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Salvini batte Di Maio: un altro gol a zero

Conte - Salvini, l'accoppiata vincente da 24 ore è questa. I grillini restano in compagnia della loro stolidanza.Conte - Salvini, l'accoppiata vincente da 24 ore è questa. I grillini restano in compagnia della loro stolidanza.

E se Salvini fosse un grande? Ecco una sua ennesima vittoria, quella più importante che si potesse ottenere – al momento – in politica interna. Il premier Conte – portato dai grillini – passa con Matteo e con tutti coloro che annichiliscono di fronte al “no alla Tav”. Ma perché mai?

Forse per la risibile ragione che i trasporti diminuiranno nei prossimi decenni? E’ il contrario in tutto il mondo: i trasporti sono la base dello sviluppo già oggi. Quelli fra mare e terra sono più decisamente “intermodali”. Si esplicano nel passaggio dei containers e delle merci in genere “nave – treno – gommato”. Ma per terra è risaputo a 360 gradi che la funzione delle ferrovie a 2 binari è la migliore. E’ insostituibile. E le linee Tav sono con evidenza la forma più moderna. Già gran parte dell’Italia è dotata di Tav. Il sud si lamenta – giustamente – di non esserlo ancora. Se ne sono resi conto in ritardo in Usa. Per quale mattana un altro treno veloce tale da avvicinare l’Italia al cuore dell’Europa dovrebbe essere inutile?

Come volevasi dimostrare, dunque: Giuseppe Conte ha detto e fatto ciò che la storia si aspettava con evidenza da lui. Se lo aspettava l’UE, per una volta “con l’Italia”, se lo aspettavano gli italiani di cultura (economica, di mercato, politica, turistica). Sarà così, più presto di quanto appaia, anche per il Ponte sullo Stretto: non lo vuole l’Italia, lo vuole anche il mondo, esclusi coloro che vi hanno uno specifico interesse contrario.

In politica interna, però, non si può negare – per quanto un orizzonte così ampio si restringa – la vittoria a Matteo Salvini. I 5Stelle ne escono a pezzi, scontentando anche una buona parte del loro elettorato, che ha mutuato dalla sinistra il no alle grandi opere. Si consolano appoggiandosi alla attesa manifestazione, l’ennesima, dei “no tav”. Ma è sempre presente il ‘dubbio’ che la maggior finanziatrice di questi moti sia la Baviera, che sarebbe pronta all’alternativa, che la trasformerebbe in punto di transito fra l’estremo ovest del continente (Lisbona), l’Europa centrale e la stessa Parigi ma anche, dall’altro lato, le linee ferroviarie verso tutto l’oriente che giungeranno, presto o tardi, oltre l’Europa fino a Pechino. Già, tutto in Tav…

Sì Tav, dunque. Fortissimamente sì. Ma andiamo con ordine. “Bloccare la Tav costerebbe più che completarla”. In una breve diretta, studiata a lungo e diffusa solo in serata, il premier Giuseppe Conte impone quella che, nel M5S, è una sorta di rivoluzione copernicana: il sì alla odiata ferrovia (ma perché mai?) Torino-Lione.

“Venerdì – annuncia il premier – l’Italia dirà sì ai fondi europei per un progetto che il governo non può fermare per un motivo semplicissimo, scandito da Conte: un’alternativa alla Tav non c’è e fermare la Torino-Lione non farebbe gli ‘interessi nazionali’ perché costerebbe agli italiani di più del suo contrario”.

È un fulmine a ciel sereno, quello che Conte lancia sull’universo M5S. Che sia l’inizio di una (attesa) fine? Certo che gli ultimi a volere le elezioni anticipate sono, oggi, proprio loro: i grillini. Essi stessi hanno “partorito” (dandogli anche spazio) Toninelli  ‘il ministro del no alle infrastrutture’. Rende difficile anche il completamento della Catania – Ragusa in Sicilia ed ha appena provocato l’ira di Nello Musumeci…

Peggio di così…

Scaramacai

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Nota

E’ ovvio da sempre ai nostri occhi che il movimento grillino sia emerso per volontà e con gli aiuti di determinate forze. Si noti la contemporaneità dell’apparire di  altri partiti con un’ideologia più leggera d’una piuma come Syriza in Grecia e Podemos in Spagna, fotocopia dei 5Stelle: tutto fu preparato, voluto e certamente in qualche modo finanziato da quella nuvola di associazioni di stampo massonico che obbediscono a chi nel mondo vuole ostacolare la crescita diffusa per mantenere “il controllo”. Ciò in un’epoca imminente in cui gli strumenti a disposizione “di tutti” saranno molto potenti (elettronica). O meglio, il disegno fu mandato in porto “tramite” quelle ben note associazioni. 

La “nazione attiva” non può che augurarsi la fine di tali movimenti. Al contrario, quelli tacciati di “sovranismo” ed altro ancora reclamano la supremazia del potere politico – il solo che rappresenti il popolo, lo si voglia o no – rispetto ad ogni altro potere.

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