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Trilussa e il clima? Ma che cosa poteva saperne?

Trilussa - Carlo Alberto Salustri - rimasto come una delle anime di Roma. Sua la satira passata sui libri di economia come "statistica del pollo": mangiamo un pollo a testa - dice il povero -  ma il mio chi se lo mangia?Trilussa - Carlo Alberto Salustri - rimasto come una delle anime di Roma. Sua la satira passata sui libri di economia come "statistica del pollo": mangiamo un pollo a testa - dice il povero - ma il mio chi se lo mangia?

Sembra che tutti i politici siano “d’accordo sul programma”: bisogna prendere provvedimenti per le supposte – anzi acclarate – variazioni climatiche. Tali “provvedimenti” renderanno molto al potere politica, perché si traducono in stanziamenti, gare d’appalto, assegnazioni, giustificate dalle “alte finalità morali e materiali” di cui l’opinione pubblica è stata così profondamente convinta…

Per l’uomo che, rispetto alla nascita del pianeta e persino dall’apparire della vita, ci vive da un “batter d’occhio”, ci sarebbe anzitutto da chiedersi come in un tal tempuscolo rischi già di danneggiare così gravemente la (peraltro) amata Terra. Ma questo non è che uno dei mille argomenti per capire che il discorso sulle variazioni climatiche – così com’è impostato – è una gran bufala, oltre che un maledetto imbroglio da parte del”potere”. A parte che quella sotto accusa è solo la categoria degli anziani. Nel tutto si innesca nientemeno che il trito e ritrito concetto del “conflitto generazionale”. Niente di meglio per soffiare sul fuoco della diseducazione dei giovani, della più vieta idiozia codificata etc.  la generazione dei vecchi opposta a quella dei giovani. I vecchi nello spazio della loro povera vita avrebbero messo a rischio la sopravvivenza del pianeta,mentre i giovani, grazie alla loro spontanea accortezza, potrebbero provvedere a capovolgere la clessidra del tempo di questo abominevole fenomeno…

Il colmo dei colmi è incolpare proprio l’ultima generazione,quella degli anziani “viventi” di aver provocato questo supposto danno che -in effetti – male che vada per le passate generazioni, è il risultato di un cambiamento epocale iniziato dal 1440 e progredita a livello esponenziale dal ‘700, all’800 e soprattutto al ‘900. I settantenni di oggi, ma anche gli over ’50 non c’erano ancora al tempo della rivoluzione industriale. E in base a quale capzioso ragionamento avrebbero dovuto fermare un processo che ha sconfitto gran parte della fame nel mondo? Tranquilli: sarà la medesima logica a fare sviluppare l’Africa e tutto il terzo mondo. Pur con qualche opportuno correttivo.

In Italia incolpano gli italiani del debito pubblico. Ma sappiamo benissimo che gli italiani, come popolo sono fra i più ricchi del mondo, perché, da perfette formichine hanno costruito e messo da parte tutto il capitale che potevano. Le cicale sono stati i loro governi, pronti a spendere tutto quello che avevano ed oltre. E – si sa- anche per incassare tangenti!

Anche le “variazioni climatiche” sono un pretesto per …spendere. Di fronte – ripetiamo – ad un problema di cui non si potranno mai misurare i risultati ottenuti…

Lodiamo quei capi di stato che si sottraggono alla logica di Kioto, Parigi etc… Sono i più onesti!

Prendendo, però, sul serio tutta questa “strombazzata” moderna storiella, essa è da paragonare al peccato biblico della Torre di Babele capovolto: presunzione e e mania di grandezza…   Allora gli uomini si illusero di raggiungere il cielo costruendo. un’altissima torre. Adesso temono di danneggiare il pianeta di cui occupano da un tempo quasi inesistente solo una minima parte. Perché è così: vivono su piccolissime porzioni di un quarto della superficie terrestre, le terre emerse, tolti da queste i deserti, le zone montuose, la Siberia, la Groenlandia, il Polo…

Ma perché adesso quasi tutte le cosiddetteforze politichesono d’accordo sul programma che vadano prese drastiche misure per …combattere le variazioni climatiche. Fermo restando che non c’è una sola prova scientifica che siano in corso, che siano influenzate dal comportamento dell’uomo, che i provvedimenti possano avere un qualche concreto effetto.

La banale verità è che, tutto quanto fanno gridare nelle piazze a quei poveri gonzi che marciano come le pecore – perché è così – per le strade del mondo, serve ai governi che non aspettano altro che poter affermare di cedere al “pressante volere della piazza” per prendere provvedimenti eccezionali. Vecchissimo espediente. Questi provvedimenti renderanno a chi amministra inestimabili margini di approfittamento, perché verranno stanziati fondi a non finire, pur danneggiando molte attività “serie” dell realtà produttiva, ma assicurandosi la ricchezza per molte generazioni. Tutto questo se è vero che per i più “abili” basti occupare un ministero per metà di una sola legislatura per mettere al sicuro figli e nipoti. Quanto ai media, allineati sostanzialmente ai massimi poteri – a parte quelli direttamente collusi – basterebbe loro aver facili argomenti per non parlare della realtà vicina o parlane meno: un’aspirazione continua che li accomuna alla classe politica. Ma sì, parliamo del Polo, o meglio del Brasile, di quello scavezzacollo di Bolsonaro (al potere da appena 1 anno): piantando grano, ortaggi e frutta al posto degli alberi in Amazzonia (con la zeta pronunziata alla romana, cioè triplicata, come mazzo e non come mezzogiorno), ci farà fuori tutti. Magari non noi, ma certo i nostri figli e i nostri nipoti…

Inqualificabile è che i “fomentatori” – la cui presenza è evidentissima – ricorrano a quanto di più demagogico detti la peggiore tradizione: farne una polemica generazionale, mettendo i figli contro i genitori. E’ questo – oggi – l’ultima azione cui ricorrere, l’infimo e più moralmente condannabile espediente. Quanto di peggio possa fare un “potere” che oggi sembra veramente voler distruggere il mondo. Sono questi i motivi contro cui si dovrebbe marciare: sostanziale incoraggiamento all’aborto e all’eutanasia sono fra i sintomi peggiori di una nefanda volontà distruttiva.

Già: chi paga gli striscioni? Come appaiono a disposizione di chi marcia?- Sì, c'è chi marcia e c'è chi "ci marcia".Trilussa non tarderebbe...

Già: chi paga gli striscioni? Come appaiono a disposizione di chi marcia?- Sì, c’è chi marcia e c’è chi “ci marcia”.Trilussa non tarderebbe…

Vi sono dei fomentatori? Certamente: chi organizza queste grandi marce? Chi assicura tanta partecipazione? Chi paga gli striscioni che”adornano” le manifestazioni? Purtroppo chi ha vissuto di “attività stradali”, senza lo straccio di una raccomandazione, né politica, né di stampo massonico, riconosce l’imbroglio a prima vista…

Germano Scargiali

 

Sono tutti d’accordo sul programma? Ma è una poesia di Trilussa, una delle più famose! Conferma la nostra tesi. Eccola qui.

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La politica

Ner modo de pensà c’è un gran divario:
mì padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch’er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece sò monarchico, ar contrario
de Ludovico ch’è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pè via de ‘sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là… Pare un congresso!

Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma
ce dice che sò cotti li spaghetti
semo tutti d’accordo ner programma.

Trilussa

 
 

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