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“La dignità del vivere”: Movimento per la vita al Don Orione

italiangottalent

logo mpv PalermoUna mattinata di riflessione al Don Orione per il Convegno “La dignità del vivere”. Sottotitolo: “La cultura della vita verso un nuovo umanesimo”.

Il convegno, è stato organizzato dal Movimento per la Vita di Palermo ed è stato ospitato  il  14 Dicembre 2019 nel piccolo teatro del Don Orione (in via Ammiraglio Rizzo, a destra dell’ingresso principale della chiesa).

Il Movimento per la Vita di Palermo è presieduto dalla pediatra Sandra La Porta coadiuvata dal Consiglio direttivo.

A parlare si sono alternati vari esperti e sono seguiti anche degli interventi.

Il principio base del Movimento è: “la vita umana inizia con il concepimento e termina con la morte naturale”. Pertanto, come MpV, difende il valore della vita e combatte pratiche quali l’aborto e l’eutanasia.

Per quanto riguarda l’aborto, il Movimento cerca di assistere, come possibile, moralmente ed anche materialmente, le mamme in difficoltà che ne facciano richiesta e, quando si manifesta il caso, salvare i neonati dall’abbandono. Critica, inoltre, come sia stata interpretata ed applicata la legge 194 con la frettolosa definizione di Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza) per quello che è un vero e proprio omicidio…

Per quanto concerne l’eutanasia, il movimento è contrario all’accanimento terapeutico, ma combatte il modo in cui viene affrontato il problema dell’eutanasia in altri paesi e come si progetta anche in Italia. Criticato anche il regime della Dat (dichiarazione anticipata di trattamento) anche per i rischi personali che esso comporta…

Lydia e Germano Scargiali

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Il convegno si è concluso con successo davanti ad una platea ricca e interessata.

La presidente Sandra La Porta introduce a parlare la Dott.ssa Assuntina Morresi, venuta dall'Umnbria e protagonista di un colto e interassante intervento.

La presidente Sandra La Porta introduce a parlare la Dott.ssa Assuntina Morresi, venuta dall’Umbria e protagonista di un colto e interessante intervento. (Ph. Franco La Valva) 

Particolarmente apprezzate le argomentazioni dei relatori succedutisi sul palco del teatro Don Orione.

La presidentessa del MpV di Palermo Sandra La Porta ha fatto da moderatrice.

L’ Avv. Federico Pirera ha parlato degli aspetti giuridici nell’attuale realtà normativa italiana fra leggi e relativa interpretazione, applicazione e rischi eventuali. Pirrera ha distinto i due aspetti chiave che distinguono l’eutanasia vera e propria dall’aiuto al suicidio. La prima è in via di regolazione da parte della legge e consiste nel somministrare medicalmente un veleno… L’aiuto al suicidio è un fatto più complesso, solitamente riprovevole anch’esso previsto dalla legge italiana. Questa distingue: omicidio del consenziente, omicidio e istigazione o aiuto al suicidio. Sono previste pene da 5 a 1 anni (art.580 c.p.)

Il Dottor Giarrusso ha parlato della funzione attuale del medico di famiglia e della sua importanza. Ha anche evidenziato la continuità del valore di quella parte fondamentale del giuramento d’Ippocrate che specifica come i medici lottino per la vita e non debbano mai aiutare nessuno a procurarsi la morte.

Il Dottor Francesco di Leonardo dell’Amci (Associazione medici cattolici italiani) ha parlato della funzione delle cure palliative, cioè quelle che rispondono all’antica massima medica “primum lenire dolorem“, per i malati terminali e non, in cui la sofferenza diviene l’aspetto principale della malattia.

La Dott.ssa Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale per la bioetica, era in visita a Palermo solo per partecipare al convegno. Molto dotta ed anche chiara è risultata la sua esposizione su aspetti che corrono dal tema dell’interruzione di gravidanza a quello dell’eutanasia, i due punti focali della giornata. Riprendendo un concetto accennato dall’Avv.Pirera, ha chiarito che una deriva morale e civile rischia di condurre ad equiparare il diritto di vivere a quello di morire. Tale equiparazione contrasta con il principio del “favor vitae“, una conquista morale – già del diritto romano –  che induce il medico e non solo il medico a preservare la vita, anche rispetto alle scelte contrarie da parte dell’individuo: per esempio di fronte ad un potenziale suicida o di fronte a genitori “testimoni di Geova”. In questi casi il giudice tutelare può surrogarli ed autorizzare il medico ad agire secondo i dettami della scienza medica. Restituendo, in pratica, tutta la “patria potestà” ai genitori a cure avvenute. Pur tuttavia questa apertura può innescare una deriva verso la possibilità che “altri” decidano su questioni mediche all’infuori dei diretti “protagonisti”. La materia resta, insomma, delicata e irta di difficoltà…

La Morresi ha additato l’atteggiamento della legge olandese, pur tesa a privilegiare la volontà individuale, ma anche nel caso di una determinazione condannabile in sé (e usualmente condannata sul piano umano e morale), conducendo ad una “deriva” già in atto, verso l’eutanasia dei giovani. Ad esempio in caso di stati di …depressione. Oggi molti interventi, inclusi quelli farmacologici, rendono guaribile la cosiddetta “depressione” in quella che può essere definita come “una generalità di casi”.

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Emerge dalla discussione come il procedere della cultura diffusa in direzione di un indeterminato relativismo etico possa condurre a scelte che contrastano con le fondamentali conquiste etiche della stessa umanità, ignorando l’importanza della memoria storica in cui religione, diritto e la stessa scienza (vedi la medicina) si fondano non a caso aiutando l’individuo e l’umanità intera nella difficile scelta fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, fra la corretta scelta morale e le condannabili vie del peccato… (G.Scargiali)

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Il Dottor Angelo Vecchio, specialista di neuro psichiatria infantile e direttore dell’Ufficio diocesano pastorale della salute di Palermo, anche a nome dell’Associazione medici cattolici, ha parlato sul tema”La chiesa e il fine vita”.

Sulla medesima linea il Dr. Raffaele Pomo, presidente regionale dell’Amci che ha parlato de “La coscienza del medico e delle problematiche del fine vita”.

(L.& G. Scargiali)

L'attuale presidente Sandra La Porta e la "past president" Rosa Rao attuale consigliera nazionale.

L’attuale presidente Sandra La Porta e la “past president” Rosa Rao (Ph. Franco La Valva)

Nota

Emerge dalla discussione di questa giornata come il procedere della “cultura” diffusa in direzione di un indeterminato relativismo etico possa condurre a scelte che contrastano con le fondamentali conquiste morali e civili della stessa umanità, ignorando l’importanza della memoria storica in cui la religione, il diritto e la stessa scienza (vedi la medicina) si fondono non a caso, aiutando l’individuo e l’umanità intera nella difficile scelta fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, fra un corretto comportamento morale e le condannabili vie del peccato…

Ciò cui si compie una sorta di “attentato” è la cultura antropologica, fatta di nozioni e indirizzi,maturati attraverso secoli e millenni, certamente “non a caso”. Ciò, tutt’altro che avvenire in considerazione di “supposte esigenze della vita moderna” è contemplato nella storia antica, nel ricorrere di periodi di crisi morale, puntualmente “rientrati” entro i confini di quella che – pur sommariamente – potremmo definire “la normalità”.

(G.Scargiali)                                                                                                                                                                                                                                                                                

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