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Fra Micciché e La Repubblica: querelle alla “consegna del ventaglio”

Gianfranco Micciché riceve il ventaglio dalle mani dell'artista che lo ha realizzato. Ne loda la qualità. Non lo porterà a casa, ma lo lascerà appeso in sala stampa. E' la sua consuetudine. Al centro Giovanni Ciancimino. (Ph Angelo Modesto)Gianfranco Micciché riceve il ventaglio dalle mani dell'artista che lo ha realizzato. Ne loda la qualità. Non lo porterà a casa, ma lo lascerà appeso in sala stampa. E' la sua consuetudine. Al centro Giovanni Ciancimino. (Ph Angelo Modesto)

La calunnia è un venticello…” Gianfranco Micciché si è innamorato dell’aria del Barbiere di Rossini. Gli ricorda le persecuzioni da lui subite da “certa stampa”. Pochi minuti prima si era scusato perché “quella certa stampa” è un solo giornale. Poi lo rivela: è l’inserto locale de La Repubblica a calunniarlo.

“Piano piano, dolcemente…”, ripete il presidente dell’Ars. Siamo alla cerimonia del ventaglio, ma il commento questa volta non accenna, come di consueto, alla politica.

Micciché (al suo terzo mandato da presidente dell'Ars) durante la sua invettiva: "usque tandem..." ma la sua aria è pacata. Fa più la vittima che l'offeso.

Micciché (al suo terzo mandato da presidente dell’Ars) durante la sua invettiva: “usque tandem…” ma la sua aria è pacata. Fa più la vittima e il Gigione, che l’offeso.

Micciché riprende i concetti dell’aria in cui Don Basilio suggerisce a Don Bartolo l’arma della calunnia. A quanto pare –come egli stesso ammette poi – Gianfranco, che aveva sentito cantare la romanza nell’interpretazione moderna di Edoardo Bennato la sera prima al Teatro di Verdura, “in tutt’altre faccende affaccendato”, non la conosceva bene. Ma pare che adesso diverrà la sua passione. Ah, grandezza di un Rossini!

Così ripete certe parole che ha fatto proprie riascoltando il pezzo a casa su Google

Più o meno “…leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar. Piano piano, terra terra, sottovoce, sibilando… …s’introduce destramente e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar…”

Gianfranco Micciché chiede ai giornalisti in sala, facendo certamente il Gigione, come fare a difendersi dalle continue calunnie che restano nella memoria della gente: “…suggeritemelo voi”. Lui chiede consiglio, ma è furente. Proietta sullo schermo il titolo incriminato: Lui avrebbe negato i suoi rapporti con Paolo Arata, finito nella rete del business criminale delle pale eoliche (che coinvolge Siri e Nicastri). “Niente affatto”, afferma il presidente dell’Ars. E’ evidente che Gianfranco Micciché qualche buona ragione ce l’abbia: distribuisce la riproduzione del registrato durante la seduta in Assemblea che riguarda il suo supposto silenzio. In effetti, non è così.

A questo punto si fa sentire Emanuele Lauria, il solo rappresentante de La Repubblica, presente in sala stampa. Non è coinvolto nella critica: i due articoli criticati non sono suoi. Micciché gliene aveva dato atto in anticipo, esprimendo per lui parole di lode.

Un altro momento della cerimonia.

Un altro momento della cerimonia.

Per la verità, i toni del Presidente erano stati – nonostante tutto – abbastanza pacati. Micciché faceva la vittima, non più di tanto, alludendo al fatto che altri organi di stampa si erano macchiati di …”delitti minori” nei suoi confronti. Lui, questa volta, ha querelato Repubblica.

Emanuele Lauria dà a Micciché praticamente del maleducato: “uscire dal seminato di una festa quale questa cerimonia – afferma, più o meno – è un atto di maleducazione.

“…E diffamarmi metodicamente che cosa è?” Risponde Micciché.

Lauria annuncia di andarsene dalla sala per le offese al suo giornale. A questo punto interviene il decano dei giornalisti palermitani e dell’Ars Giovanni Ciancimino, esortando Lauria anche a titolo personale a non andar via turbando ancora la festa.

Micciché afferma letteralmente: “…Emanuele ti prego di restare con noi”.

Di fronte a questo, se Micciché aveva avuto poca creanza nel guastare la festa del Ventaglio donato dai giornalisti, non può dirsi che Lauria sia stato perfetto. Avrebbe dovuto rispettare quanto meno la richiesta di Ciancimino – persona cortese e competente – almeno in considerazione della sua età e della lunga militanza giornalistica…

Questa, almeno, la nostra idea.

Germano Scargiali

(Foto esclusive di Angelo Modesto)

 

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