttata la chiave. Una serie di limitazioni della loro libertà è inumana,assurda, inutile…

(G. Scargiali)

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