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Inquilini e padroncini: fisco problema comune

Come "salvare" o conservare l'amato centro storico di Palermo con i proprietari stremati dal fisco e quindi impossibilitati a restaurare?Come "salvare" o conservare l'amato centro storico di Palermo con i proprietari stremati dal fisco e quindi impossibilitati a restaurare?

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato gentilmente inviatoci dalla  Associazione Nazionale Inquilini e Assegnatari (ANIA) che pubblichiamo con una riserva: “purché non si ignori lo stato di estremo disagio dei piccoli padroni di case, vessati dal fisco con più imposizioni e responsabilità “ultra vires”: un peso fiscale che rende difficile, se non impossibile, operare quegli interventi di straordinaria manutenzione che consentano la conservazione degli immobili in genere e del centro storico in particolare!” (Vedi nota in fondo).

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Il comunicato giunto in redazione

Il 3 Dicembre 2019 le OO.SS. dell’inquilinato ANIA e della proprietà CASA MIA hanno incontrato il Sottosegretario di Stato Sen. Salvatore Margiotta presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti  a Roma.

L’incontro ufficiale ha permesso alle due OO.SS. di categoria di poter esprimere le proprie opinioni in merito alla Questione Casa che in questi anni si è sempre più inasprita e depositare al Ministero una Nota Congiunta con la quale viene illustrato il punto di vista delle due OO.SS. per la soluzione del problema casa che attanaglia troppe famiglie italiane in difficoltà.

Si è evidenziato l’aumento esponenziale degli sfratti per morosità che fotografa in maniera netta un’Italia in crisi. Basti riflettere che nel 2018 sono state emesse ben 56.140 sentenze di sfratto e di queste 49.350 sono sfratti per morosità, quindi bel oltre il 90% degli sfratti sono diretta conseguenza di una profonda crisi economica e sociale.

Su questo punto il Sen. Margiotta ha rilevato l’importanza e l’urgenza di trovare una reale soluzione per quantomeno ridurre il problema.

A questo proposito i rappresentanti delle delegazioni di ANIA e CASA MIA Andrea Monteleone e Vincenzo Leotta hanno suggerito di poter dirottare parte delle somme previste nella nuova finanziaria per il comparto casa, nel fondo per il sostegno all’affitto affinché questi cittadini possano affrontare con più serenità il rapporto locativo con i proprietari degli immobili.

In merito al Fondo per il sostegno all’affitto le OO.SS. hanno anche proposto che tali fondi fossero gestiti direttamente dal Ministero senza attivare la filiera Stato-Regione-Comune che rende farraginoso e costoso l’accesso a tale aiuto.

Altro argomento è stato l’incremento della realizzazione di nuovi alloggi di edilizia pubblica e sociale con un programma pluriennale che non consumi altro suolo ma riqualificando le aree abbandonate delle città, ottenendo in tal modo il soddisfacimento delle richieste di oltre 676.000 alloggi e la contestuale riqualificazione del territorio togliendolo al degrado civile, sociale ed economico.

L’incremento degli alloggi di edilizia pubblica ed anche sociale è strategico nell’ambito di un qualsiasi programma di crescita e sviluppo economico che un qualsiasi Governo vorrà mettere in campo.

Questo permetterà di avvicinare l’Italia ai livelli delle altre Nazioni Europee visto che  da noi vivono in un alloggio di edilizia pubblica appena il 3,5% delle famiglie italiane a fronte di una media europea del 20% e questo dato purtroppo non è dovuto all’eccessivo benessere economico riscontrato nella popolazione, che pur avendone bisogno non si hanno materialmente gli alloggi disponibili.

Il Capitolo di spesa dedicato dallo Stato alla Morosità Incolpevole purtroppo risulta estremamente “scarso” e per poter essere un vero strumento di calmierizzazione del mercato dovrebbe passare dagli attuali 46 milioni di euro a cifre ben più consistenti.

Visto il buon risultato sia in termini economici che sociali della Cedolare Secca Agevolata al 10% le delegazioni delle due OO.SS. hanno suggerito al Sen. Salvatore Margiotta la necessità di applicare il regime fiscale della Cedolare Secca a tutte le categorie catastali degli immobili non abitativi e in particolar modo alla categoria C/3 che riguarda il mondo dell’Artigianato Italiano ormai in via di estinzione per gli alti costi di gestione presenti nel nostro sistema economico.

In merito alla legge 431/98 le delegazioni hanno chiesto l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale della Condizione Abitativa affinché sia di supporto al Ministero per l’analisi degli interventi da realizzare per la soluzione dell’emergenza casa in Italia.

Il Sottosegretario di Stato Sen. Margiotta prendendo atto di quanto evidenziato dalle due OO.SS. e pur evidenziando l’attuale situazione di difficoltà economica in cui si trova la nostra Nazione ha dato la sua disponibilità a farsi portavoce in Parlamento e con  Ministri competenti per materia delle istanze esposte.

Al termine dell’incontro il Dr. Andrea Monteleone ed il collega Vincenzo Leotta hanno ringraziato a nome delle proprie OO.SS. il Sen. Margiotta per la disponibilità e l’interesse dimostrato verso le istanze sollevate.

 Dr. Andrea Monteleone

(Vice Segretario nazionale vicario Ania)

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Nota

Un’imposta come l’Imu, sommata all’Irpef – già esosa – più coinvolgimenti, anche solo potenziali riguardo voci come rifiuti, acqua etc. non giova certo neppure a chi di case ha bisogno, a chi cerca un tetto, né alla buona conservazione di un patrimonio che – comunque – è di tutti… Non c’è dubbio che i proprietari, nei limiti del possibile, cercano di rivalersi in qualche modo sui canoni d’affitto. Il peso fiscale ha provocato, inoltre, una visibile crisi dell’edilizia che colpisce anch’essa l’intero sistema economico. Non è un mistero che l’edilizia sia fra le colonne portanti dell’economia nazionale, specie nel Sud.

In conclusione il peso fiscale – che impedisce anche agli italiani, già “fregati” dai titoli bancari,  di accantonare i risparmi – contribuisce gravemente all’intero problema legato alle case e al patrimonio immobiliare: è assurdo che – con una evidente mancanza di fantasia – la proprietà immobiliare sia solitamente la prima ad essere presa di mira dal fisco. Ciò anche con un’imposta come l’Imu che incide non sul reddito da fabbricati, ma sull’astratto titolo di proprietà: siamo all’assurdo!

Il risultato è una situazione che corre sul ilo dell’evasione, della morosità anche qui incolpevoli da parte di contribuenti che hanno anche legittimamente  acquistato gli immobili, risparmiando con merito quando potevano, contando su una vita un po’ più serena…

E’ noto, del resto, come gli italiani siano dei grandi risparmiatori con un nemico giurato: lo Stato. Questo dovrebbe esser al servizio dei cittadini e assisterli, ma invece fa di tutto per renderli insonni

Ancora una foto aerea di una parte fondamentale del centro storico,in massima parte in mano a privati letteralmente dissanguato dal fisco.

Ancora una foto aerea di una parte fondamentale del centro storico, in massima parte in mano a privati letteralmente dissanguati dal fisco.

E’ un paradosso che si pongano problemi perfezionistici e obiettivi postmoderni contro la cementificazione, di fronte ad un quadro generale che presenta scompensi marchiani e conserva storici errori di valutazione, tali da rendere ancor oggi “il tetto” un problema serio per le famiglie italiane, tale da scoraggiare persino i matrimoni e la procreazione… Siamo – ovviamente – di fronte all’inciviltà e all’abbrutimento. Altro che traguardi di perfezione e problemi di compatibilità ambientale quando molti italiani, ancora, non hanno dove dormire!    (Germano Scargiali)

Nota 2

La sai l’ultima? E’ proprio il caso di dirlo… Fra le minacce del governo ce n’è una nuova: “perseguire le false prime case!” Ho questa è bella: giurano di perseguire i grandi evasori e inseguono i “poveri cristi” che non riescono a pagare Irpef e Imu e adottano per disperazione “stratagemmi” per limitare il danno. Consideriamo che l’Imu è contro l’art.1 della costituzione.

Ma sì, ecco il paradosso: gli “affamatori del popolo” vanno scovati nel popolo stesso. E’ il popolo che ruba a se stesso. Avvilito e calpestato, ma soprattutto tartassato, è il popolo, fatto di piccoli  impiegati, piccoli lavoratori autonomi, artigiani e commercianti del “negozio d’angolo” i colpevoli del deficit dello Stato. Sono colori che “devono contribuire”, opportunamente snidati e smascherati a colmare quel deficit.

Sinceramente, di fronte alla corruzione presente ad alto livello, quello dei grandi numeri, agli escamotage delle spa e delle srl, della oligarchia bancaria, rea di frode ai risparmiatori, sono questi ultimi – quelli del salvadanaio, che contano i soldi col vecchio pallottoliere – a dover essere perseguiti! Snidiamoli, costringiamoli a versare altri denari! Ignoriamo che, seminando la paura, se non il terrore, si colpisce pesantemente la voglia generale di intrapresa, di iniziativa, ritardando sempre più la marcia verso l’atteso ritorno allo sviluppo. E il danno è per tutti, non ultimo il fisco!

1 Comment on "Inquilini e padroncini: fisco problema comune"

  1. Claudio Fogazza | 6 dicembre 2019 at 9:19 | Rispondi

    lo Stato interviene con lo sgravio fiscale per i lavori di restauro (50%, 75%, 90%) detrtazione che alcune grosse imprese acquistano
    Ma se un pensionato non può pagare le tasse può sempre espatriare in Portogallo, Africa o in Sus America

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