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Progresso o regresso questo è il problema

La creazione dell'uomo nella splendida immagine di Michelangelo. L'artista capiva ed esprimeva il mandato che Dio dava ad Adamo.La creazione dell'uomo nella splendida immagine di Michelangelo. L'artista capiva ed esprimeva il mandato che Dio dava ad Adamo.

E’ in atto una progressiva degenerazione della società? Certamente no: la società progredisce, sia pure fra alti e bassi, compie uno sforzo continuo che dura dall’alba della storia per disporre di leggi migliori ed anche una maggiore moralità diffusa. “Dal dì che nozze e tribunali ed are diero all’umane belve esser pietose…”, riferisce il Foscolo nei Sepolcri, datando dagli albori della civiltà il lungo cammino intrapreso dall’umanità che non si interrompe di certo ai giorni nostri, giorni di alta tecnologie e del massimo benessere diffuso che si sia mai avuto nella storia…

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Ugo Foscolo credeva nel progressivo miglioramento della società dal dì in cui era nata in poi.

Ugo Foscolo credeva nel progressivo miglioramento della società dal dì in cui era nata in poi. Anche Bacone (a destra) affermò che ai primordi “homo homini lupus, gli uomini senza la civiltà erano come dei lupi l’un contro l’altro. 

Più di recente può illuminarci il parere che Winston Churchill rivolse ai frequenti detrattori della qualità del “nostro mondo”. Noto e da noi altre volte citato il suo parere: “…noi siamo la peggior società possibile tolte tutte le altre”. In altri termini, la nostra società è la peggiore, ma anche la migliore. E’ la migliore cui il percorso dei secoli ci ha condotto…

Le sacre scritture non lesinano esempi di momenti di degenerazione sociale. Si dà il caso di Sodoma e Gomorra, ma la stessa storia non ci risparmia ricordi di guerre inutili e persecuzioni crudeli, che – purtroppo – non mancano neppure oggi…

Anzi qualcuno ipotizza un futuro a fosche tinte, anche presagendo ideologicamente un futuro con meno risorse e un mondo sovrappopolato: sono vecchie paure ottocentesche, che il 900 si portò appresso e riemergono sotto altre forme…

Affermare che il mondo prepari una progressiva degenerazione del costume e scrivere pagine nere presagendo  la storia futura è un’offesa per l’intelligenza umana e per la religione.

Dispiace che neppure i recenti papi siano stati chiari in proposito, additando con aria di rimprovero un mondo che volge ad una sorta di deriva. Tale fenomeno, per chi ha fede, non può essere che passeggero.

Bisogna, invece, constatare che il Male è presente nel mondo, che si manifesta con violenza, sia negli atti degli uomini che nelle catastrofi naturali o nella malattia.

Dio assiste a tutto ciò, attendendosi – probabilmente – che l’umanità, col suo aiuto, non certo totale, né puntuale, vinca nel corso della storia la sua battaglia contro il Male. Il primo nemico di ciò che rappresentiamo oggi come Satana è – con grande evidenza – Dio stesso. Se l’umanità vincerà questa battaglia, sarà una sua vittoria: quella del Creatore.

Non bisogna stupirsi delle manifestazioni del Male. Esso è, con grande evidenza, presente nel mondo e si manifesta nei più svariati modi. Con le sue manifestazioni compie due danni: il primo è quello immediato, il secondo è quello di allontanare l’animo umano dalla fede, di far dubitare della stessa presenza (esistenza, se vogliamo) di Dio…

Non c’è bisogno, però, neppure di provare che la natura – sotto i nostri occhi – obbedisce solo a “leggi naturali”. Mentre intervento di Dio riguarda sempre singoli casi: Gesù stesso, nel Vangelo, non guarisce tutti mali del mondo, non restituisce la vista a tutti i ciechi, ma solo a quello che gli sta davanti, sempre che meritevole. Se, insomma, il destinatario del miracolo …ci mette del suo. Anche sul piano individuale risalta, dunque, la collaborazione fra la creatura e il creatore. Senza di questa non avviene niente di “buono”.

Il male – dicevamo – si presenta sotto varie forme: dal punto di vista personale con il peccato, l’ignoranza e l’errore. Al di fuori dell’animo umano compare con la malattia e la catastrofe.

Non c’è bisogno di citare “un” esempio particolare della manifestazione – anche violenta – del male. Neppure sotto forma di ingiustizia e sfortuna oltre che peccato. Gli esempi sono numerosi e continui sotto i nostri occhi. Di fronte alle avversità, chi crede reagisce con la preghiera, hi non crede reagisce con la bestemmia…

Nonostante questo, sbaglia di grosso chi non si accorge e chi non indica le tantissime manifestazioni del bene.

E’ la fede, infine, ad imporci la fiducia nell’umanità, creata da Dio e altrettanto vale per la natura. L’intelligenza prevarrà nella storia (nel trend), nonostante le interruzioni, così come la natura non sarà mai matrigna fino al punto di negare all’umanità lo sviluppo.

Ci sembra che, a questo punto, sia chiaro con chi, o meglio, con quali concetti polemizziamo. Vogliamo smentire chi parla di degenerazione di fronte ad un’umanità che cerca da sempre di darsi ordinamenti e leggi migliori e chi parla di natura insufficiente ad una stirpe umana che sta estendendosi anche nello spazio planetario. Sbaglia di grosso anche quella parte del clero che predica “rimproverando” ed indicando solo i casi degenerativi del comportamento umano…

Un clero che sbaglia, persino un cattivo papa, non deve scandalizzare, né è un fatto raro nella storia. Dio ha creato il mondo, ma non ne determina la storia, né costringe alcun uomo (neppure il papa) ad uniformarsi al bene assoluto…

Piuttosto il Creatore chiama visibilmente l’umanità a migliorarsi ed a sconfiggere il male. Non stiamo escludendo che in singoli casi intervenga “ad hoc”. Così come il Gesù dei vangeli viene a soffrire con umanità e – badiamo – non guarisce tutti i ciechi né tutti i malati, ma solo quelli cui può dire: “la tua fede ti ha salvato”.

Germano Scargiali

 

Willelm Leibnitz, filosofo e scienziato tedesco, che dettò i principi del funzionamento dei computer con secoli d’anticipo in assenza dell’elettronica e della stessa elettricità, affermava che “questo è il migliore dei mondi possibili“. Voltaire scrisse il breve libro “Candido o dell’ottimismo” ironizzando, anche sarcasticamente, nei suoi confronti.  Ma il più acceso sostenitore della teoria contraria fu l’altro illuminista J.J. Rousseau per il quale lo stato naturale e primordiale era quello ideale. Possiamo notare come questa sia un’opinione di fondo che molti oggi – incredibilmente – condividono, considerando l’umanità non come il culmine della creazione – il massimo exploit – ma come qualcosa che può soltanto far danno alla natura… La prima contraddizione si nota nel fatto che anche essane fa parte: la natura avrebbe ‘inventato’ la conoscenza e la ragione per esserne – dunque – danneggiata o addirittura distrutta?

 

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