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Le strane idee su Hitler del Prof. Castrucci

Così il Prof Castrucci su TwitterCosì il Prof Castrucci su Twitter

Adolf Hitler era il male assoluto, il diavolo fatto carne? Qualcuno aveva previsto che questo concetto – esteso, forse, con troppa disinvoltura a Mussolini, personaggio comunque differente – sarebbe stato, prima o poi, oggetto di contestazione come – del resto – ogni verità acclarata del ‘pensiero unico’ che sembra a volte ci sia inculcata già col “biberon”…

Se leggiamo i propositi giovanili del dittatore tedesco in fatto di pubblica istruzione, usciti in edicola con il famoso Mein Kampf e relativo inserto, con un minimo di obiettività dobbiamo riconoscere che essi erano fondamentalmente “buoni e giusti”. In buona parte erano gli appunti di un carcerato per motivi politici… Il problema – probabilmente – fu che Hitler avrebbe voluto imporli – così come li concepiva di persona – dittatorialmente e senza possibili obiezioni. Da lì iniziò la spirale di una probabile forma di follia. Purtuttavia, essa non era delle proporzioni e non aveva tutti i connotati poi attribuiti dai vincitori dopo la sua sconfitta. Tanto è vero che il popolo tedesco lo seguì con trasporto, tanto da versare il sangue fino alle ultime gocce quando venne la fine. Così come fecero gli italiani per Mussolini. Oppure dobbiamo fingere di non conoscere ciò che avvenne ad El Alamein o i sacrifici che italiani e tedeschi compirono in Russia prima della sconfitta?

Ma – dopo tanti infiniti discorsi, rievocazioni e condanne –  è di questi giorni un novità sorprendente: un fulmine a ciel sereno che cade in Italia…

IL FATTO

 Prof Emanuele Castrucci

Prof Emanuele Castrucci

Un docente di filosofia del diritto e filosofia politica dell’Università di Siena, Emanuele Castrucci, ha scritto su Twitter messaggi che sono additati come “inneggianti” ad Adolf Hitler e al nazismo. Messaggi indicati anche come antisemiti e razzisti: dopo alcune apparenti esitazioni iniziali, il rettore dell’università ha detto di voler prendere provvedimenti. Tra i primi a segnalarlo, domenica sera, il giornalista di Sky Tg24 Marco Congiu, che a Siena si è laureato.

Successivamente molti hanno notato come l’account di Twitter di Castrucci contenesse altri messaggi riprovevoli, in cui il prof difende Hitler sostenendo che intendesse …difendere la civiltà europea. Castrucci condivide vignette razziste e consiglia libri come I protocolli dei savi di Sion, additato solitamente – ma non con certezza – come falso storico e pilastro dell’antisemitismo comunque in voga…

Castrucci (67 anni) insegna al dipartimento di Giurisprudenza ed è stato docente anche a Genova e Firenze. In passato ha anche scritto su Primato Nazionale, una rivista di estrema destra.

Dopo le segnalazioni su Twitter, il rettore dell’Università di Siena si era inizialmente limitato a scrivere che “…il Prof. Castrucci scrive a titolo personale e se assume la responsabilità”. L’Università di Siena, come dimostrato in molteplici occasioni, è dichiaratamente anti-fascista e “…rifugge qualsiasi forma di revisionismo storico nei confronti del nazismo”.

Ben presto, però, la notizia è finita sui giornali, e l’università ha diffuso un comunicato, a nome del Rettore, senza equivoci: “…le vergognose esternazioni del Prof. Castrucci offendono la sensibilità dell’intero Ateneo. Ho già dato mandato agli uffici di attivare provvedimenti adeguati alla gravità del caso”.

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Quando De Gasperi “godeva” dei successi di Hitler.

L’accettazione del personaggio di Adolf Hitler ha un illustre precedente nella storia dell’Italia democratica…

Da La Repubblica

“…La citazione che segue, ad esempio, non è tratta dai polverosi schedari del Kgb né da dossier segreti di qualche servizio straniero. Essa, più semplicemente, è tratta da un libro del presidente del Consiglio Giulio Andreotti pubblicato nel 1964 da Mondadori con il titolo De Gasperi e il suo tempo. ED E’ STATA ripresa dallo stesso autore in un successivo libro intervista con Antonio Gambino pubblicato da Laterza nel 1977. Ed è da questo ultimo testo che io la trascrivo. Si tratta del brano di una lettera che Alcide De Gasperi scrive da Borgo Valsugana. La data recita: 22 agosto 1941. “L’ altro giorno un pastore mi fermò sul prato per chiedermi se fosse vero che avessero preso Mosca: e invece, ventiquattro ore dopo, seppi che si trattava di Nicolaev, onde avendo goduto per la prima notizia, non trovai modo di impressionarmi per la seconda”. Sono solo quattro righe ma pesano quanto una montagna. Dunque Alcide De Gasperi, il primo leader della nostra prima Repubblica, in quella tragica estate del 1941, “godeva” alla notizia che le armate di Hitler avessero conquistato Mosca”.

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Nel seguito si dice Andreotti dice che probabilmente De Gasperi considerava peggior il pericolo comunista perché più fortemente e dichiaratamente anti cristiano. Avesse, pertanto, prediletto quello che poteva sembrare in quel momento “il male minore”.

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Su Palermoparla abbiamo spesso sostenuto che l’ultima guerra mondiale sia stata combattuta – in realtà – dall’America (U.S.A.) contro l’Europa, per fiaccarne la crescita e la possibilità di disporre delle materie prime dell’Africa. Per questo gli americani mandarono per due volte (vedi prima guerra mondiale) i loro soldati oltre oceano, contravvenendo allo spirito, se non alla lettera, dell’editto di Monroe: l’America agli americani nel senso di difendere il suolo patrio senza disperdersi con altri interessi.

L’Inghilterra, anziché con l’Europa era schierata con gli americani, considerandosi parte degli interessi atlantici e la Francia la seguì per spirito di emulazione. Ciò ha leso gravemente gli interessi europei, fino a giungere ad un’UE asservita ai poteri delle oligarchie bancarie americane. Inghilterra obbedirono in varia maniera a legami di stampo massonico. In particolare, il patto fra Usa e GB risaliva agli inizi: al tempo in cui la Gran Bretagna aveva concesso l’autonomia agli States, nati dalla rivoluzione americana guidata da George Washington. Gli inglesi si ritirarono,ma con il patto massonico di un’alleanza “sine die”.

E’ ben difficile che qualcuno possa negare che contro questa pesante realtà combatterono Hitler e Mussolini. Non calcolarono la grandezza degli Usa e la capacità elaborata oltre oceano nell’organizzazione della produzione e nella cosiddetta produzione a catena. Si illusero per il fatto che, sotto il profilo della pura ricerca scientifica, Germania e Italia erano avanti agli Usa e all’Inghilterra.

 

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