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Casa Pound torna su facebook – Meluzzi approva

Il noto volto i Alessandro Meluzzi, ospite frequente dei talk show televisivi.Difende i valori di libertà, democrazia e la preziosa funzione del confronto fra differenti opinioni e idee...Il noto volto i Alessandro Meluzzi, ospite frequente dei talk show televisivi.Difende i valori di libertà, democrazia e la preziosa funzione del confronto fra differenti opinioni e idee...

Rivincita per le vie brevi di Casapound nei confronti di Facebook. Gli scritti del movimento faranno ritorno sul social media che li aveva “messi all’indice” con una decisione che ricorda quella dei papi…

Facebook dovrà pagare anche le spese legali e i singoli personaggi legati al movimento stanno agendo ,uno ad uno, ricorrendo allo stesso avvocato, per essere riammessi risarciti anche loro. Volge, così a termine un vicenda che aveva certamente del grottesco.

Il movimento di Casapound, infatti, non può essere tacciato di neo fascismo – se non forzatamente – mentre il suo personaggio di riferimento Ezdra Pound è uno degli esempi moderni, assieme a Joyce e pochi altri, del moderno linguaggio giornalistico. Col fascismo E. Pound ebbe soltanto un rapporto di reciproco rispetto ed anche casa Pound si limita a “non rinnegarne il ricordo”. Non già a riproporlo.

La pensa così anche Alessandro Meluzzipsichiatra, criminologo, saggista, scrittore, accademico e religioso italiano.

Meluzzi esprime chiaramente la propria idea, in controluce con il fondamentale concetto di libertà di pensiero e i principi del confronto che dovrebbero essere alla base del pensiero democratico e della cultura moderna: principi non negoziabili…

Meluzzi “la butta giù dura” sin dall’esordio della sua polemica (Da un articolo di cui citiamo sotto fonte ed autrice).

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…“Coloro che cercano di ostacolare la circolazione delle idee sono dei cretini innanzitutto: fermare le idee è come pensare di fermare l’aria con le dita, fermare delle idee che contengono dei semi di verità è doppiamente colpevole. Quella di Facebook non è soltanto censura ma anche un ostacolo alla libera circolazione della verità, “con la V maiuscola”. E’ questo il commento del professor Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo, intervistato dalla rivista Primato Nazionale a proposito provvedimento del Tribunale di Roma che obbliga Facebook a riattivare la pagina di Casa Pound. Dopo il professor Gervasoni, insomma, un’altra personalità del mondo della cultura plaude al provvedimento.

Casapound è una risorsa, non una minaccia 

“Sono stato tra i primi a gridare allo scandalo per questa vicenda”, ricorda Meluzzi, “ma in nome della libera circolazione delle idee l’avrei gridato anche se si fosse trattato di una cosa molto meno seria e molto meno buona di Casa Pound Italia. Considero Casapound non una minaccia ma una risorsa per la costruzione di una cultura di destra in Italia, decorosa, colta e capace di guardare in prospettiva”. Il professore punta il dito contro tutti i denigratori di Casa Pound che avevano gioito nei giorni dell’epurazione delle tartarughe frecciate dalla piattaforma: “Sono persone che temono la circolazione di tutte quelle idee che non vengono filtrate da un mainstream farisaico e incapace di discernere il vero dal falso, il buono dal cattivo e il giusto dall’ingiusto”. 

Manifestazione di Casapound contro le palme a Milano.

Manifestazione di Casapound contro le palme a Milano.

Per Meluzzi il “pensiero divergente” non è solo importante in quanto divergente e quindi libero, “…ma anche perché rivela delle verità che il potere vuole occultare”. Meluzzi ricorda che la sua ammirazione per il movimento parte dal nome, “che origina dal pensatore Ezra Pound, che in tempi non sospetti e a costo di passare anni in un manicomio criminale dopo la Seconda guerra mondiale, sfidò il concetto di moneta, di monetazione, di signoraggio bancario, di usura. Anche se non conoscevo CasaPound, solo a vedere il nome ‘Pound’ accettai subito di collaborare con loro fin dal primo congresso culturale”, ricorda il criminologo. “Non fosse altro per un’apertura di credito verso Ezra Pound, che rappresentava un’apertura verso un ‘pensiero proibito’. E siccome sono libertario, amo i ‘pensiero proibiti’. Ritengo quindi che la sentenza di oggi sia non soltanto un tributo al diritto liberale, ma anche a quel bene universale che è la possibilità delle persone di accedere alla verità”.

Zuckerberg e la censura

Sui soprusi sistematici che il colosso di Zuckerberg compie contro la libertà di espressione Meluzzi non ha dubbi: “Zuckerberg è l’espressione della censura planetaria operata dal mondo del potere, che però come tutti i ‘poteri’, è a tempo ed è destinato a finire”. A questo proposito il professore ricorda una frase di Falcone, “non c’è fenomeno storico ancorché legato al potere che non sia transeunte”, spiega. “Così come è caduto l’impero assiro, di Assurbanipal, caduto l’impero babilonese e quello romano, cadrà anche quello  dell’Nwo, dei Rotschild, di Soros e Rockefeller, basato sul potere planetario della moneta”. L’invito finale di Meluzzi è quindi quello di “guardare alla storia con speranza, come a una continua palingenesi; e in questa battaglia, il fatto che CasaPound abbia ritrovato la sua postazione su Facebook è un tributo alla cultura ed un potente valore aggiunto per noi, i nostri figli e nipoti”.

Cristina Gauri

(Dalla rivista online Il primato nazionale)

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