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Chi fabbrica l’opinione più diffusa

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Che cosa è la banalità? “La banalità consiste nel seguire un’opinione perché è la più diffusa”. Questa definizione la rubiamo a Sottovoce, la trasmissione notturna di Gigi Marzullo e la facciamo subito nostra…

Succede molto spesso di imbattersi in questo tipo di banalità. Ed è cosa triste… Il peggio è, però, quando qualcuno “vuole insegnartela” perché tu …divergi da quella opinione.

E’ il caso in cui vien da pensare alla canzone “non banale” Non ti reggo più del compianto Rino Gaetano.

L’opinione più diffusa, quella sostenuta dal “coro dei media” come dicevamo noi o, come dice  argutamente Marco Travaglio,dal “giornale unico” si discosta – di regola – dalla verità. La travisa, la distorce, la “usa”… Quest’ultima cosa è il che è il peggio che possa fare. Occorre prendere ogni notizia a mezzo stampa con molta cautela e – soprattutto – sotto porla al proprio spirito critico,alla propria cultura o, più semplicemente, alla propria logica.

Riteniamo che la massimai fatti separati alle opinioni” sia un mito. Un giornalista senza opinioni, del resto, è disprezzabile. Se è onesto, può far capire al lettore dove i fatti terminano e inizia la propria opinione. Oppure può mettere in condizione il lettore di capire che sta parlando “secondo le proprie idee”. Anche chi legge – però – deve metterci “del suo” e …capire. Passare – cioè – attraverso il filtro della propria mente ciò che legge. Per chi va in cerca di notizie non c’è, del resto, altra difesa…

Per scrivere un buon articolo, occorre – secondo un’accreditata opinione – odiare o amare l’argomento affrontato. L’indifferenza non carica di suggestione la notizia, non coinvolge… Occorre richiamare, qui, la differenza – spiegata dalla scienza linguistica più elementare – fra denotazione e connotazione. La prima è “aderenza a quanto si dice”, la seconda è ciò che si vuol “dare ad intendere” senza dirlo apertamente. I giornalisti di professione sono maestri in questa seconda”arte”. A richiesta, sanno mettersi nelle condizioni di amare o odiare un’opinione anche se è a loro indifferente… La maestria giunge,poi, fino a dissimulare che si stia facendo connotazione…

Tutto ciò conferma quanto attento debba stare il lettore o chi ascolta servizi radiofonici e televisivi,specie sugli argomenti più scottanti.Su quelli attorno ai quali possono ruotare grandi interessi economici.

Il modo più esecrabile di esprimersi giornalisticamente è quello di dare per scontata una verità che tale non è. Che è tutta da provare…

Il peggio “esplode” ai nostri giorni quando si parla di clima, di energia, di risorse, di acqua e pesino di smaltimento rifiuti. Ma anche di mafia. Teniamo presente che, attorno a questi temi, ruotano mastodontici interessi…

(G. S.)

 

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