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Il cilicio di Madre Teresa Macaluso testimonianza delle sue virtù

Il rosario - cilicio di Madre Teresa da Vicari . In legno, catena in metallo e crocefisso d'avorio. Anche Palermo, con Lei, ha avuto la sua Madre Teresa.Il rosario - cilicio di Madre Teresa da Vicari . In legno, catena in metallo e crocefisso d'avorio. Anche Palermo, con Lei, ha avuto la sua Madre Teresa.

L’abbiamo definita la “Madre Teresa” di Palermo o della nativa Vicari. E’  Suor Teresa Macaluso, in  via di beatificazione e già dichiarata Serva di Dio. Postulatore Padre Salvatore Fiumanò. Da poco, grazie alla disponibilità e allo studio del suo Cilicio, traiamo una inedita Testimonianza delle Eroiche Virtù di “Madre Teresa dei Sacri cuori”.

Il "Rosario cilicio" di Suor Teresa Macaluso con grani in legno duro lavorato e catena in metallo.

Il “Rosario cilicio” di Suor Teresa Macaluso da distanza ravvicinata. Ha grani in legno duro lavorato e catena in metallo. Porta i segni del suo sudore nelle ore in cui lo portava per penitenza personale e per espiare i mali del mondo.

Il Cilicio di Madre Teresa Macaluso non era che uno dei suoi rosari. Abbastanza grande da cingere duramente il suo corpo, con i grani in legno durissimo tenuti insieme da una catena in metallo…  

Da poco  è stato restituito dalle Suore alla sua Famiglia d’origine, dopo la avvenuta fusione dell’Istituto dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria – che lo aveva in custodia – con quello delle Suore Maestre Dorotee Figlie dei Sacri Cuori. Una fusione che risale al 21 settembre 1966.

Il “rosario – cilicio” venne custodito in passato dalla Famiglia naturale nella sua casa natale, di Vicari in Via delle Pergole, angolo Via Militello, da Pietra Macaluso, sorella di Vincenzo, padre di Antonino e Francesca. Grande devota e testimone delle virtù eroiche di Madre Teresa, in quella Casa, essa viveva da sola, confortata dall’affetto dei vicini e dei parenti. Essa provvide a riporre la reliquia in un panno bianco insieme ad un suo personale Rosario, in una madia contenente la migliore biancheria della Casa, così come fu ritrovato.

Una rara immagine dal vero di Suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori, fondatrice della Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù e di Maria in Corso Calatafimi a Palermo.

Una rara immagine dal vero di Suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori, fondatrice della Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù e di Maria in Corso Calatafimi a Palermo.

Nell’anno 2000, venne prelevato, da questa madia, da Antonino Macaluso e portato a Roma, dove è custodito a tutt’oggi.

Lo studio fotografico – opera del Fotografo Aldo Cilione – di questo Rosario, indossato da Suor Teresa, sulla sua pelle viva, in funzione di Cilicio, per decenni, evidenzia la veridicità delle virtù eroiche di Madre Teresa Macaluso dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.  Infatti le 25 Immagini, rivelano:

  • il deposito di colore verde del sudore, nei grani di legno e nei fili di metallo;
  • la curvatura del Crocefisso, realizzato a mano in Avorio, denota detta curva, a causa del continuo posizionamento di detto Rosario, stretto sul corpo, all’altezza dell’addome:
  • il deterioramento dei grani del Rosario, con la mancanza di parte del materiale, accentuano la consunzione del materiale stesso, a causa del sudore, causato dal caldo forte e prolungato dei periodi estivi in Sicilia, ed in particolar modo a Palermo…

In quel tempo (1831-1902, date di nascita e morte di Teresa) l’uso del Cilicio da parte del Clero, era molto diffuso e Suor Teresa dei Sacri Cuori ce lo riporta fino ad oggi. La sua è Testimonianza di Fede in Gesù Cristo, realizzata anche con il suo Martirio personale, vissuto nell’indossare, con continuo dolore, il grande Rosario, sul suo esile corpo per santificare in Dio ogni istante della sua magnifica vita.

(Da un comunicato adattato da Germano Scargiali)

Nota

Il cilicio veniva e in certi casi viene ancor oggi portato dai religiosi che riscontrano “incredibilmente” in sé gravi peccati. Tutti hanno anche un confessore… In genere i più “grandi” peccati sono quelli da loro stessi ritenuti “di superbia”, ma più ancora quello di “non fare abbastanza” al servizio di Dio e della propria missione. Nella realtà i tantissimi santi della storia, passata e presente, per lo più neppure proclamati tali, consumano la propria vita “per gli altri” e “in nome di Gesù“. Conducono un’esistenza frugale e tale da poter essere immaginata come monotona dalla “gente comune”. In realtà sono quasi sempre sorridenti: esprimono felicità sorridendo e persino col riso vero e proprio,  perché hanno fede in Dio, nel mondo e nel progetto salvifico che si concluderà con la vittoria contro il male. La loro felicità dipende, forse, soprattutto dal vedere continuamente Dio stesso e  Gesù intorno a loro, negli altri esseri umani e in tutta la natura, opera del Signore: essa non potrà essere maligna – se non a momenti, sempre per opera del Male – mentre l’umanità non lavorerà fondamentalmente che per il suo Bene. Tutto questo, spesso, dà ai santi anche la forza di realizzare “grandi cose”: opere di bene, collegi per i bisognosi, ospedali, congregazioni religiose…

Accanto all’azione sta anche la preghiera, raccomandata sempre anche da Santa Teresa di Calcutta, che ritagliava nel lavoro il tempo per pregare. Presa dalla frenetica attività di assistenza, ringraziava Iddio che le consorelle cadute in malattia, potessero compensare la mancanza di tempo di quelle che lavoravano, avendone di più a disposizione per “pregare per tutte”. L’uso del cilicio è anch’esso una forma di preghiera. Fra le più “severe”.  (G. Sc.)

(Vedi altri nostri articoli su Madre Teresa Macaluso nel motore di ricerca)

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