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Ma che democrazia abbiamo?

Certamente il momento politico italiano è pieno di motivi di preoccupazione e interesse. Quando, però, assistiamo ad uno “scatenamento mediatico” come quello di questi giorni, ai contenuti a senso unico trasmessi dalle maggiori testate su tv e carta stampata, ci sembra che la vera preoccupazione debba essere “quella”: ma come ci informano? Come parlano le autorità in carica?

Già: “quae res publica habemus”?” Peggio: “quale democrazia abbiamo”. Si parla di questa crisi come di un evento storico degno del referendum monarchia repubblica, come se di cadute dei governi, crisi politiche l’Italia non fosse stata “maestra” in tutto questo dopoguerra.

La verità è che su tutto “aleggia” il sacro timore di una nuova vittoria del centro destra e, questa volta, sarebbe una “stravittoria”. Perché Salvini, Meloni e F.I. potrebbero superare la fatidica soglia del 50%. Questo dicono le previsioni.

A questo punto subentra – o subentrerebbe – lo straordinario errore di Matteo Salvini (una speranza?) che si sarebbe auto distrutto. E’ certo, invece, che un politico che rinunzia alla carica di ministro dell’interno e di vice capo del governo per i suoi principi è una rarità, non solo in Italia: una mosca bianca.

Anche il Cardinal Bassetti ci mette la sua esibendosi in uno sproposito: il rosario e il crocifisso Salvini li usi a casa sua!” Come se professare pubblicamente la propria fede sia un errore per un cristiano… Se poi  Salvini lo fa in mala fede, resta con un pesantissimo debito sulla propria coscienza. Ma sono fatti suoi. Prima di lui nessun uomo politico aveva avuto – però – il coraggio di proclamare così vistosamente la propria fede. E’ male Cardinal Bassetti?

Infine occorrerà vedere – mentre si dice che la Lega abbia Trump dietro le spalle – come andranno al voto gli italiani dopo qualche tempo di governo e di “inevitabili magre” della “squadra” raffazzonata che Mattarella metterà insieme, sempre per ostacolare la volontà degli italiani. Il Presient si è consultato nientemeno che con Napolitano: no comment: non perché in due fanno 300 anni, ma perché dimostrano la loro “fede” in campo internazionale. Perché – intendiamoci – i fatti italiani non sono mai disgiunti dalla realtà fuori dai confini, nella quale non si trovano solo i potri politici, ma anch quelli finanziari e massonici…

Nel frattempo, comunque, con l’imminente “governo artificiale” in carica (simile a quello golpista di Monti) l’opposizione avrà buon gioco. Perché è più facile criticare – ovviamente – che non governare. Al momento delle dimissioni di Salvini le previsioni davano il centro destra oltre il 50%…

(Germano Scargiali)

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Ma per noi un po’ di conti li fa per noi il nostro caro giornalista (e cardiologo) Guido Guida, che ci autorizza a riprendere ciò che ha pubblicato su facebook.

Ben il Il 72% degli intervistati da Winpoll per il Sole 24 Ore vuole tornare al voto per costituire una maggioranza di governo coesa ed affidabile. Ma il dato più importante è che la maggioranza dei voti sarebbe saldamente in mano alla destra. La Lega infatti, secondo le intenzioni di voto, sarebbe al 38,9% e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni salirebbe al 7,4%. Il massimo storico per entrambi. Il partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia o l’Altra Italia, si fermerebbe al 6,7% (Prima comunque di ventilate scissioni da parte del governatore della Liguria Toti). Il Pd di Zingaretti, lontanissimo comunque dal Carroccio di Salvini, si attesta al 23,3%, rimanendo, comunque, secondo partito. Nel centrosinistra +Europa sarebbe al 2,3%, i Verdi all’1,7% e la Sinistra all’1,9%. l’M5S andrebbe sotto al 15% (esattamente al 14,8%). Una situazione quindi molto chiara che comunque troverebbe il presidente Mattarella restio al voto e che avrebbe una sua compagine, stimata intorno al 7-8%, che, sfruttando l’insicurezza di tutti gli eletti attuali, è abbarbicata a questa legislatura e che, se si andasse al voto, temerebbe di essere travolta ed archiviata definitivamente dagli Italiani. La situazione resta, comunque, molto fluida e, per far sollevare l’Italia dal pantano in cui si trova, necessita di una svolta seria e coesa capace di imprimere l’auspicato cambio di passo dagli italiani al nostro Paese.

(Guido Francesco Guida)

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