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Respirazione: la teoria della Dottoressa Gerbarg

Una  immagine simbolica di quello che di solito si chiama per brevità "stress" : si presenta sotto varie forme negli stati nervosi e ovviamente ...si vuol starne lontani.Una immagine simbolica di quello che di solito si chiama per brevità "stress" : si presenta sotto varie forme negli stati nervosi e ovviamente ...si vuol starne lontani.

Agire sulla respirazione, studiarla e indirizzarla è uno degli argomenti del giorno. Si tratta di una moda) Ovvero che cosa c’è di serio in questa che sta diventando una materia di studio, oggetto anche di pratiche applicate alla salute. Chi è pratico di Yoga e di altre “tecniche” orientali sa – però – che non siamo davanti a novità assolute

E’ bene sapere che il sistema nervoso autonomo (SNA), responsabile di tutte le attività dei nostri organi che non sono direttamente comandate dalla nostra volontà, è diviso in due branche. Da una parte c’è il sistema parasimpatico che interviene nel controllo di funzioni corporee involontarie. Dall’altra c’è, invece, il sistema simpatico che favorisce l’eccitazione e l’attività fisica. Cioè presiede a tutti quegli “stati emotivi”, che accompagnano ogni azione quotidiana (vita di relazione, momenti cruciali, sport etc.) e che tutti saremmo felici di tenere il più possibile sotto il dovuto controllo…

E’ bene ripetere ancora che il sistema nervoso orto-simpatico (o simpatico) si contrappone al parasimpatico insieme al quale partecipa al funzionamento del sistema nervoso autonomo.

Negli ultimi anni la ricerca ha prestato molta attenzione al collegamento tra psiche e sistema nervoso autonomo che, a quanto pare, potrebbe essere sbilanciato dallo stress emotivo.

Pensieri negativi angoscianti e preoccupazioni, infatti, possono portare il sistema simpatico ad uno stato di eccitazione continua e il corpo in una condizione di emergenza. Ecco che, a fare la differenza, potrebbe essere la respirazione. basti dire che – fra l’altro – recenti studi hanno dimostrato che le parti del corpo coinvolte da cellule tumorali siano anche meno ossigenate. Sono studi, teorie, come quella che segue appartenente ad una cattedratica americana del settore.

Sempre più esperti intervengono sul tema in tutto il mondo evoluto. Una specialista che ha provveduto a far luce sulla questione è stata la Dottoressa Patricia Gerbarg, professoressa – assistente di psichiatria presso il New York Medical College.

La teoria della Dottoressa P. Gerbarg.

Ecco che cosa ritiene la Gerbarg: “respirando” attiviamo lo stato simpatico, mentre “espirando”, entra in funzione lo stato parasimpatico. Insomma, l’inspirare è “più volontario” dell’espirare. E’ una teoria…

La Gerbarg suggerisce una pratica chiamata “respirazione coerente” che consiste in un respiro lento associato ad una lenta e prolungata espirazione. Secondo la studiosa questa tecnica è quella ideale, perché crea equilibrio tra le prestazioni dello stato simpatico e di quello parasimpatico.

“Iniziare questo tipo di respirazione – ha detto la Gerbarg – è opportuno cinque minuti prima di un momento particolarmente stressante nel corso della giornata darebbe i suoi frutti. Alcune persone – prosegue – la usano solo quando sono in ansia, ma in realtà si ottiene un beneficio maggiore se la pratica è ripetuta per circa 20 minuti al giorno”.

Un'immagine simpatica per chiudere: Anche gli animali hanno i loro "nervi" e il loro modo di ritrovare l'equilibrio... Un piacevole sgranchirsi non è solo degli umani.

Un’immagine simpatica per chiudere: Anche gli animali hanno i loro “nervi” e il loro modo di ritrovare l’equilibrio… Un piacevole sgranchirsi non è solo degli umani. Certamente, nel frattempo, il gattino inspira ed espira in modo particolare.

Tutto ciò ed altro ancora è facile a dirsi, ma richiede un periodo di studio e di assuefazione in cui è opportuno farsi seguire da uno specialista che di respirazione se ne intenda e abbia di questa una lunga adeguata esperienza. Poi potremo “camminare da soli” lungo la strada di un maggior autocontrollo accompagnato e sostenuto da una corretta, ma anche particolare, respirazione.

(Da una ricerca di Germano Scargiali)

Nota.

Le funzioni del sistema simpatico propriamente detto sono numerose, tutte legate con la reazione “attacco o fuga” (fight or flight response). Il sistema simpatico propriamente detto determina un numero incredibile di funzioni corporee naturali. Dalla messa in circolo di noradrenalina e adrenalina alla dilatazione delle pupille, fino alla l’aumento del volume sistolico del cuore, della sua frequenza e della pressione sanguigna. Ma possiamo enumerare l’incremento della sintesi di acido cloridrico da parte delle cellule parietali delle ghiandole gastriche, fino ad arrivare all’eiaculazione. E c’è, comunque, molto di più… (G.S.)

Nota 2.

Suddivisione del sistema nervoso (a maggior chiarezza per chi vuole)

Il sistema nervoso è distinto in due divisioni anatomiche, il sistema nervoso centrale (SNC) che è composto dall’encefalo e dal midollo spinale ed il il sistema nervoso periferico (SNP), che comprende i neuroni localizzati fuori dall’encefalo e dal midollo spinale cioè tutti i nervi che entrano o escono dal SNC. Il sistema nervoso periferico può essere ulteriormente distinto nella sezione efferente, in cui neuroni trasportano segnali dal SNC ai tessuti periferici, e nella sezione afferente, i cui neuroni portano l’informazione dalla periferia al SNC.

La sezione efferente può essere ulteriormente distinta in due sezioni funzionali, il sistema somatico e quello autonomo (SNA). Di questo abbiamo prevalentemente parlato sopra. Le fibre somatiche sono coinvolte nelle attività volontarie (es. contrazione muscolo scheletrico), mentre il sistema nervoso autonomo (SNA) controlla le attività involontarie quali quelle intestinali, cardiache e ghiandolari. Il SNA comprende anche il sistema nervoso enterico.

E’ il SNA efferente ad essere solitamente suddiviso nel sistema nervoso simpatico e in quello parasimpatico. A questi attribuiamo particolare importanza nella vita modena in cui siamo molto spesso alle prese con quelli che chiamiamo volgarmente “i nostri nervi“.

(Vedi altri articoli da noi pubblicati cliccando la parola respirazione nel motore di ricerca)

1 Comment on "Respirazione: la teoria della Dottoressa Gerbarg"

  1. salvatore scargiali | 8 ottobre 2019 at 20:45 | Rispondi

    uk

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