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Nel “mondo” della respirazione

Rilassarsi sulla scrivania: una breve pausa durante lo stress da lavoro. La buona respirazione (meglio se possibile con aria pura)  è una pratica fondamentale.Rilassarsi sulla scrivania: una breve pausa durante lo stress da lavoro. La buona respirazione (meglio se possibile con aria pura) è una pratica fondamentale.

Respirare ? Sì ma come? Di tecniche di respirazione si parla sempre di più al giorno d’oggi: una moda o qualcosa di serio? Se ne parla in psicologia, ma anche in cardiologia. Se ne parla da tempo nelle tecniche dello Yoga. Il punto di partenza è che la respirazione è spontanea –non ce ne accorgiamo neppure – al contempo è suscettibile di interventi volontari: si può interrompere o regolare. E’ fondamentale per tutti gli sportivi indistintamente, sia in allenamento, sia in competizione. E’ chiaro, però, che un tuffatore abbia tecniche e problemi differenti da quelli di un maratoneta o di un velocista dell’atletica leggera. Nei 100 metri l’intera gara avviene in apnea: trattenete il fiato per 10, 11,12 secondi, vedrete che non è assolutamente un problema. Meglio correre, il traguardo è vicino……

Da quanto appena osservato deduciamo i motivi del successo delle tecniche di respirazione destinate ad una maggior salute del corpo nella vita giornaliera o dopo uno sforzo, un motivo di stress esimili. Occorre dire, a questo punto, a chi non lo sapesse che molto si sta facendo, molto si sta sperimentando ed anche ottenendo di recente dalle tecniche di respirazione. Tanto che c’è chi afferma con certezza che esse possono …cambiarci la vita.

Intervenire sull’azione più spontanea che compiamo momento per momento e che ci è indispensabile – più di un alimento – alla stessa sopravvivenza? Guai se ce la impedissero e guai se l’aria da respirare fosse talmente malsana o alterata nella sua composizione da danneggiarci la salute.

Nuove tecniche di respirazione sono suggerite – come già accennavamo – in cardiologia ed è noto che una respirazione più profonda e più lenta riduca di regola il ritmo cardiaco, mentre una respirazione breve e ripetuta lo aumenti.

Si fa l’esempio della iperventilazione, cui i subacquei e gli apneisti in genere ricorrevano prima di scendere al fondo. Oggi tale tecnica non solo è sconsigliata ma può dirsi del tutto abbandonata. La piena ossigenazione si raggiunge in altro modo.

Da questi “spaccati” sul “mondo della respirazione” traspare chiaramente che una scienza cominci a nascere dietro le “tecniche di respirazione” o, quanto meno, un serie di regole e accorgimenti – differenti caso per caso – da seguire per trasformare questa azione naturale in uno strumento di relax o addirittura di cura. Oggi si interviene attraverso queste tecniche in una serie di patologie…

Non c’è dubbio che tali tecniche appartengano alla grande famiglia delle cure preventive, caratteristiche della medicina orientale, ma già dei dettami della Scuola Salernitana e della medicina più antica di Ippocrate, Esculapio e Galeno, i mitici capostipiti di un’arte certamente nobile…

Fra gli insegnamenti di Ippocrate (parte dell’immortale giuramento dei medici) quello di difendere sempre la vita e “non procurare mai la morte”: una regola morale, ancora non cristiana,da ripetere in tempi di aborto ed eutanasia… 

Se ciò che conta è la salute, Un vero e proprio ventaglio di buone promesse proviene dagli specialisti delle tecniche di respirazione. Perché – per fare degli esempi – vi può essere un modo di respirare dopo una semplice fatica, dopo una giornata di intenso lavoro. Dopo uno sforzo di natura sportiva. O prima. Vi può essere un modo di respirare prima di un incontro importante e impegnativo. Per abbassare i livelli di stress lavorativo o da vita cittadina. Ma ancora nei temuti “cali di energia” che nella vita moderna non sono infrequenti e sono visti come “il fumo negli occhi” tanto da indurre a ricorrere a quei farmaci comunemente in commercio che promettono usualmente sia il possibile, sia l’impossibile.

Saper respirare è, invece, un metodo certamente sano, che non comporta l’uso di sostanze cui è meglio non ricorrere. Per i cardiopatici esiste anche un macchinario che insegna loro a respirare. Saper respirare può significare – e non esageriamo – cambiare la propria vita, persino il proprio modo di pensare, di “approcciare” la realtà.

Germano Scargiali

 

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